Cosa vendere


Attività professionali, scientifiche e tecniche

Focus biotecnologie, nanotecnologie ed ecotecnologie

Con circa 1.000 imprese francesi attive, di cui la metà altamente specializzata, il settore delle biotecnologie, nanotecnologie ed ecotecnologie in Francia impiega circa 40.000 addetti, di cui circa 6.000 dedicati all'attività di ricerca e sviluppo. Le imprese del settore sono prevalentemente concentrate in Ile de France (33%), Rodano Alpi (20%), Linguadoca,(14%) e Alsazia (12%). I comparti interessati sono la salute umana, la salute animale, l’alimentazione umana e la produzione vegetale, la cosmetica, l’industria e l’ambiente, la bio-informatica e le nanotecnologie, i materiali reattivi. La Francia sperimenta con successo un modello di aggregazione della filiera della ricerca e innovazione sul modello dei distretti industriali che si articola nella collaborazione triangolare tra università, centri di ricerca e incubatori aziendali. Tale processo ha dato origine a vari "Poli di competitività" dedicati (per maggiori informazioni: http://competitivite.gouv.fr/). Il mercato francese delle biotecnologie beneficia di un insieme di misure giuridiche, fiscali e finanziarie volte alla creazione di imprese greenfield, al sostegno di joint-venture pubblico-private tramite venture capital e finanziamento bancario. Il Consiglio Superiore delle Biotecnologie (www.hautconseildesbiotechnologies.fr), l’Agenzia Nazionale della Ricerca e l’Agenzia Nazionale di Valutazione della Ricerca e dell’Insegnamento Superiore, costituiscono l’architettura istituzionale del sostegno pubblico alla ricerca. I Fondi Unici Interministeriali (FUI), il Credito di Imposta per la Ricerca (CIR), i finanziamenti della BPI (la banca pubblica per gli investimenti) permettono il sostegno finanziario a tutte le realtà produttive del settore. Le normative in favore dell’imprenditoria innovativa, gli sgravi fiscali legati ai brevetti e il sistema di tutela della proprietà intellettuale completano il panorama e rendono la Francia uno dei Paesi al mondo con maggiore attrattività nel settore delle biotecnologie, oltre che un ambiente idoneo a progetti di partenariato in un’ottica di complementarietà con la realtà industriale e scientifica italiana.  



Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)

Focus energie rinnovabili e transizione energetica

Nonostante sia un Paese produttore di energia, soprattutto di origine nucleare, la Francia rimane fortemente dipendente dall’estero per le importazioni energetiche che rappresentano circa il 50% del fabbisogno totale. La Direttiva 2008/29/CE sulle energie rinnovabili adottata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo, prevede che entro il 2020 il 20% dei consumi globali energetici dei Paesi membri siano soddisfatti da fonti energetiche rinnovabili. Per ottenere tale risultato la Direttiva ha fissato obiettivi distinti per ogni Stato membro; per la Francia, l’obiettivo è del 23%, soglia che è stata integrata nella "Grenelle" per l'ambiente : un piano di larga portata (“Grenelle de l’Environnement” - www.developpement-durable.gouv.fr/-Le-Grenelle-de-l-environnement-de-.html) destinato a definire le decisioni a medio e lungo termine in materia di ambiente e di sviluppo sostenibile, e a diminuire le emissioni di gas ad effetto serra; migliorando l’efficienza energetica. I consumi di energia da fonti rinnovabili sono aumentati del 33% negli utlimi 5 anni e dal 2005 ad oggi, la Francia ha registrato un aumento di circa 1 Mtep prodotti da energie rinnovabili all’anno. Tuttavia, il ritmo di crescita pare insufficiente per raggiungere gli obiettivi fissati dalla direttiva europea; infatti, continuando con questo ritmo, la Francia consumerà nel 2020, l’equivalente di 31 Mtep di energie rinnovabili, mentre l’obiettivo è fissato a 36 Mtep. Il consumo energetico da energie rinnovabili rappresenta, attualmente, il 15% del consumo globale, contro il 10% nel 2005. Una recente legge approvata dal governo francese lo scorso novembre allo scopo di sostenere l’energia solare, richiede di ridurre la quota di produzione di energia nucleare al 50% entro il 2025.



