02/04/2019 - Andamento dell'export italiano verso Hong Kong nel 2018

Andamento dell'export italiano verso Hong Kong nel 2018

Secondo dati ISTAT, nel 2018 le esportazioni italiane verso Hong Kong hanno sfiorato i 6 miliardi di euro, registrando una leggera flessione (-0,2%) rispetto all'anno precedente. La RAS si conferma il terzo mercato di sbocco delle merci italiane in Asia, preceduta solo da Cina e Giappone (13,2 e 6,5 miliardi rispettivamente), in virtu' della ben nota apertura agli scambi multilaterali della sua economia e dei forti legami commerciali con la RPC. Ogni anno circa il 60% delle merci dirette a Hong Kong sono infatti riesportate nei mercati limitrofi, in larga parte verso la Madrepatria.

I settori trainanti del nostro export rimangono quelli legati all'abbigliamento/moda e al lusso, ove Hong Kong, piattaforma asiatica per le maison del nostro Paese, si conferma uno dei mercati di riferimento a livello mondiale. Gli articoli di abbigliamento e in pelle hanno sfiorato i 2,3 miliardi di euro, mantenendo pressoche' invariati i valori dell'anno precedente. Analogo andamento ha interessato il settore dei filati e dei prodotti tessili, che con 334 milioni di euro ha replicato la performance realizzata nel 2017. A fronte della crescita robusta dell'ottica (+25,1%, per un valore pari a 97 milioni di euro) e delle perle e pietre preziose (+36,7% e 69 milioni) e del moderato incremento del design e arredamento (+2,9% e 88 milioni), si sono invece registrate significative flessioni nella gioielleria (666 milioni, in calo del 7,3%), nell'orologeria (365 milioni, in diminuzione dell'8,8%) e, soprattutto, nel cuoio (267 milioni, in calo del 18%). Il comparto agro-alimentare, che nel complesso ha raggiunto i 217 milioni di euro (-7,7% rispetto al 2017), ha registrato un andamento altrettanto altalenante. L'ottima performance di un settore di punta come quello della cioccolata e del caffe' (+25,9%, per un valore pari a 58 milioni di euro) non e' infatti riuscita a riequilibrare le perdite della carne e insaccati (-37,1% e 42 milioni di euro), della frutta, verdura e conserve (-4,4% e 15 milioni), dell'olio (-14,8% e 11 milioni) e dei prodotti lattiero-caseari (-10% e 7 milioni). Vino (31 milioni), cereali e relative preparazioni (27 milioni) e bevande non alcoliche (5 milioni) hanno invece mantenuto gli stessi valori dell'anno precedente. Molto positivo, infine, e' stato l'andamento complessivo dei comparti della chimica-farmaceutica (+13,1%, per un valore di 440 milioni di euro), delle macchine utensili (+3,7% e 336 milioni), delle apparecchiature elettriche (+28,3% e 239 milioni) e dei mezzi di trasporto (+7% e 178 milioni).

Secondo lo Hong Kong Census and Statistics Department, L'Italia rimane il primo fornitore assoluto di cuoio e pelle, il secondo di articoli di abbigliamento, calzature, borse e articoli da viaggio, imbarcazioni e arredo-design (dietro alla Cina), il terzo di prodotti tessili e filati e di occhiali, il quarto di apparecchi di illuminazione, il quinto di orologi, il sesto di oro e gioielli, il settimo di macchine e apparecchi industriali per uso generale, autoveicoli, materiale rotabile e prodotti di profumeria e l'ottavo di macchine e apparecchi specializzati per particolari industrie e di prodotti farmaceutici. Notevoli margini di miglioramento presenta invece un settore di punta del Made in Italy come l'agroalimentare, soprattutto a causa del sottodimensionamento del comparto dei vini rispetto alle potenzialita' di questo mercato.


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