Disponibilità materie prime (SOMALIA)

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Osservazioni

In Somalia, uno dei settori economici che sembra essere tra i più promettenti è certamente quello estrattivo, e in particolare degli idrocarburi. Tale settore rappresenta un importante ambito di opportunità, il cui grado di fruibilità e accessibilità resta tuttavia vincolato alla soluzione di alcuni nodi politici (locali e regionali), e alla strutturazione di un chiaro assetto amministrativo e di governance.

Secondo diversi studi di settore condotti a partire dagli anni ’60, e ultimamente nella regione autonoma del Puntland, la Somalia possiede consistenti riserve petrolifere e di gas naturale, sia offshore che onshore, concentrate principalmente in otto bacini, di cui i più importanti restano quelli di Habra Garhajis (nord-ovest), Almado-Dharoor (nord-est), Nugal (centro-nord) e alcune blocchi offshore a largo delle coste meridionali adiacenti alle acque territoriali keniane, e tutt’oggi oggetto di disputa tra Nairobi e Mogadiscio.

I primi studi sul potenziale estrattivo in Somalia sono condotti negli anni ’60 dalla compagnia italiana Agip e della statunitense Sinclair oil Corporation. Le difficoltà logistiche, dovute essenzialmente alla non facile conduzione di attività estrattive in zone remote del paese e prive di adeguate strutture logistiche e di comunicazione, non hanno consentito il proseguimento delle operazioni, blocco che si è perpetuato anche a seguito al colpo di stato militare di Siad Barre del 21 ottobre 1969. Il regime socialista di Barre non forniva inoltre adeguate garanzie alle compagnie petrolifere internazionali, timorose di eventuali nazionalizzazioni. Nonostante ciò, nel 1985, dodici compagnie petrolifere, tra cui Conoco, Amoco, Arco, Chevron, Shell (Pecten), Phillips e Agip riuscirono ad ottenere concessioni dal governo di Siad Barre. Con l’inizio della guerra civile il 26 gennaio 1991, tuttavia, la Somalia cessa di attrarre l’interesse delle societa’ summenzionate.

Dopo circa vent’anni di conflitto, Abdullahi Yusuf Ahmed (del clan Darod/Majerteen/Omar Mohamud), Presidente delle Istituzioni Federali di Transizione (IFT) formate a Nairobi nel 2004 grazie al sostegno dell’IGAD e della comunità internazionale, propose nel 2006 una legge per disciplinare la gestione delle concessioni di esplorazione. Redatta grazie al sostegno tecnico della Kuwait Energy Company e della indonesiana PT Medko Energy International Tbk, la legge del 2006 stabilisce la Somalia Petroleum Authority (SPA), agenzia competente a gestire le concessioni di esplorazione ed estrazione. La SPA era controllata al 51% dal Governo somalo, che ne nomino’ anche i vertici, e al 49% della Kuwait Energy Company e della indonesiana PT Medko Energy International Tbk.

Il termine della presidenza di Abdullahi Yusuf, dimessosi il 28 dicembre 2008, segna anche la fine dell’iter legislativo sulla legge redatta nel 2006, che non verrà mai approvata dal Parlamento Federale Transitorio. Tuttavia, nuovi tentativi di sfruttare le risorse petrolifere in Somalia sono stati condotti a livello locale da piccole compagnie di esplorazione dal profilo imprenditoriale aggressivo e talvolta spregiudicato, come accaduto in Puntland e Somaliland.


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