07/12/2015 - L'AUSTRALIA TORNA A CRESCERE A SETTEMBRE

L'AUSTRALIA TORNA A CRESCERE A SETTEMBRE

Malgrado la cautela con la quale lo stesso Ministro del Tesoro, Scott Morrison, si e' espresso circa la fase di transizione dell'economia australiana da una basata sugli investimenti nel settore minerario ed energetico ad una incentrata su servizi e manifattura agro-industriale, secondo i dati di quest'Australian Bureau of Statistics (ABS), a settembre scorso Canberra e' tornata a crescere dello 0,9% sul trimestre precedente e del 2,5% su base annuale. Il trend torna indi ad osservare un saggio ben piu' positivo rispetto ai dati modesti registrati nell'ultimo trimestre di giugno, allorquando la crescita e' stata pari allo 0,2% rispetto al trimestre precedente e del 2% su base annuale.
Il maggior fattore di contribuzione alla crescita in settembre e' rappresentato dalle esportazioni nette, le quali hanno determinato l'1,5% del tasso di crescita nazionale. Nonostante il rallentamento dell'economia cinese, la piu' importante acquirente di risorse australiane, le esportazioni hanno registrato il piu' grande aumento degli ultimi 15 anni. Cio' e' derivato anzitutto da una vivace attivita' nel settore minerario (+5,2%), oltre che da un un aumento significativo nelle spedizioni di minerale di ferro, carbone e gas liquefatto, rese possibili da buone condizioni climatiche e da un miglioramento nella capacita' di smistamento logistico presso i porti di sbarco. Altro importante stimolo alla crescita e' costituito dai consumi, rilevanti per lo 0,4% del saggio di crescita di settembre.
Di segno negativo sulla crescita nazionale, invece, sono risultati gli investimenti (-4%), sia quelli pubblici (-9,2%) che privati (-2,9%). A settembre si e' confermato, inoltre, il declino nel settore delle costruzioni (-7,1%), soprattutto per quanto concerne i lavori nel comparto minerario.
Il confermato deterioramento dei termini di scambio (-10,5%) ha determinato, a sua volta, il peggioramento del reddito reale disponibile pro capite per il sesto trimestre consecutivo, aspetto su cui si e' soffermato, nei suoi commenti sui dati ABS, il Ministro Morrison, il quale ha dichiarato che tale trend continuera' a determinare un impatto negativo sugli introiti fiscali, a ridimensionare il valore reale delle retribuzioni e dei profitti delle aziende.
Il positivo trend della crescita del PIL si e' poi riflesso nel mercato del lavoro. Ad ottobre scorso, infatti, il tasso di disoccupazione e' tornato seppur lievemente a scendere fino al 5,9% (dal precedente 6,1%), mentre il numero degli occupati full-time e' aumentato di 40.000 unita' rispetto al mese di settembre. Al contempo, il tasso di partecipazione e' cresciuto dello 0,5% raggiungendo il 65%, a conferma di un pur modesto sentimento di fiducia da parte degli individui nei confronti della ristrutturazione del sistema economico australiano.
Sul versante della politica monetaria, il recente board della Banca Centrale, riunitosi il 2 dicembre u.s. a distanza di quattro anni dall'ultima volta a Perth, ha confermato il costo del denaro al 2%, valore che riesce da un lato a mantenere sotto controllo l'inflazione, oggi pari all'1,5%, e dall'altro a fungere da stimolo agli investimenti, anche se con risultati al momento poco incoraggianti.
Come osservato in precedenti Messaggi, a giudizio di quest'osservatorio, cosi' come di agenzie di rating e societa' di consulenza, quali Moody's e Deloitte Economics, l'economia australiana ha di fronte a se' l'importante sfida di mantenere ininterrotto il proprio trend di crescita economica, in un momento in cui gli investimenti nel settore minerario e il prezzo delle materie prime non costituiscono piu' il vero vantaggio competitivo di cui l'Australia ha goduto a partire dagli anni Novanta. Al fine di cambiare verso alla parabola del reddito reale pro capite, in discesa da sei trimestri consecutivi e vero termometro che registra il tenore di vita, Canberra sara' presumibilmente chiamata ad assicurare una crescita dei consumi e, senza dubbio, un aumento degli investimenti.
La ricetta proposta dal Primo Ministro Turnbull per superare tale congiuntura, come da egli ribadito piu' volte e da ultimo nella giornata di ieri in sede di dichiarazione sui dati ABS, e' basata principalmente su due imprescindibili fattori, innovazione e produttivita', ai quali si aggiungono il rilancio degli investimenti pubblici ed una riforma fiscale ispirata a principi di progressivita' e redistribuzione. Un primo test di verifica di tale posizione del Governo in rapporto alla nuova politica economica e' costituito dalla Revisione di Bilancio di Medio Termine, da rilasciarsi a meta' del corrente mese.


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