27/07/2015 - AGGIORNAMENTO INTERSCAMBIO BILATERALE (MARZO 2015).

AGGIORNAMENTO INTERSCAMBIO BILATERALE (MARZO 2015).

In controtendenza rispetto al 2014, l'export italiano verso l'Australia e' tornato di segno positivo nel primo trimestre 2015. I dati ICE/ISTAT, infatti, registrano seppur lieve un miglioramento dell'1,9% delle nostre esportazioni, ammontate a 787,5
milioni di Euro. Dall'altra parte, le importazioni sono state pari a 150,6 milioni di Euro, in calo del 23%. Il conseguente saldo, pari a 671,5 milioni di Euro, permane a favore dell'Italia. I macchinari, sebbene in calo del 12,7% rispetto al medesimo trimestre del 2014, risultano tuttora il prodotto maggiormente esportato in Australia, rappresentando il 30,2% dell'intero export, cio' anche a conferma del calo degli investimenti australiani nel settore energetico e minerario, nel quale le macchine di impiego generale di fattura italiana vengono maggiormente utilizzate. Permangono nel loro trend positivo, malgrado il qui diffuso fenomeno dell'Italian sounding, i prodotti alimentari, il cui valore esportato a marzo scorso e' ammontato a 87 milioni di Euro, pari all'11% dell'export complessivo. Tra essi si distinguono
pomodori (nonostante le misure antidumping tuttora in vigore), frutta ed ortaggi lavorati e conservati, ammontanti ad un valore di circa 28 milioni di Euro. Seguono le apparecchiature elettriche e quelle per uso domestico, la cui quota sulle esportazioni complessive e' pari al'8,8%. Si registra un ottimo trend degli autoveicoli, cresciuti del 59,6% rispetto al medesimo trimestre del 2014, crescita trainata principalmente dall'export di autoveicoli per trasporto merci (8,3 milioni di Euro) e di elicotteri (10,9 milioni di Euro). Positive anche le performance di articoli in pelle (+20,5%) e dei mobili (+11,3%). Dall'altra parte, si registra un calo dei prodotti farmaceutici (-4,7%) che soffrono la concorrenza straniera, soprattutto francese, e dei prodotti delle miniere e delle cave (-44,6%). Per quanto concerne le importazioni, l'Italia continua a rifornirsi dall'Australia soprattutto di prodotti di origine animale (26 milioni di Euro), antracite (19,4 milioni
di Euro), carne lavorata e conservata (12,4 milioni di Euro), oltre che di metalli di base preziosi (10 milioni di Euro) e cuoio conciato e lavorato (9,7 milioni di Euro). In termini quote di mercato, secondo i dati di quest'Australian Bureau of Statistics, l'Italia ha guadagnato a marzo 2015 una posizione a danno dell'Indonesia, divenendo l'11mo fornitore dell'Australia e detenendo il 2,26% di fetta di mercato,
alle spalle del Regno Unito (2,58%). Si confermano come primi fornitori di Canberra la Cina (23,03%), gli Stati Uniti (10,47%) e il Giappone (7,04%), mentre si registra un salto di ben 4 posizioni della Thailandia, ora quarto fornitore di Canberra con una quota del 5,06%.


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