27/10/2016 - LA BANCA CENTRALE MANTIENE IL TASSO DI INTERESSE "OVERNIGHT" ALLO 0,5%

LA BANCA CENTRALE MANTIENE IL TASSO DI INTERESSE "OVERNIGHT" ALLO 0,5%

Il 19 ottobre la Banca Centrale del Canada ha annunciato la decisione di mantenere il tasso di interesse "overnight" allo 0,5%, come ormai avviene da luglio 2015.

Le ragioni sono essenzialmente riconducibili a due ordini di considerazioni: l'andamento delle esportazioni e la situazione del mercato immobiliare domestico.

Sotto il primo profilo, l'export canadese sta facendo registrare un andamento particolarmente fluttuante.Nonostante il forte calo del triennio 2007-2009 sia stato piu' che recuperato, tuttavia si e' registrata una costante sfasatura al ribasso rispetto alle previsioni. Dopo la forte crescita del 2015, i primi cinque mesi del 2016 si sono chiusi con una sensibile contrazione dei volumi. Si e' stimato che l'andamento dell'economia USA e del commercio internazionale possano contribuire a spiegare circa la meta' dello scarto tra i volumi di esportazioni attese e quelle effettive, mentre l'altra meta' sembrerebbe imputabile a fattori strutturali e non ciclici, periodicamente segnalati dalle imprese, quali: perdita di capacita' produttiva, carenza di infrastrutture, incertezza del quadro regolamentare (con riferimento anche all'attuazione degli accordi commerciali bilaterali siglati dal Canada), aumento delle barriere commerciali sui mercati esteri, costi relativamente alti dell'energia elettrica. L'istituto di emissione prevede quindi un calo strutturale delle esportazioni.

Per quanto riguarda il mercato immobiliare, il Governo ha recentemente annunciato due misure: 1) una maggiore tassazione sugli acquisti effettuati da cittadini stranieri, ritenuti la causa di un surriscaldamento del mercato, particolarmente nelle aree di Vancouver e Toronto; 2) l'introduzione di obblighi piu' stringenti a carico delle banche nel verificare la sostenibilita' delle richieste di mutui immobiliari, al fine di mitigare possibili rischi per la stabilita' del sistema. Si stima che nel breve periodo tali misure possano portare ad una riduzione degli acquisti, e forse ad un riorientamento delle preferenze del mercato verso case di minore dimensione (piu' economiche), con conseguente effetto in termini di calo delle spese complessive nel settore.

Il quadro sopra delineato - unitamente ad ulteriori considerazioni macroeconomiche, tra cui le dinamiche demografiche in atto - hanno indotto la Banca Centrale a ritenere che l'economia del Paese affrontera' un lungo periodo di moderata espansione, inferiore rispetto a quanto finora immaginato. Si prevede pertanto una crescita del Pil dell' 1,1% nel 2016, e del 2% circa nel biennio 2017-2018.


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