11/07/2013 - Restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori croati

Restrizioni alla libera circolazione dei lavoratori croati

L'Italia, con circolare del ministero dell'Interno e del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali del 2 luglio scorso, ha stabilito una moratoria di due anni per l'accesso in Italia dei lavoratori subordinati croati, eccetto per le categorie di cui al TU dell'immigrazione (D.Lgs. n. 286/1998): ricercatori, lavoratori altamente qualificati, lavoratori stagionali, lavoratori domestici. Rimane inoltre privo di ogni limitazione il lavoro autonomo.

Dal momento dell'accesso della Croazia alla UE, i Paesi membri dell'Unione possono prevedere limitazioni all'accesso nel mercato del lavoro dei cittadini croati per un periodo di due anni, prorogabile per altri tre anni.

Limitazione all'ingresso dei lavoratori croati sono attualmente in vigore, oltre che in Italia, in Germania, Olanda, Cipro, Austria, Gran Bretagna, Slovenia, Belgio, Spagna, Lussemburgo, Grecia, Francia e Malta. Nessuna restrizione invece per Portogallo, Polonia, Svezia, Romania, Ungheria, Irlanda, Slovacchia, Repubblica ceca, Danimarca, Finlandia, Estonia, Lettonia e Lituania.


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