23/03/2015 - Nel 2014 leggero calo dell'export italiano.

Nel 2014 leggero calo dell'export italiano.

I dati ISTAT rilasciati di recente confermano la lieve flessione (-4%) delle esportazioni italiane in Australia nel 2014. L'interscambio complessivo e' stato pari a 4,1 miliardi di Euro, mentre il saldo, pari a 3,1 miliardi di Euro, e' comunque risultato a favore dell'Italia. Le esportazioni sono ammontate complessivamente a 3,6 miliardi di Euro, ossia pari all'1,08% delle esportazioni italiane nel mondo nel 2014. A trainarle si confermano i macchinari e le apparecchiature, che costituiscono il 38% del nostro export; i prodotti alimentari, in crescita del 3,5% per una quota pari al 9,7%; e le apparecchiature elettriche, in crescita del 7,7% per una quota pari al 7,8%. Tra i principali prodotti esportati, anche i medicinali e i preparati farmaceutici (benche' in calo), gli autoveicoli, i mobili, gli strumenti dentistici e le bevande. In termini di trend, si registra un'accelerazione dei prodotti della stampa e della riproduzione di supporti registrati (+257,2%), del tabacco (+41,5%) e dei prodotti delle miniere e delle cave (+38,9%). Particolare menzione meritano i pomodori in scatola, le cui esportazioni sono cresciute dell'8% rispetto al 2013, nonostante i dazi antidumping applicati per buona parte del 2014. A subire una flessione sono stati, invece, i prodotti farmaceutici (-40,9%), il coke e i prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio (-53,9%) e i rimorchi e semirimorchi (-25,5%). Le importazioni sono state pari a 516 milioni di Euro, in calo del 13,5% rispetto al 2013. L'Italia continua a rifornirsi dall'Australia principalmente di prodotti dell'agricoltura e della pesca (31% dell'import), delle miniere e delle cave (19,4%) e di prodotti alimentari (14,1%). Per cio' che attiene alle quote di mercato, i dati di quest'Australian Bureau of Statistics (ABS) confermano che anche nel 2014 i primi tre fornitori dell'Australia risultano essere Cina (con una quota pari al 20,59% rispetto al 19,6% dell'anno precedente), Stati Uniti (10,46% rispetto al 10,21%) e Giappone (6,8% rispetto al 7,86% con export rispettivamente pari a 34,9 miliardi di Euro, 17,8 miliardi di Euro e 11,5 miliardi di Euro. L'Italia si conferma 12mo fornitore dell'Australia, con una quota pari al 2,39% (rispetto al 2,40% del 2013), terzo tra gli esportatori dell'Unione Europea. La Germania mantiene saldamente la propria quota del 4,7%, mentre il Regno Unito ha visto deteriorare la propria dal 2,57% al 2,41%. Al riguardo si segnala che il valore dell'export inglese supera di soli 24,9 milioni di Euro quello italiano. Per quanto concerne l'interscambio tra l'Italia e gli Stati australiani, le prime tre destinazioni delle esportazioni italiane permangono il New South Wales, il Victoria e il Western Australia. Secondo i dati di quest'ABS, le esportazioni verso il New South Wales sono ammontate nel 2014 a 1,5 miliardi di Euro (consistite principalmente in medicinali, beni ottici, pelletteria da viaggio), quelle verso il Victoria sono state pari a 1,1 miliardi Euro (motoveicoli, macchinari non elettrici, calzature), e verso il Western Australia pari a 806,5 milioni di Euro (macchine rotatrici, pompe e componenti connesse, preparati farmaceutici). New South Wales, Victoria e Queensland sono risultati, invece, i primi fornitori. Dal New South Wales il valore importato e' stato pari a 133 milioni di Euro (consistente soprattutto in lana, pelle, grano), dal Victoria 103,5 milioni di Euro (lana, frutta, pelle), e dal Queensland pari a 103,4 milioni di Euro (carbone, manzo). In generale, l'andamento incostante delle esportazioni italiane nel 2014 e' stato un riflesso dell'altrettanto incerto flusso dell'euro nei confronti del dollaro australiano, quest'ultimo tornato ad apprezzarsi solo nel quarto trimestre del 2014 nei confronti della divisa europea a seguito delle manovre di quantitative easing operate dalla Banca Centrale di Francoforte.


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