26/09/2014 - FORTE CALO NELLE IMPORTAZIONI DI MACCHINARI .

FORTE CALO NELLE IMPORTAZIONI DI MACCHINARI .

Da metà settembre 2013, la sostenuta diminuzione degli investimenti privati ha rappresentato l’elemento determinante del processo di decelerazione dell’economia cilena. Anche se da parte delle autorità cilene ci si attende una ripresa dell’attività verso fine anno, per il momento le cifre continuano a mostrare un trend negativo.

Secondo la Banca Centrale le importazioni di beni capitali – destinati principalmente agli investimenti – accumulano, a metà settembre, una diminuzione del 25% annuale, per un totale di 8.705 milioni di USD.

In termini percentuali, la contrazione maggiore si registra negli acquisti di macchinari (per il settore minerario e la costruzione) che ascendono ad un valore di 541 milioni di USD, con un calo del 60% nell’arco di 12 mesi. Si tratta della maggiore contrazione negli acquisti di beni capitali dal 2003 (primo anno in cui si dispone di dati comparativi) ad oggi, di gran lunga superiore alla diminuzione del 33% registrata durante la crisi del 2009.

Anche se il volume delle importazioni di macchinari per il settore minerario e la costruzione rappresenta meno del 10% del totale dei beni capitali entrati nel paese, la maggior parte dei componenti di tale variabile ha mostrato comunque una forte diminuzione: la voce altri macchinari (per altri settori di attività) mostra una contrazione del 15% (1.938 milioni di USD); camion e veicoli pesanti (-32% pari a 1.237 milioni) e altri veicoli da trasporto (-50% per 672 milioni).

Secondo il settore privato, l’evoluzione nelle importazioni di beni capitali è sintomatica del minor dinamismo degli investimenti privati. La Sofofa (la locale Confindustria) afferma che tali cifre stanno ad indicare un declino ancora più profondo di quello previsto e che per ora non vi sono segnali che facciano sperare in una inflessione di tendenza nei prossimi mesi.  L’Associazione degli Industriali prevede una caduta del 5% negli investimenti durante il 2014, superiore al 4,1% delle ultime previsioni della Banca Centrale.

La Sonami (Associazione delle imprese del settore minerario) è concorde nel sostenere che la diminuzione nelle importazioni di beni capitali è collegata ai minori investimenti specialmente nei settori della costruzione e minerario. Da parte della Camera Cilena della Costruzione si punta il dito verso il gran numero di progetti la cui realizzazione è stata rimandata e sprona le Autorità a svolgere azioni incisive per la riattivazione degli investimenti nel paese, accelerando in particolare i processi di concessione dei permessi ambientali.

Alcuni economisti, infine, mettono in relazione la forte diminuzione di importazioni di macchinari con la conclusione del ciclo del rame  (alta domanda internazionale e conseguenti alti prezzi medi), la decelerazione ed anche  con la concomitante perdita di valore del peso nei confronti della divisa statunitense.


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