26/03/2014 - CAPITAL ECONOMICS: CILE - IL PAESE EMERGENTE MAGGIORMENTE VULNERABILE AGLI SHOCK ECONOMICI ESTERNI

CAPITAL ECONOMICS: CILE - IL PAESE EMERGENTE MAGGIORMENTE VULNERABILE AGLI SHOCK ECONOMICI ESTERNI

In un recente rapporto di valutazione del rischio finanziario delle economie emergenti, l'Istituto londinese di Ricerca Economica e Consulenza "Capital Economics" posiziona il Cile all'ottavo posto tra i Paesi maggiormente vulnerabili in termini finanziari, con un punteggio complessivo di 4,7  su un totale di 10.

Il “tallone d’Achille” dell’economia cilena risulta essere la sua Bilancia Commerciale, riconosciuta dall’Istituto di Ricerca come l’indicatore maggiormente critico ed al quale viene attribuito il livello piú alto di rischio(10/10). Il deficit delle Partite Correnti (che nel 2013 ha raggiunto il 3,4% del PIL) costituirebbe la principale “minaccia”.

Tale situazione sarebbe in parte attribuibile al rafforzamento del peso negli ultimi anni che ha determinato la crescita delle importazioni per la sostenuta domanda interna, in concomitanza alla diminuzione del prezzo del rame e, di conseguenza, delle esportazioni.

La forte dipendenza dalle esportazioni di commodities (ed in particolare del rame, la cui domanda mondiale e conseguentemente il prezzo sono in discesa) ed il suo stretto legame con la Cina, suo principale partner commerciale, Paese oggi in fase di realizzazione di un riequilibrio sia sul lato degli investimenti che dei consumi, rende il Cile fortemente vulnerabile agli shock economici esterni.

Le prospettive future del Paese non appaiono inoltre essere molto brillanti: secondo l’autore del rapporto di Capital Economics infatti, nei prossimi 4 o 5 anni il Cile sarà uno dei paesi emergenti che presenterà la peggiore performance economica. Gli esperti locali, dal loro canto, hanno rivisto al ribasso le previsioni di crescita per l’anno in corso (3,5%), dopo l’uscita dei dati IMACEC (indicatore di attività economica) di gennaio (che hanno evidenziato un’espansione di appena 1,4%) ed il trend negativo degli investimenti nell’ultimo trimestre (-12,5%).

Secondo altri economisti la visione di Capital Economics risulta invece essere troppo pessimista: il Cile resta, a loro giudizio, una delle economie maggiormente stabili  e solide con un basso debito e cospicui fondi sovrani ed l’accesso ai mercati di capitali che assicurano il finanziamento del deficit delle partite correnti. L’Agenzia Moody sostiene infine che i flussi di IED sono sufficienti per finanziare la maggior parte del deficit.


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