17/04/2020 - L'ECONOMIA MAROCCHINA DI FRONTE ALLA PANDEMIA COVID-19: QUALI CONSEGUENZE? LE RISPOSTE DEL REGNO.

L'ECONOMIA MAROCCHINA DI FRONTE ALLA PANDEMIA COVID-19: QUALI CONSEGUENZE? LE RISPOSTE DEL REGNO.

La pandemia di Covid-19 avra' forti ripercussioni sull'economia marocchina. Essendo fortemente dipendente dalla domanda esterna (europea in particolare), essa rischia di subire un impatto senza precedenti nella sua storia recente. In uno scenario messo a punto dalle Agenzie ONU e dalla Banca Mondiale, si prevede un rallentamento della crescita del Paese all'1,5% nel 2020, con un deficit fiscale del 6% e un debito pubblico in espansione fino al 73%. La bilancia commerciale, vero tallone d'Achille del sistema economico marocchino, e' prevista deteriorarsi ulteriormente a causa della drastica frenata dell'export solo parzialmente bilanciata dalla diminuzione del prezzo del petrolio (che consente un abbassamento della "fattura energetica" del Paese). Le previsioni formulate all'interno del Marocco sono ancor piu' tetre: l'Alto Commissariato al Piano ha stimato un rallentamento della crescita all'1,1% nel primo trimestre 2020 (rispetto al +1,9% prefigurato ad inizio anno) a causa della cattiva annata agricola ed una recessione dell'1,8% nel secondo trimestre dell'anno imputabile alle misure draconiane di lockdown adottate dal governo ed alla significativa contrazione della domanda europea. 
Tra i settori piu' colpiti dalla crisi vi sono il turismo, la filiera automotive, la produzione tessile e il comparto agro-alimentare.
Le previsioni degli economisti fanno presagire un'ondata di portata tale da destabilizzare equilibri sociali gia' di per se' fragili, a causa di un modello di sviluppo che negli ultimi vent'anni ha certamente determinato una crescita economica sostenuta ma anche una distribuzione iniqua della ricchezza e delle opportunita'.


Di fronte a questa sfida epocale, quali sono state finora le risposte del Regno? Fatto tesoro di quanto sperimentato dai vicini europei (Italia e Spagna in primis), il governo -seguendo le tempestive istruzioni del Sovrano- ha dimostrato di non voler sottovalutare l'emergenza, adottando da un lato i piu' rigidi protocolli di distanziamento sociale fin dalle primissime fasi di diffusione del virus e, dall'altro lato, mettendo in campo un Comitato di Monitoraggio Economico, sotto la guida del Ministero delle Finanze, con il compito di valutare l'impatto della crisi sull'economia e proporre strumenti per farvi fronte. Al contempo, su iniziativa del Re Mohammed VI, e' stato creato un fondo speciale, dedicato alla gestione dell'emergenza COVID, al quale il Sovrano stesso ha destinato circa 200 milioni di euro. Il Fondo e' aperto anche a donazioni private.
Sul fronte piu' strettamente economico, il Comitato di Monitoraggio sopra citato ha definito un piano d'azione, sviluppato secondo tre direttrici principali: la sospensione del versamento dei contributi per i lavoratori iscritti alla CNSS (l'INPS locale), la possibile sospensione dei crediti bancari da parte sia delle imprese che dei privati cittadini, il posticipo della dichiarazione dei redditi per le imprese con fatturato al di sotto dei 2 milioni circa di euro annui. Tali misure -valide fino al 30 giugno p.v.- sono state accompagnate da una politica monetaria volta a garantire liquidita' e sostenibilita' del sistema creditizio, con l'abbassamento del tasso di interesse di riferimento, stabilito al 2%, da parte della Banca Centrale. Dal punto di vista della protezione sociale, queste Autorita' hanno predisposto una serie di strumenti volti a "tamponare" rapidamente situazioni di emergenza. A titolo esemplificativo, si elencano alcune delle principali misure adottate: un bonus di 200 euro circa al mese per tutti i lavoratori regolarmente iscritti alla CNSS, impiegati in aziende chiuse o in riduzione organico (una sorta di cassa integrazione), un sussidio per le famiglie iscritte al programma RAMED (che da' un certo livello di protezione sociale a soggetti vulnerabili), un contributo ai lavoratori del settore informale (numerosissimi in Marocco) rimasti senza reddito.
Per realizzare quanto sopra delineato, il Marocco ha previsto di mobilizzare risorse pari complessivamente al 2,7% del PIL nazionale, classificandosi tra i Paesi che -a livello mondiale- hanno destinato piu' risorse in rapporto al loro PIL alla gestione dell'emergenza COVID.


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