14/05/2014 - LA CINA INVESTE NELLE OPPORTUNITA' IN UGANDA

LA CINA INVESTE NELLE OPPORTUNITA' IN UGANDA

La rapida integrazione regionale in seno alla East African Community inizia a produrre interessanti ricadute positive sulle economie dei Paesi coinvolti, e in particolare di Uganda, Kenya e Ruanda. I primi dati sulla performance della “East African Single Customs Territory” (STC), l’area all’interno della quale le formalita’ doganali per il transito delle merci dal porto di Mombasa sono state semplificate, mostrano un risparmio complessivo di 469 milioni USD per l’importazione di beni in Uganda e Ruanda nel primo trimestre del 2014, oltre a una drastica diminuzione dei tempi di transito (da 18 a 4 giorni per i trasferimenti Mombasa-Kampala, e da 21 a 6 giorni per Mombasa-Kigali). Il sistema attuale, che prevede una procedura di sdoganamento semplificata per prodotti petroliferi, cemento, superalcolici e sigarette, verra’ presto esteso a acciaio, materiali plastici, olii alimentari, vini, pasticceria, latte e prodotti caseari. La STC, sotto la cui egida l’Uganda e il Ruanda hanno importato in tre mesi beni rispettivamente per 714 e 4.4 milioni USD, ha attirato l’interesse anche di Tanzania e Burundi, che si erano inizialmente tenuti fuori dall’accordo ma che sembrano ora intenzionati a partecipare. Il cammino della EAC verso la creazione di un mercato unico e’ sostenuto, inoltre, dalle misure relative alla libera circolazione delle persone. All’eliminazione delle tasse sui permessi di soggiorno per cittadini di Kenya, Uganda e Ruanda sul territorio dei tre Paesi, e alla possibilita’ per i residenti di varcare le rispettive frontiere con la sola carta d’identita’, si aggiungera’ infatti il visto turistico unico per i tre Paesi. Il visto, della durata di sei mesi (a fronte degli attuali 90 giorni), avra’ un costo di 100 USD e potra’ essere richiesto a partire dal 15 maggio prossimo.  

Oltre che alla semplificazione degli obblighi doganali, l’aumento delle importazioni ugandesi e’ dovuto alla forte crescita della domanda interna, evidenziata dalle statistiche trimestrali appena pubblicate da “Bank of Uganda”.

L’aumento di oltre 73 milioni USD nei primi tre mesi del 2014, pari al 5.9% rispetto alla chiusura del 2013, e’ stato sostenuto in massima parte dagli investimenti nel settore privato, che ha importato beni per un valore di 863 milioni USD (a fronte di un totale di 1.306 milioni). Le importazioni sono state sospinte dall’accelerazione nel settore delle costruzioni e delle infrastrutture, che ha trovato nel prossimo avvio delle operazioni di estrazione del petrolio ugandese (2017-18) un motore sia per i materiali e i macchinari da costruzione che per i servizi professionali.

Il potenziale di crescita dell’Uganda (e dell’intera regione EAC) e’ ben presente agli occhi dei cinesi, che con le recenti visite del Presidente di Exim Bank Li Ruogu e del Premier Li Keqiang hanno assicurato il consolidamento e accrescimento del proprio impegno finanziario per lo sviluppo della regione.

In particolare, Li Ruogu ha voluto effettuare una tappa in Uganda nel corso del proprio tour africano (durante il quale ha firmato accordi per 200 miliardi USD), per verificare la fattibilita’ di investimenti nel settore infrastrutture per un valore di 2.5 miliardi USD, secondo quanto riferito da questo Ministero dell’Energia. Nel corso della visita, il Presidente di Exim Bank ha anche discusso i dettagli operativi per l’avvio della costruzione delle due centrali idroelettriche di Karuma e Isimba, che raddoppieranno la capacita’ produttiva dell’Uganda.

Il Premier cinese Li Keqiang ha invece firmato a Nairobi l’accordo per la costruzione della tratta Mombasa-Nairobi della SGR, la linea ferroviaria regionale che colleghera’ l’hub portuale con Juba, Kampala e Kigali, sempre finanziata da Exim Bank. 


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