02/03/2016 - Andamento dell'export italiano in Giappone nel 2015

Andamento dell'export italiano in Giappone nel 2015

Il dato in yen delle esportazioni italiane in Giappone nel 2015, reso noto dalle Dogane Giapponesi, ha registrato un lievissimo incremento (+0,1%) rispetto al 2014 (911 miliardi di yen, circa 6,8 miliardi di euro, con un persistente avanzo a favore del nostro Paese di circa 3,5 miliardi di euro). Se si considera il crollo del settore farmaceutico nel 2014 (-36,3%) e nel 2015 (-38,3%), la performance appare positiva, in certi casi ottima (come nell'automotive), in quanto la drastica contrazione delle esportazioni farmaceutiche e' stata compensata dalla crescita di quasi tutti gli altri comparti.

Il mercato giapponese nel 2015 ha visto una crescita interna poco sostenuta, una debole dinamica inflattiva (con il raggiungimento del target del 2% che e' stato rinviato di un ulteriore semestre dalla Bank of Japan) e salariale (con le retribuzioni che hanno fatto registrare un calo vicino all'1% rispetto all'anno precedente, confermando un trend decrescente in atto da qualche anno) e un ulteriore invecchiamento della popolazione. Tali fattori non consentono margini di crescita elevati per l'export.

L'Italia si conferma il terzo esportatore europeo verso il Giappone, ancora lontana dalla Germania, comunque in calo del 3,8%, ma sempre piu' vicina alla Francia, che registra una contrazione del 5,5%. Alle spalle dell'Italia incrementa il Regno Unito (16,6%), mentre la Spagna, le cui esportazioni restano circa il 50% di quelle italiane, pur crescendo rallenta il passo (2,6%) rispetto ai tassi degli ultimi anni. La conferma delle difficolta' UE su questo mercato e' rimarcata, oltre che dal dato di Germania e Francia, dal pesante calo (-27,9%) dei Paesi Bassi.

L'analisi per settore delle esportazioni italiane evidenzia una buona crescita dell'abbigliamento nel suo insieme (+2,8%, nonostante le scarpe perdano il 4%) e dei macchinari (3,2%). Molto buone le performance degli autoveicoli e della relativa componentistica (44,7%), della chimica (10%), degli apparecchi elettrici (15,1%), degli strumenti di precisione e degli altri mezzi di trasporto, voci superiori all'11%. Un leggero calo (-0,6%), invece, si segnala sul versante agroalimentare (la Francia registra un calo nel settore dello 0,3%, mentre cresce bene la Spagna con un +16,3%).

In questo contesto, i margini di crescita futuri, dell'Italia come degli altri Paesi UE, appaiono limitati e solo una positiva conclusione del Free Trade Agreement in corso di negoziazione, in particolare con l'eliminazione di barriere al commercio (per lo piu' di carattere non tariffario) e di misure protezionistiche disposte da queste Autorita' in particolare in settori di grande rilevanza per il nostro export quali l'automotive, la moda e l'agroalimentare, potrebbe verosimilmente ridare nuovo slancio alle nostre forniture.


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