21/11/2017 - Dal Veneto alle colline di Kigali

Dal Veneto alle colline di Kigali

RWANDA - Due alleati fondamentali per il nostro lavoro sul territorio sono stati la locale agenzia di sviluppo, la Rdb, e la Federazione delle camere di commercio (Psf), che hanno aperto le loro porte permettendoci di accedere a informazioni indispensabili per dare la giusta direzione alla nostra ricerca e a banche dati complete di riferimenti e indirizzi dei principali interlocutori, settore per settore.

Il Rwanda è il Paese più densamente popolato dell’Africa e sta cercando di superare i limiti della sua piccola dimensione senza sbocco sull’oceano sfruttando il commercio regionale. Nel 2007 Kigali ha aderito alla Comunità dell’Africa orientale e sta allineando le proprie politiche di bilancio, commercio e immigrazione con i partner regionali. Il governo ha anche abbracciato negli ultimi anni una politica fiscale espansiva per ridurre la povertà, migliorando l’istruzione e le infrastrutture, incentivando gli investimenti stranieri e nazionali e perseguendo riforme orientate a facilitare il business, in particolare dei settori dell’It e Ict. Oggi il Paese è in effetti una delle realtà nazionali più sicure e stabili politicamente del continente, ideale come base d’ingresso al mercato dell’Africa orientale, che conta circa 170 milioni di abitanti.

I gruppi locali più importanti collaborano con consulenti (architetti e ingegneri) italiani di cui evidentemente si apprezza la competenza, ma la conoscenza dei nostri prodotti e tecnologie è davvero molto limitata.

Vale la pena a questo proposito riportare le impressioni a caldo dell’export manager di Faresin Building, azienda vicentina specializzata nella produzione di materiali edili: “Ho incontrato circa 15 imprese ruandesi durante la missione, alcune molto importanti come Horizon, Roko, Akagera Group, e da tutte è arrivato lo stesso messaggio: le attrezzature per le costruzioni presenti sul mercato dell’Africa orientale non comprendono il nostro livello e la tipologia di produzione con la quale da anni ormai stiamo aggredendo i mercati della Comunità di sviluppo dell’Africa australe e occidentale. Questo significa che esiste un’altra fetta importante di Africa su cui ci possiamo concentrare. Il livello di sicurezza di questo Paese, ma soprattutto il livello di conoscenza del settore da parte delle persone che ho incontrato fa pensare che questo sia il Paese giusto da cui cominciare”.

Significativi poi sono stati i risultati ottenuti in relazione ai processi di stoccaggio dei cereali e, in generale, del comparto della trasformazione dei prodotti agricoli; la tecnologia italiana in quest’ambito è già nota, ma non in modo analitico ed esiste confusione sui costi, stimati spesso molto più alti di quanto non siano in realtà. È stata la prima volta in assoluto che si è creato un contatto diretto tra il settore privato italiano e il livello pubblico ruandese in questo ambito.

Un altro settore di interesse per l’Italia è quello dell’energia idroelettrica. Il Rwanda è un Paese ricchissimo di acqua per la presenza su tutto il territorio di numerosi laghi e fiumi. Tra il 2012 e il 2015 lo Studio Galli SGI di Padova ha realizzato un progetto tutto italiano di costruzione di 14 mini-impianti idroelettrici nella regione montuosa a nord-ovest del Rwanda.

Abbiamo incontrato i responsabili del Rwanda Energy Group (Reg), la società pubblica che in parte produce energia idroelettrica e in parte ne acquista da produttori privati, per lo più appartenenti all’associazione Epd (Energy Private Developers). Quest’ultima organizzazione è diretta da un pool di produttori ruandesi e nordamericani che hanno dimostrato grande interesse a condividere le loro attività e le notizie dei prossimi tender con l’azienda veneta Zeco srl di Fara Vicentino (VI), produttrice di turbine idroelettriche (fino a 15 MW). “Era da più di due anni che cercavamo di entrare nel mercato ruandese - ha commentato Giovanni Maria Fornasa, sales manager di Zeco - stiamo già lavorando in Kenya, Madagascar e in Tanzania, ma sappiamo che il Rwanda, pur essendo un piccolo Paese, in questo settore ha un grande potenziale. Era necessario venire qui e incontrare questi interlocutori. Siamo rimasti molto sorpresi e piacevolmente colpiti per la loro competenza tecnica e serietà”. 


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