16/04/2018 - Cremonini pronto ad aprire in Angola il maggiore centro agro-alimentare in Africa

Cremonini pronto ad aprire in Angola il maggiore centro agro-alimentare in Africa

ANGOLA – Luigi Cremonini, presidente e fondatore del gruppo alimentare italiano, ha annunciato che in tre anni sarà realizzato un centro nazionale agro-alimentare per realizzare, processare, preservare e distribuire cibo prodotto localmente, dato il potenziale agricolo e di allevamenti nel Paese.

Secondo quanto affermato dall’imprenditore italiano, presente al lancio del progetto nella capitale Luanda, si tratterà del maggiore centro agro-alimentare in Africa, realizzato su una superficie di 192mila metri quadrati nell’area metropolitana della capitale Luanda. A gestire il progetto sarà Inalca, controllata angolana della Cremonini e presente nell’ex colonia portoghese fin dagli anni’ 80. L’imprenditore italiano ha detto che oltre ad aumentare la produzione interna, il centro agro-alimentare avrà un ruolo cruciale nel ridurre  le importazioni. Saranno, infatti, processati presso il nuovo impianto prodotti come carne, pesce, farina, olio, frutta e verdura.

Cremonini ha detto che il successo dell’iniziativa dipenderà molto dal supporto istituzionale del Governo che dovrebbe creare incentivi per i produttori e per gli investitori per accelerare i processi di produzione. Il progetto risale allo scorso anno quando l’ex Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aveva visitato l’Angola. La realizzazione del progetto prevede un investimento graduale fino a 150 milioni di euro – sulla base del livello di sviluppo della produzione agricola angolana – e il coinvolgimento di PMI italiane fornitrici di tecnologie e di specifico know how che avranno Inalca come riferimento del pool italiano per la realizzazione di impianti di avanguardia per sviluppare le varie filiere (carni, pesce, ortofrutta e cereali).

In tale ottica, CDP potrà sostenere l’iniziativa mediante il proprio intervento e quello delle Società del Gruppo, SACE e Simest, in qualità di co-finanziatore, garante o investitore, al fine di rafforzare l’attività delle imprese italiane in Angola. Con questo intervento, come dichiarato da Antonella Baldino, Chief Business Officer di CDP, il Gruppo intende promuovere le sfide legate alla agricoltura sostenibile e alla sicurezza alimentare nel continente africano, in linea con l’implementazione dell’Agenda 2030.

Il protocollo di intesa, ha dichiarato Luigi Scordamaglia, amministratore delegato Inalca presente a Luanda durante la visita, verrà sottoscritto nelle prossime settimane con la condivisione delle Amministrazioni Angolane competenti.

Il tema dello sviluppo dell’agroalimentare in Angola è stato al centro del dibattito tra il Presidente del Consiglio italiano e il Presidente della Repubblica di Angola. I rapporti tra Italia e Angola sono consolidati da tempo in vari settori economici e il ruolo del nostro Paese può rivelarsi strategico nella diversificazione dell’economia angolana, soprattutto in settori in cui il nostro Paese è leader mondiale di qualità e sostenibilità.

L’Angola è caratterizzata da una grande potenzialità di produzione agroalimentare grazie alla sua ampia disponibilità di terra fertile, alla elevata quantità di acqua disponibile ed all’ampia quota di popolazione impiegata nell’attività agricola. La recente politica di diversificazione dell’economia angolana ha posto al centro lo sviluppo della produzione agricola nazionale e la progressiva sostituzione dei prodotti agricoli oggi importati con quelli ottenuti sul territorio angolano,  aumentando il valore aggiunto dei propri prodotti agricoli attraverso la trasformazione degli stessi in prodotti alimentari a maggiore valore aggiunto pronti al consumo.

Per il raggiungimento di tali obiettivi è fondamentale garantire innanzitutto la catena del freddo che eviti lo spreco e la distruzione dei prodotti agricoli conseguente alle condizioni non ottimali di conservazione; altro elemento necessario è la realizzazione di investimenti nel settore della trasformazione alimentare ed in particolare della trasformazione dei cereali, della carne e del pesce, filiere a cui lo Stato Angolano ha dato priorità di sviluppo. Serve inoltre un’efficiente catena logistica che copra Luanda e le principali città per fornire tutti i canali (retailer, food service, amministrazioni, ospedali, ecc).


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