07/10/2013 - DECRETATO LO STATO DI EMERGENZA PER IL SETTORE FRUTTICOLO, A CAUSA DEI DANNI PROVOCATI DAL MALTEMPO.

DECRETATO LO STATO DI EMERGENZA PER IL SETTORE FRUTTICOLO, A CAUSA DEI DANNI PROVOCATI DAL MALTEMPO.

Le inaspettate ondate di freddo (le piu' severe registrate negli ultimi 84 anni) che hanno colpito nelle scorse settimane il Cile, ed in particolare le regioni centrali dove si concentra il 90% della produzione frutticola, hanno provocato ingenti danni alle piante, in fase di germogliazione, tanto da costringere il Ministro dell'Agricoltura, Luis Mayol, a decretare lo stato di emergenza nella quasi totalita' della zona. Secondo le stime preliminari realizzate dalle principali associazioni di settore oltre i due terzi del totale della superficie coltivata a frutteti sarebbe stata danneggiata (degli oltre 300 mila ettari, si stima che la superficie interessata sia di oltre 200).
Tra le specie frutticole maggiormente colpite vi sono le pesche, pesche noci, i ciliegi, i mandorli, le prugne, i kiwi e le noci; come noto, la maggior parte della produzione e' destinata all'esportazione, sfruttando i vantaggi della contro-stagione.

Anche il settore vitivinicolo ha risentito delle severe condizioni atmosferiche. I tipi di uva maggiormente pregiudicati sono state le varieta' precoci come lo chardonnay, il sauvignon blanc ed in minor parte il pinot noir, che si coltivano nelle vallate costiere della zona centrale. Nelle zone a germogliazione piu' avanzata si stimano perdite di oltre il 70% della produzione attesa di uva chardonnay e del 30% di sauvignon blanc. Le prime stime delle associazioni di categoria parlano di perdite totali per il settore di circa 1 miliardo di USD e prevedono nei prossimi 6 mesi importanti diminuzioni dei posti di lavoro, con riferimento in particolare al lavoro stagionale di raccolta.

Lo stato di emergenza decretato dal Governo permettera' lo stanziamento di risorse necessarie per sostenere i produttori agricoli colpiti dal disastro. E gia' operativo un "Tavolo di Lavoro" che riunisce i principali rappresentanti del settore agricolo e degli organismi pubblici competenti insieme al mondo bancario; tra le iniziative allo studio, l'implementazione di programmi di finanziamento per risolvere i problemi di liquidita' dei piccoli produttori, l'ampliamento della copertura per finanziare il recupero della produzione ed eventualmente anche sussidi per i lavoratori stagionali che non saranno impiegati a causa della minore produzione.

Si prevedono forti ripercussioni sulle prossime esportazioni del settore frutticolo, mentre non ci dovrebbero essere effetti negativi a breve per quelle del settore vitivinicolo, in considerazione del fatto che ancora e' in corso la vendita della raccolta 2012-2013, anche se resta l'incognita di un probabile aumento dei prezzi nel breve periodo.

Nel 2012 le esportazioni di frutta (nella maggioranza dei casi trattasi di frutta fresca) hanno raggiunto i 5.490 milioni di dollari, rappresentando il 58,3% dell'intero comparto agricolo ed il 6,9% del totale complessivo delle esportazioni cilene. I principali tipi di frutta esportata sono stati uva, mele, mirtilli, ciliegie e kiwi. La crisi attuale si inserisce in un quadro non particolarmente favorevole per il comparto, che aveva da tempo denunciato le difficolta' determinate da una moneta nazionale molto forte sul dollaro, che aveva gia' comportato -- nel corso dell'ultimo biennio -- una riduzione del totale esportato nel settore in parola.


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