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Osservazioni

La Cina ricopre il ruolo di potenziale "game changer" dello scenario dei consumi mondiali di energia nei prossimi decenni. Oltre a essere oggi il maggior consumatore di energia a livello mondiale e il mercato trainante per i consumi di combustibili fossili, essa rappresenta anche il Paese che piu' di ogni altro sta ampliando l'impiego di energie pulite.

La Cina continua allo stesso tempo a restare fortemente dipendente dai combustibili fossili, con 490 miliardi di tonnellate di carbone e petrolio importate nel 2018, a fronte di 90 milioni di tonnellate di gas. La produzione di elettricita' cinese e' cresciuta del 6,8% lo scorso anno, per una quantita' di energia generata tale da eguagliare quella di Germania, Francia e Regno Unito insieme. Il soddisfacimento della domanda di energia cinese potra' passare in futuro dall'incremento dell'impiego delle rinnovabili e del gas (i cui consumi sono previsti crescere con percentuali in doppia cifra). La Cina ha la capacita' di raggiungere un livello del 15% nell'impiego delle energie rinnovabili sul totale della produzione di energia entro il 2020, nel rispetto dei target fissati dall'Accordo di Parigi. Pechino manifesta inoltre la sua ferma volonta' di favorire la crescita ulteriore di questo settore, promuovendo al tempo stesso un miglioramento del mix energetico nazionale e dell'efficienza energetica.

Il rapporto “World Energy Outlook 2018” della International Energy Agency (IEA) evidenza come la Cina, dotata della rete elettrica piu' estesa a livello mondiale, rappresenta il Paese che maggiormente contribuira' alla crescita della domanda di energia elettrica, a fronte di un arretramento, avviatosi gia' negli ultimi dieci anni, in numerose economie avanzate. I principali fattori trainanti di tali tendenze saranno la domanda di elettricita' per uso domestico (sistemi sia di raffreddamento che di riscaldamento), per servizi digitali e per la produzione industriale. Questo scenario chiama in causa la necessita' di soddisfare la nuova domanda di energia elettrica limitando al massimo il ricorso all'impiego di combustibili fossili e le conseguenti emissioni di anidride carbonica. Secondo le proiezioni della IEA, il 70% della produzione necessaria a soddisfare tale domanda aggiuntiva (proveniente per la sua quasi totalita' da Paesi in via di sviluppo) sara' coperto dall'impiego delle energie rinnovabili (i cui costi sono progressivamente decrescenti) e dal gas, il cui consumo dovrebbe superare quello del carbone entro il 2030. Tale processo non potra' prescindere da una maggiore efficienza dei sistemi di produzione e di conservazione dell'energia. Strategici risulteranno pertanto gli investimenti sulle reti elettriche, sui sistemi di stoccaggio dell'energia e sull'efficienza delle centrali di produzione. L'impiego dell'energia nucleare conoscera' una possibile riduzione nei Paesi piu' avanzati (anche in ragione delle condizioni sempre piu' obsolete delle centrali esistenti), mentre trovera' spazio crescente in Paesi a forte sviluppo economico come la Cina.


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