// - IL FUTURO ENERGETICO E GLI APPROCCI PRAGMATICI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

IL FUTURO ENERGETICO E GLI APPROCCI PRAGMATICI AL CAMBIAMENTO CLIMATICO

Si è svolto a Riyadh il 12 u.s. presso l’International Energy Forum (IEF),  il primo incontro della Speaker Series congiunta tra IEF e il King Abdullah Petroleum Studies and Research Centre (KAPSARC) che ha avuto come protagonista Masakazu Toyoda, Presidente e Direttore del Institute of Energy Economics Japan (IEEJ) e membro del International Advisory Board del KAPSARC.

Nella sua lecture Toyoda ha presentato una serie di dati relativi all’impatto del cambiamento del prezzo del petrolio nel lungo periodo (2040) ed ha avanzato ipotesi circa le politiche energetiche che i paesi dovrebbero attuare al fronte della continua flessione del regime dei prezzi del petrolio e del cambiamento climatico, sottolineando che l’obbiettivo principale deve essere quello di raggiungere e mantenere una crescita economica sostenibile.

Egli ha messo in evidenza che, entro il 2040, il consumo mondiale e asiatico di primary energy (petrolio, gas naturale e carbone) aumenterà  rispettivamente di 1,4  e 1,6 volte (quello asiatico passerà da 5.4 miliardi di tonnellate nel 2013 a 8.87 miliardi di tonnellate nel 2040).

L’ Asia è ricca di carbone ma scarseggia in petrolio e gas naturale. Un aumento della domanda energetica potrebbe mettere a repentaglio la disponibilità di carbone nella regione, quindi destabilizzare il mercato energetico mondiale. Inoltre, il massiccio impiego di carbone causerà un aumento globale di emissioni di CO2, oltre a severi danni all’ambiente. Secondo Toyoda, l’energy saving, cioè l’introduzione di nuove tecnologie, e la decarbonizzazione risultano i rimedi migliori per questo problema.

Ulteriori misure per ridurre l’impiego delle primary energy  come l’oil saving,  l’abbassamento dei prezzi del petrolio e il maggiore utilizzo di risorse non convenzionali  potrebbero ridurre il commercio internazionale di petrolio del 36% (da $2.8 a $4.4 milioni di miliardi). Queste misure danneggerebbero soprattutto il mercato e la crescita economica dei paesi produttori in Medio Oriente, riducendone le esportazioni di $457 miliardi.

Toyoda ipotizza un Advanced Technologies Scenario, cioè una riduzione delle emissioni globali di CO2 del 50% entro il 2050. Queste saranno facilitate dall’introduzione di tutta una serie di nuove tecnologie nell’ambito di: enery saving, miglioramento dell’efficienza energetica, impiego di fonti energetiche rinnovabili e nucleari e sviluppo di tecnologie innovative a livello urbano.

Per concludere, ha ribadito la necessità di cooperare e quella di sviluppare nuove tecnologie con l’obbiettivo di raggiungere un equilibrio tra Mitigation, Adaptation and Damage, cioè bilanciare i costi relativi alla riduzione delle emissioni e quelli relativi alle conseguenze del cambiamento climatico.

Fonte:  IEEJ, Asia/World Energy Outlook 2015, Oct. 2015


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