30/07/2013 - Secondo l’analisi degli esperti del FMI positive le prospettive per l’economia saudita

Secondo l’analisi degli esperti del FMI positive le prospettive per l’economia saudita

Secondo gli economisti del FMI l'economia saudita continua a funzionare bene, con una crescita del 5,1 % nel 2012, grazie ai prezzi elevati del petrolio, alla forte espansione del settore privato e della spesa pubblica. Nella sua ultima valutazione annuale, il FMI evidenzia che mentre la crescita nel  2013 dovrebbe attestarsi intorno al 4 % come sonseguenza del calo della produzione petrolifera rispetto allo scorso anno,il settore privato beneficierà di una continua espansione

Il Paese dovra' continuare ad approfittare di tale opportunità per creare nuovi posti di lavoro, per  affrontare la carenza di alloggi, per sviluppare il settore delle piccole e medie imprese, per rafforzare ulteriormente la finanza pubblica.
Il principale rischio proviene dal mercato del petrolio, nonostante le prudenziali manovre governative orientate ad sfruttare il surplus petrolifero per costruire un sostanziale margine fiscale in grado di fornire nel medio termine ampio spazio alla spesa pubblica nell’eventualita’ di un calo prezzi petroliferi. Il Regno, tra le prime economie del G20, ha sostenuto l'economia mondiale negli ultimi anni, attraverso il suo ruolo di stabilizzazione del mercato mondiale del petrolio. L'aumento della produzione di petrolio nel 2011 e nel 2012 ha contribuito infatti ad ammortizzare eventuali ripercussioni negative sulla crescita globale.

Si prevede che nel prossimo decennio un gran numero di giovani entreranno nel mercato del lavoro e sara’ indispensabile la creazione di sufficienti posti di lavoro, principalmente nel settore privato. Il governo sta quindi dando  priorità alle politiche del lavoro volte a migliorare le competenze e ad aumentare l'occupazione del settore privato. 
L'urbanizzazione e la crescita della popolazione nel Regno hanno incrementato la domanda di alloggi. Uno dei principali fattori di inflazione tra il 2007 e il 2011 e’ stato infatti il forte aumento degli affitti dovuto alla mancanza di abitazioni a prezzi accessibili. In assenza di riforme e con una popolazione in crescita, l'Arabia Saudita vedra’ aumentare visibilmente  il consumo interno di energia.  L'aumento dei consumi energetici domestici - anch'esso conseguenza del positivo trend demografico - rende, inoltre, necessaria un'oculata politica di gestione delle risorse per un Paese che sull'esportazione di petrolio ha per decenni costruito la sua fortuna.
Pur riconoscendo che il governo sta prendendo provvedimenti sia per contenere la crescita della domanda di energia interna e sia per introdurre fonti alternative, la relazione del FMI  rileva che le autorità dovrebbero pianificare un adeguamento al rialzo dei prezzi energetici interni.

Il rapporto del FMI suggerisce inoltre che, da una posizione di forza, ora è un buon momento per attuare riforme fiscali e per garantire la qualità della spesa pubblica per raggiungere gli obiettivi di sviluppo.

In particolare un bilancio pluriennale che possa incorporare l'impatto della volatilità dei prezzi del petrolio e integrare  piani quinquennali di sviluppo nazionali, contribuirebbe a rafforzare il bilancio stesso.
Misure per promuovere lo sviluppo finanziario dovrebbero procedere di pari passo con le riforme per rafforzare la regolamentazione del settore finanziario e di vigilanza.

Si ricorda che l'Arabia Saudita è stata tra i primi paesi ad applicare le  norme di Basilea III per il sistema bancario, che è ben capitalizzato, liquido e redditizio.

 


 


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