12/02/2014 - L'EFFETTO MAIDAN SULLA GRIVNA

L'EFFETTO MAIDAN SULLA GRIVNA

La lunga fase di instabilita' politica, iniziata a novembre 2013 con la decisione del Governo Azarov di rinviare la firma dell'Accordo di Associazione con l'Unione Europea, non manca di ripercuotersi sull'economia ucraina in termini di mancati investimenti, di fuga di capitali e di riduzione della fiducia nella moneta nazionale.
Ad inizio febbraio, le riserve internazionali della Banca Nazionale Ucraina (NBU) ammontano a 17,8 miliardi di dollari, con una riduzione di 2.6 miliardi rispetto a gennaio (20.4 miliardi). Al di la' dei pagamenti in scadenza ad inizio 2014 (circa 1 miliardo di dollari, di cui 0.65 diretti al FMI), la causa principale dell'ulteriore assottigliamento delle riserve e' rappresentata dagli interventi senza precedenti effettuati dalla NBU a sostegno della Grivna (quasi 1.7 miliardi di dollari). La NBU ha profondamente attinto alle riserve internazionali (ormai ridotte al valore equivalente di poco piu' di due mesi di import) per cercare di tranquillizzare il mercato e di frenare la corsa alla valuta estera della popolazione, allarmata dall'instabilita' politica del Paese e dalla possibile introduzione di limitazioni alle operazioni in valuta. Ad inizio febbraio, tuttavia, e' apparso chiaro che il mercato non rispondeva agli interventi della NBU, come testimoniato dalla rapida crescita del tasso di cambio nel mercato interbancario tra dollaro e grivna (9.4 a fronte di una tasso ufficiale ancorato al valore 1$ = 8 UAH).
La NBU ha dunque varato misure di profonda revisione del regime di cambio e della regolamentazione del sistema bancario. In primis l'Ucraina 'passa ad un regime di cambio flessibile, in cui il tasso ufficiale giornaliero sara' fissato in corrispondenza del tasso medio interbancario del giorno precedente'. Inoltre, con due delibere, la NBU ha introdotto:
- la possibilita' di effettuare aste per il rifinanziamento (con tasso tre volte superiore a quello ufficiale) delle banche che abbiano subito una riduzione dei depositi retail (in misura non superiore al 25% del totale dei depositi);
- il divieto di eseguire ordini di pagamento per importi superiori alla giacenza nel conto ad inizio giornata;
- il divieto di acquisto di valuta estera sul mercato interbancario, se destinata a rimborsi anticipati di crediti per non residenti, per investimenti all'estero o per operazioni assicurative;
- l'introduzione dello strumento cd 'T+5' consistente nel ritardare di cinque giorni lavorativi la valuta rispetto alla data dell'operazione.
Il complesso di tali misure ha favorito un temporaneo allentamento della pressione sulla Grivna (tasso di cambio con il dollaro sceso a 8.6 dal picco di 9.4) ed una riduzione degli interventi della NBU. Tuttavia, con il permanere della fase di instabilita' politica, che ha di fatto azzerato gli investimenti stranieri e pressoche' chiuso i mercati internazionali dei capitali, l'Ucraina si trova in condizioni di crescente vulnerabilita' e dipendenza dall'esterno. In assenza di sviluppi sul fronte negoziale con il FMI e con l’esaurimento in un mese della prima tranche di 3 miliardi di dollari del credito promesso da Mosca lo scorso 17 dicembre, questa Dirigenza avrebbe ora piu' che mai l'esigenza di poter contare sulla parte restante dei crediti russi. Tuttavia, le recenti dichiarazioni provenienti da Mosca, che sembrano voler subordinare l'erogazione della seconda tranche all'estinzione del debito ucraino in materia di forniture di gas, sono state qui accolte con preoccupazione. Secondo il Direttore del 'Centro Studi Penta', Fesenko, interpellato in materia, al di la' delle preoccupazioni per il debito energetico ucraino (che avrebbe superato a febbraio i 3 miliardi di dollari), le titubanze di Mosca sono soprattutto legate al quadro politico ucraino e si spiegano con l'esigenza di voler verificare quale sara' la composizione del nuovo esecutivo a Kiev prima di procedere, eventualmente, all'ulteriore acquisto di titoli di stato ucraini.


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