26/06/2014 - UNCTAD – IL CILE ESCE DALLA TOP TEN DEI PAESI PIÚ ATTRAENTI PER GLI IDE

UNCTAD – IL CILE ESCE DALLA TOP TEN DEI PAESI PIÚ ATTRAENTI PER GLI IDE

Dal “Rapporto sugli investimenti nel mondo 2013” dell’UNCTAD, presentato in Cile dalla Camera di Commercio di Santiago (CCS), emerge che nel 2013 la quantità degli investimenti diretti esteri verso il Cile si è ridotta del 29% rispetto al 2012 raggiungendo quota 20 miliardi di US$. La caduta degli IDE ha significato l’uscita del Paese dalla top ten delle economie maggiormente attraenti a livello mondiale, posizionandolo dal 10º posto del 2012 al 17º nel 2013.

Secondo il Rapporto, i flussi di IDE verso la regione dell’America Latina ed i Caraibi son aumentati del 6% nel 2013 come risultato della combinazione di un incremento del 64% degli IDE verso i Paesi dell’America Centrale e Caraibi (compreso il Messico) e della contemporanea diminuzione del 6% di quelli diretti verso i paesi sudamericani che invece nel triennio anteriore erano stati il motore della forte crescita degli IDE nella regione.

I paesi che hanno registrato le maggiori contrazioni sono stati il Cile, l’Argentina (-25%) ed il Perú (-17%), conseguenza diretta della fine del “superciclo” del settore minerario.

A causa della bassa scala di comparazione dei dati del 2013, nel primo quadrimestre del 2014 il flusso degli Investimenti Stranieri Diretti, secondo i dati resi noti dal Comitato per gli Investimenti Stranieri (CIE)  ha totalizzato un ammontare pari a 7.131 milioni di US$, superiore dell’82,3% a quello registrato durante lo stesso periodo del 2013.  Tale risultato è comunque superiore anche a quello raggiunto nel corso del periodo gennaio-aprile del 2008, precedente alla crisi finanziaria internazionale.

Il Vice Presidente Esecutivo del CIE, Jorge Pizarro Cristi, pur affermando che la crescita registrata non è attribuibile ad alcun investimento particolare, ha comunque sottolineato che nel periodo in questione si sono realizzate tre importanti operazioni, tra le quali l’acquisto da parte di Walmart del 25% della sua filiale in Cile per un valore pari a 1.490,6 milioni di US$.

Nel periodo gennaio-aprile 2014 i principali settori di destino degli IDE risultano il commercio, il settore assicurativo e quello minerario mentre il 45% dell’ammontare corrisponde ad acquisti di partecipazioni societarie, il 32% a reinvestimenti di utili ed il 23% a titoli di debito.

Alla luce di tali risultati, che comunque fanno riferimento ad investimenti materializzati e la cui decisione è stata quindi assunta da parte delle imprese in un periodo temporale antecedente, il Rappresentante Governativo ha ribadito che il Cile continua ad essere un Paese molto attrattivo per gli investitori stranieri anche se le proiezioni future del Comitato sono in sintonia con le ultime stime formulate da parte della Commissione Economica per l’America Latina che prevede dei flussi moderati di IDE in tutta la regione.

Le recenti cifre degli investimenti stranieri diretti contrastano con il comportamento degli investimenti in beni capitali realizzati dalle imprese nel paese durante i primi cinque mesi dell’anno in corso che mostrano una diminuzione del 22,7% rispetto allo stesso periodo del 2013.

 


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