Servizi di informazione e comunicazione

Focus economia digitale

L’economia digitale rappresenta il 5,5% del PIL francese (fonte : McKinsey) e contribuisce al 25% della crescita economica francese, rispetto al 20% del periodo 2005/2009. L’accesso ad internet ad alta velocità in Francia ha dei prezzi competitivi in Europa ed è meno caro che in Germania e Regno Unito (Fonte : Business France - OCSE Digital Economy Outlook) assicurando un tasso di penetrazione elevato (40% rispetto al 38% del Regno Unito, 38% della Germania e 25% dell’Italia). Gli operatori di telecomunicazione hanno realizzato importanti investimenti per l’introduzione della fibra ottica e della 3G e 4G per un ammontare totale di 10,6 miliardi nel 2015. La copertura della rete telefonica cellulare è del 93% per Orange, del 92% per SFR, dell’83% per Free e dell’80% per Bouygues. La Francia detiene il parco di punti di accesso del pubblico alle reti WiFi più importante del mondo con 13 milioni di unità (Fonte: Arcep). L’e-commerce è in piena espansione con un giro d’affari di 65 miliardi di euro, la Francia è il 5° Paese al mondo per le vendite on line secondo la Fevad (Federazione dell’e-commerce francese). Il piano THD (Très Haut Débit) del Governo francese mira a coprire l’integralità del territorio nazionale a banda larga entro il 2022 e rappresenta un investimento di 20 miliardi di euro pubblici e privati con priorità di introduzione della fibra nelle zone di attività economica. Il Governo ha lanciato due importanti operazioni per lo sviluppo dell’economia digitale : France Tech e France Digital, due ecosistemi volti all’emergenza di start up innovanti nel campo del digitale.



Fornitura di acqua; reti fognarie, attività di trattamento dei rifiuti e risanamento

Focus ambiente e sviluppo sostenibile.

La Francia rappresenta il quarto mercato mondiale delle “eco–industrie” dopo Stati Uniti, Giappone e Germania, con più di 7.000 aziende specializzate nel settore. Nel Paese sono presenti importanti multinazionali per il trattamento dei rifiuti e il trattamento dell’acqua come Veolia o Suez Environnement, ma anche alcune migliaia di aziende di minori dimensioni di cui circa 2.000 sono esportatrici. L’acqua e il suo trattamento rappresenta la prima componente del settore con 20 miliardi di euro di volume di affari, seguito dal comparto del recupero e trasformazione dei rifiuti, che sviluppa un fatturato annuo di circa 8 miliardi di euro. Il mercato francese della distribuzione dell’acqua potabile è oggi detenuto all’80% da tre principali fornitori che sono, in ordine di importanza, Veolia, Lyonnaise des Eaux e Saur. L’industria locale è molto competitiva, inoltre, la progressiva privatizzazione delle aziende municipalizzate, accompagnata dal venir meno dei monopoli comunali nei servizi di pubblica utilità tra cui la depurazione delle acque ed il controllo della qualità dell’aria, dovrebbero favorire un significativo scambio di tecnologia e know how tra le aziende locali e quelle estere. Le aziende italiane, in questo comparto, sono in possesso di tecnologie di assoluta avanguardia. La recente legge di transizione energetica per una crescita verde ha interinato la volontà collettiva di impegnare la Francia verso un’economia circolare per l’utilizzo efficace delle risorse, conferendo all’ADEME, l’Agenzia dell’ambiente e dell’energia, la messa in opera del piano di riduzione e di valorizzazione dei rifiuti 2014/2020 grazie ad un fondo rifiuti (194 milioni di euro per il 2016) a sostegno della raccolta differenziata, dei biorifiuti e al trattamento dei rifiuti industriali. Gli obiettivi della legge sono il riciclo del 55% dei rifiuti non pericolosi nel 2025 e del 70% dei rifiuti dell’edilizia e appalti pubblici nel 2020.


Principali aziende del settore

VEOLIA
Sito Internet: www.veolia.fr
SUEZ ENVIRONNEMENT
Sito Internet: www.suez-environnement.fr
SAUR
Sito Internet: www.saur.com
LYONNAISE DES EAUX
Sito Internet: www.lyonnaise-des-eaux.fr


Costruzioni

Il settore dell’edilizia francese rappresenta un fatturato di 124 miliardi di euro al netto dell’IVA, realizzato da 1.051.000 addetti che lavorano in 401.000 imprese alle quali si aggiungono 310.000 imprese artigiane. La produzione si divide in costruzione di alloggi (75 miliardi €) e di altri tipi di edifici (49 miliardi €). Una ripartizione simile si ha per le ristrutturazioni di edifici esistenti (74 miliardi €) e per le costruzioni nuove (50 miliardi €). Il settore equivale, in valore, alla metà del settore industriale. I principali cantieri sono realizzati a seguito di appalti pubblici, i cui bandi sono pubblicati nella Gazzetta ufficiale francese degli appalti pubblici - BOAMP - Bulletin Officiel des Annonces des Marchés Publics - consultabile all’indirizzo seguente: www.boamp.fr. Su tale sito sono disponibili, in lingua francese, tutte le informazioni utili alle società che desiderano partecipare a gare d’appalto in Francia. Un volano importante di sviluppo del settore edile è dato dalla legge sulla transizione energetica promulgata nel 2015 e i cui decreti applicati sono stati pubblicati in novembre 2016 che prevede, tra l’altro, crediti d’imposta, fondi di garanzia e prestiti a tassi agevolati per la costruzione e/o ristrutturazione di edifici che permettano un miglioramento dell’efficacia energetica con l’obiettivo di rinnovare energeticamente 500.000 alloggi l’anno a partire dal 2017.



Ultimo aggiornamento: 16/03/2017^Top^
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