02/07/2018 - La pasta in Giappone: 4 poli costituiti da Giappone, Italia, Turchia e USA

La pasta in Giappone: 4 poli costituiti da Giappone, Italia, Turchia e USA

Con l’avanzare della globalizzazione, la composizione delle importazioni di pasta in Giappone - i cui fornitori principali sono Italia, Turchia e USA - cambia velocemente. Nel 2017, la struttura del mercato interno è stata costituita dal 47,2% di prodotto locale e dal 52,8% di prodotto importato. Per il secondo anno consecutivo il prodotto importato ha superato il 50%. Per la pasta importata, nel 2017 al top dei paesi fornitori c’è stata l’Italia, con oltre 72.000 tonnellate (+6%).

La pasta Barilla, che per lungo tempo aveva rappresentato il primo marchio di pasta importato in Giappone, a causa di un cambiamento di politiche aziendali in Italia la scorsa primavera ha cambiato il suo agente e adesso mira a nuovi rapidi sviluppi. La Nippon Flour Mills, ex-importatore storico della Barilla, ora ha cominciato a importare la pasta per uso professionale del marchio “Ferrara”. NIPPN International, invece, ha siglato un accordo per l’importazione di “Campi”, un altro marchio italiano di pasta di alta gamma. La presenza della pasta italiana all’interno della composizione del mercato giapponese, insomma, è al centro di una serie di cambiamenti.


Agenzia ICE
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