25/09/2015 - Programma Nazionale Gabon Emergente

Programma Nazionale Gabon Emergente

La proiezione del Gabon quale Paese emergente  (in linea anche con il piano strategico di sviluppo lanciato dal presidente Ali Bongo), con considerevoli tassi di crescita nonostante le difficoltà congiunturali, estende il ventaglio dei bisogni di sviluppo a tutto il sistema economico (sfruttamento del potenziale agricolo, zootecnico e forestiero, infrastrutture viarie, edilizia pubblica e residenziale, servizi di gestione urbana, formazione professionale multisettoriale, ecc.).

Il Gabon è il secondo mercato dell’area CEMAC – Comunità Economica e Monetaria dell’Africa Centrale (estesa a Camerun, Congo, Guinea Equatoriale, Repubblica Centrafricana e Ciad) e le sue scelte politiche hanno important ricadute sull’unione monetaria regionale. Cio’ è particolarmente vero per quanto riguarda l’accumulo delle reserve internazionali, essendo la grande ricchezza petrolifera del Gabon una fonte importante di approvigionamento di valuta pregiata per la CEMAC. Inoltre, rappresentando l’economia gabonese piu’ di un quinto del PIL nominale della zona CEMAC, la sua evoluzione non puo’ che avere effetti rilevanti sul resto della regione. Il conseguimento della stabilità di bilancio da parte delle autorità gabonesie, consentendo la realizzazione del programma nazionale di sviluppo tracciato, non solo costituirebbe un esempio da seguire  da parte degli altri Paesi dell’area che si sforzano di promuovere la crescita al di fuori del settore petrolifero, ma attraverso il miglioramento delle infrastrutture stradali e di telecomunicazione nazionali potrebbe favorire l’integrazione regionale ed un suo migliore collegamento col resto del mondo. Tanto per fare un esempio, la recente modernizzazione della rete internet a Libreville grazie ad un cavo sottomarino a fibra ottica potrebbe consentire la connessione fino alla frontiera con la Repubblica del Congo – Brazzaville, allo scopo di creare una banda larga passante che possa connettere l’insieme della regione.

Le prospettive di crescita per il 2015, benchè scarse a causa della caduta del prezzo del petrolio,  dovrebbero comunque migliorare col tempo. Allo stesso modo dovrebbe migliorare, secondo le stime effettuate, la crescita economica, calata nel 2015 del 4,5%, ma stimata a risalire al 5,7% nel corso dei successivi 5 anni come conseguenza degli investimenti pubblici e dell’esportazione di risorse naturali diverse dal petrolio. E’ inoltre prevedibile che la diminuzione graduale della produzione di petrolio – causata dalla maturità dei pozzi attualmente sotto sfruttamento – venga compensata negli anni a venire dall’introduzione di nuove tecniche di estrazione e dalla scoperta di nuovi giacimenti su piccola scala. Diversi progetti di sviluppo sono in corso nelle zone economiche speciali nei settori agro-alimentare, delle mine e della trasformazione del legno, il che dovrebbe contribuire a sostenere gli sforzi di crescita rendendo il Paese meno dipendente dalla rendita petrolifera.

Gli IDE sono in costante progressione, agevolati dalla politica di apertura seguita dall’attuale dirigenza del Paese con contestuale diversificazione dei partner commerciali in relazione alla tradizionale preminenza di aziende francesi (con la penetrazione crescente di investimenti da Cina, Marocco, Corea, Arabia Saudita, Qatar, Stati Uniti). 

 


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