Cosa vendere


Prodotti alimentari

Nonostante il permanere di una congiuntura sfavorevole il comparto dell’agroalimentare è tendenzialmente stabile con un  mercato dei prodotti importati che é  cresciuto negli ultimi anni grazie a diversi fattori interni come, ad esempio, l’aumento del potere d’acquisto di alcune fasce di consumatori. Un numero molto alto di brasiliani ormai abitualmente consuma i pasti fuori casa, in catene di ristoranti o in hotel. Frequenti sono anche i servizi di catering, molto utilizzati per eventi conviviali di vario tipo da famiglie facoltose e di livello medio-alto e le vendite di prodotti alimentari importati rappresentano una parte consistente nel mix di prodotti venduti nei supermercati brasiliani. Il Brasile ha importato  nel 2015 prodotti alimentari per  7.084 milioni di Euro, registrando un  calo del 3,85% rispetto al 2014. I principali paesi da cui il Brasile importa sono: l’Argentina con il 32,56% (2.306 mln di Euro), seguito dagli Stati Uniti con il 9,76% (691 mln di Euro) e dall'Uruguay con il 6,29% (445 mln di Euro). Per quanto riguarda l’Italia si é registrato un calo del  3,41% (pari ad un valore di 169 milioni  di Euro). Per quanto riguarda la produzione brasiliana di alimenti  circa l’80% è consumata internamente e appena il 20% viene esportato verso più di 210 paesi. Il Brasile é il maggiore esportatore mondiale di soia, carne,  pollame e zucchero. Oltre agli importatori tradizionali, come Europa, Stati Uniti o i paesi del Mercosul (Argentina, Uruguay e Paraguay) il Brasile ha ampliato le vendite dei propri prodotti agroindustriali nei mercati dell’Asia, Medio Oriente e Africa. I prodotti alimentari sono fortemente penalizzati dai dazi all’importazione e dal sistema di tassazione “a cascata”, oltre che da barriere invisibili e da esasperanti controlli doganali. Nonostante questo, la concorrenza è già presente e, in alcuni casi, ben affermata e ben posizionata. Considerando, come vantaggio comparato, il fatto che il Paese vanta quasi 1/3 della popolazione di origine italiana, la produzione italiana può senz'altro proporre le sue eccellenze (non solo vino ed olio d’oliva, ma anche altri prodotti tradizionali), in un mercato emergente, influenzandone le attitudini di acquisto. 


Principali aziende del settore

BARILLA DO BRASIL LTDA
Sito Internet: www.barilla.com.br
BRF BRASIL
Sito Internet: www.brf-global.com
FERRERO DO BRASIL INDUSTRIA DOCEARIA E ALIMENTAR LTDA
Sito Internet: www.ferrero.com.br
PERFETTI VAN MELLE
Sito Internet: www.perfettivanmelle.com
INDUSTRIA OLEARIA BIAGIO MATALUNI DO BRASIL
Sito Internet: www.mataluni.com/mondo/htm


Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)

Occorre premettere che per i settori tradizionali del "Made in Italy" (moda, calzature, arredamento, alimentare), l'ingresso in Brasile non é facile, considerata la concorrenza dei prezzi dei prodotti cinesi e locali,  gli elevati livelli di barriere tariffarie (alti dazi ed imposte) e le complessitá burocratico-amministrative.

Abbigliamento

Nel periodo che va dal  2008 al  2013,  “boom” economico brasiliano,  numerose   imprese straniere del settore abbigliamento si sono affacciate sul mercato attratte dalle sue potenzialità.  Nel 2013 sono stati aperti dalle reti di negozi di abbigliamento oltre 575 punti vendita (+11% rispetto al precedente anno), tuttavia a partire dal 2014  si assiste ad una contrazione della domanda che va di pari passo con il deteriorarsi della congiuntura economica.I marchi di moda stranieri presenti si rivolgono esclusivamente alle nicchie di consumatori di fascia alta, che rappresentano circa l’11% del consumo del settore,  e stanno mettendo in atto  strategie di comunicazione e marketing mirate al fine di affrontare gli ostacoli derivanti dell'attuale crisi che comporta  perdite nelle vendite e calo del fatturato.  I prodotti importati si rivolgono alle fasce di consumatori medi, che rappresentano il 40% del consumo. Nel  2014 (ultimo dato disponibile), il Brasile ha importato 2,6 milairdi di US$ in prodotti abbigliamento moda. Secondo la locale associazione di categoria ABIT il giro d’affari del  comparto “abbigliamento femminile” (43% del settore che risulta in crescita rispetto agli anni precedenti), é stato di circa 11 miliardi di US$ (R$ 46,6 miliardi di reais), con un incremento del 2% rispetto al 2013, seguito dall’abbigliamento sportivo che ha fatturato circa 3 miliardi di US$ (+2,1% rispetto al 2013)  e jeanswear con circa 2 miliardi di US$ (+4,7%).  Sono stati prodotti  6,1 miliardi di pezzi  per un totale di circa 30 miliardi di US$ (circa 100,3 miliardi di Reais).  Per quanto riguarda le fascie di consumatori: la classe A detiene  il 15,8%, la  B il 50,1% e la  C il 29,8%. Lo Stato di San Paolo risulta essere il principale polo produttivo, nonché il più importante in termini di consumo rappresentando il  27,1% dei consumatori,  seguito da Rio de Janeiro con il 9,3% e  da Minas Gerais con l’8,5%. Il principale canale distributivo per il settore dell’abbigliamento e moda sono i negozi specializzati al dettaglio che assorbono il 75,2% di tutta la produzione locale, i grossisti con il 13,5% ed altri  con il 10,9%.   


Principali aziende del settore

EMILIO PUCCI
Sito Internet: http://home.emiliopucci.com/boutiques
VERSACE
Sito Internet: www.versace.com
HERING
Sito Internet: www.hering.com.br


Bevande

Vini

Nel  2015 le importazioni di vino sono cresciute del 7,35% rispetto al 2014, per  un totale di 263 milioni di Euro. È importante notare il successo di 3 tipi di vini: champagne, spumanti e vini di alta qualità in generale. Il piú tradizionale Lambrusco, rappresenta quasi il 50% del volume totale dei vini venduti in Brasile, mentre il Prosecco ha una quota di mercato del 12,34%.

l'Italia occupa il 5° posto nella classifica in valore (26 milioni di Euro) dei Paesi fornitori di vini per il Brasile ed il 4º posto in quantità con un’importazione di 91.729 hl (-3,69% rispetto a 2014). Complessivamente nel 2015 si é registrato un calo nelle vendite pari al  2,94%. La strategia per  l’Italia  deve essere quella di promuovere una piú vasta gamma di prodotti, maggiormente legati al territorio ed alla diffusione della cultura regionale.      


Principali aziende del settore

CAMPARI
Sito Internet: www.campari.com/br
MARTINI
Sito Internet: www.martini.com
VINICOLA AURORA
Sito Internet: www.vinicolaaurora.com.br
CHANDON
Sito Internet: www.chandon.com.br
VALDUGA
Sito Internet: www.casavalduga.com.br


Articoli in pelle (escluso abbigliamento) e simili

Calzature:  Secondo i dati forniti dalla locale associazione di categoria (ABICALÇADOS)  le 7.700 imprese brasiliane del settore hanno prodotto nel  2016 (ultimo dato disponibile) 944 milioni di paia, di cui 126 milioni destinate all'esportazione, collocando il Brasile al 3° posto nella graduatoria dei produttori, dietro Cina e India.  In termini di consumi il Brasile occupa il 4° posto nel ranking globale, con circa 3,8 paia all'anno per consumatore.  Il comparto ha esportato 999 milioni di Reais. La produzione locale si divide in calzature di gomma e plastica (56,5%), calzature in pelle (12,6%), calzature di materiale sintetico (15,2%), seguite dalla linea di calzature sportive (8,55%)  ed altri prodotti realizzati con  materiali tessili vari (7,2%).  Il 57,1% della produzione riguarda le calzature da donna,  il 21,8% le calzature da uomo ed  il 21,1% quelle da bambino. Le vendite di calzature femminili corrispondono al 17,9%, seguite dalle calzature per bambino con il 26,7%, sportive con l’11,6% e da uomo con il 14,7%.  Al fine di avvicinarsi sempre di piú ai consumatori l'industria calzaturiera brasiliana scomette sulla vendita al dettaglio, investendo in negozi esclusivi in Brasile ed all'estero e  non tralasciando l'e-commerce.         


Principali aziende del settore

TOD'S
Sito Internet: www.tods.com
AREZZO
Sito Internet: www.arezzo.com.br
LUZ DA LUA
Sito Internet: www.luzdalua.com.br
ALPARGATAS
Sito Internet: www.alpargatas.com.br
SALVATORE FERRAGAMO
Sito Internet: www.ferragamo.com


Articoli di abbigliamento (anche in pelle e in pelliccia)

Occhialeria: Secondo quanto segnalato da Bento Alcoforado, presidente della locale associazione di categoria (ABIOPTICA), il settore dovrebbe crescere tra 5% e 7% nel 2017, trascinato principalmente dalle vendite al dettaglio. La regione sud est è la più importante in termini di mercato consumatore. Si rilieva, inoltre, che i principali prodotti acquistati sono le montature per occhiali e occhiali da sole, lenti per occhiali, lenti a contatto ed accessori. Tra le ragioni che hanno contribuito alla crescita del comparto sono da menzionare la lotta alla pirateria, gli investimenti in marketing, lo sviluppo di azioni per rafforzare l'industria locale e la formazione di mano d'opera specializzata nei punti vendita. L'italiana LUXXOTTICA, maggiore produttore di occhiali nel mondo, ha acquistato nel 2012 l'azienda brasiliana TECNOL per iniziare a produrre i modelli del marchio RAY BAN. Nel 2017, invece, ha completato l'acquisizione del 100% di Oticas Carol, una delle principali catene di ottica in franchising in Brasile con un fatturato aggregato di circa 200 milioni di euro.     


Principali aziende del settore

LUXOTTICA
Sito Internet: www.luxottica.com
SAFILO DO BRASIL LTDA
Sito Internet: www.safilo.com
MARCHON BRASIL LTDA
Sito Internet: www.marchon.com.br
FOTOPTICA LTDA
Sito Internet: www.fotoptica.com.br
MARCOLIN DO BRASIL LTDA
Sito Internet: www.marcolin.com.br


Ultimo aggiornamento: 18/09/2017^Top^

 

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