Cosa vendere


Prodotti alimentari

AGROALIMENTARE Nonostante la crisi economica e politica che il Brasile ha affrontato l’anno scorso, i prodotti alimentari imballati hanno registrato un aumento nelle vendite del 5,1% dal 2016 al 2017 (in volume c’è stata una diminuzione minima dello 0,3%).Come strategia per affrontare un momento di difficoltà le aziende hanno deciso di diminuire le misure delle confezioni, subendo di conseguenza un calo in termini di volume nelle vendite. I gelati e gli yogurt hanno registrato un calo di vendite di volume dell’14,2% tra il 2012 e il 2017 e solo tra il 2016 e il 2017, passando da 370.900 mila tonnellate a 345.800 mila tonnellate, del 6,8%. Altri settori che hanno subito un forte calo di vendite in termini di volume tra il 2016 e il 2017 sono i dolci (-5%), affettati e pesce (-3,2%) e gli ortofrutticoli trasformati (-3,1%).Le aziende leader nel mercato dei prodotti alimentari imballati sono la Nestlé SA con il 6,8%, seguita dalla Mondelez International Inc (3,4%), PepsiCo Inc al terzo posto con il 2,4% e al quarto e quinto posto la Danone Group (2,3%) e l’Unilever Group (2,2%).Ipermercati, supermercati e i mercati di genere alimentare rappresentano, con il 75%, i leader nella distribuzione dei prodotti alimentari imballati, anche se i cosiddetti “atacarejos” risultano aver avuto il maggior incremento (tra il 2012 e il 2017) grazie all’offerta di prodotti di grandi dimensioni ad un minor prezzo. Le previsioni indicano che ci sarà un aumento di volume di vendita da 27.952,200 mila a 29.234,900 mila tonnellate (4,58%) tra il 2018 e il 2022, e sempre nello stesso arco di tempo indicano che le vendite di prodotti alimentari imballati aumenteranno del 7,8%, passando da R$314.722 milioni nel 2018 a R$ 339.284,6 milioni nel 2022. Ristorazione:Il settore del foodservice ha registrato una performance lenta in termini di volume di crescita, solamente dello 0,5% nel 2017. Le salse, i condimenti e i sughi sono i prodotti che hanno registrato una maggiore crescita in volume di vendita (+4%), a differenza dei gelati e yogurt che hanno avuto la performance peggiore (-8,2%). Importazione:Il Brasile nel 2017 ha importato per un totale di € 9.162.795.451 e l’Italia risulta in 10° posizione con una quota di mercato pari a 2,2% (1° Argentina con il 26,9% di quota di mercato, seguita da Stati Uniti con il 12,6% e il Cile con il 9,46%), importando per € 217.334.765, aumentando del 22,40% rispetto al 2016. Per il 2018 ci si aspetta un aumento del 2,8%. In termini di quantità l’Italia ha importato KG 101.727.555 e le previsioni per il 2018 vedono una diminuzione del 5,6%. I principali prodotti importati nel 2017 in valore sono i Cereali che compongono il 16,66% del mercato, bevande, liquidi alcolici ed aceti con il 13,58%, pesce e crostacei, molluschi e altri invertebrati con l’11,86% e grassi e oli animali o vegetali con il 9,26%. I principali prodotti importati dall’Italia in valore sono bevande, liquidi alcolici ed aceti (€ 40.248.573) seguita da frutti commestibili (€ 34.496.977), preparati a base di cereali, farine e amidi (€ 30.711.540), e al quarto posto ci sono grassi e oli animali o vegetali (€ 19.285.884). In quantità invece sono frutti commestibili (KG 29.859.352), Preparazioni a base di cereali (KG 23.862.818), preparazioni di ortaggi o legumi (KG 18.933.238) e bevande, liquidi alcolici ed aceti (L 17.906.697). BEVANDE Vini Secondo le informazioni pubblicate dalla società Euromonitor nel 2017 sono stati venduti in Brasile 311,8 milioni di litri di vino, di cui l'82,5% sono vini fermi, il 7,5%  spumanti, l'8,7% vini liquorosi e l'1,3% altri tipi di vino. Nello stesso periodo, secondo informazioni fornite dalla banca dati Global Trade Atlas, su dati del Ministero Brasiliano dello Sviluppo, Industria e Commercio, il Brasile ha importato 119,6 milioni di litri di vino, che rappresentano il 38,4% del mercato brasiliano di vino. L'Italia risulta essere il 4º principale paese partner del Brasile nel settore, avendo fornito 13,6 milioni di litri di vino, che rappresentano l’11,4% del volume totale importato dai brasiliani, e il 4,4% del mercato brasiliano di vino. In termini di valore, secondo stime dell'Euromonitor, nel 2017 il mercato del vino ha raggiunto R$ 8,6 mld. Le importazioni, secondo dati della Global Trade Atlas, sono state di R$ 1,2 mld, ovvero, il 13,8% del mercato totale; quelle provenienti dall'Italia sono calcolate in R$ 127,2 milioni, ovvero, il 10,7% delle importazioni e l'1,4% del mercato totale. I principali paesi concorrenti dagli italiani sono in valore: Cile, Argentina, Portogallo e Francia.


Principali aziende del settore

BARILLA DO BRASIL LTDA
Sito Internet: www.barilla.com.br
FERRERO DO BRASIL INDUSTRIA DOCEARIA E ALIMENTAR LTDA
Sito Internet: www.ferrero.com.br
PERFETTI VAN MELLE
Sito Internet: www.perfettivanmelle.com
CAMPARI DO BRASIL LTDA.
Sito Internet: www.campari.com/pt-pt
ILLY CAFFÉ
Sito Internet: www.illy.com/wps/wcm/connect/pt/home


Prodotti delle altre industrie manufatturiere

MOBILI ED ARREDAMENTO

Nel 2017 si è rilevato un aumento nella costruzione di appartamenti che hanno portato ad un incremento nel settore dell’arredamento del 5,1%. Il settore dell’arredamento ne ha beneficiato aumentando del 5,6% dal 2016 al 2017 (da R$ 39.782,8 milioni a R$ 42.018,2 milioni). La vendita di arredamenti per esterni è cresciuta dal 2012 al 2017 dell’11,5% (da R$ 283,3 milioni a R$ 263 milioni). Creare un’atmosfera accogliente in casa ha portato ad un aumento delle vendite di luci al LED, + 46,1% dal 2016 al 2017 e +598,7% dal 2012 al 2017. A differenza delle lampade ad incandescenza che dal 2016 al 2017 hanno diminuito le vendite del 64,3% e dal 2012 al 2017 del 92,8%. L’impresa leader di mercato negli arredamenti di interni è Coteminas SA con il 5,6%, e i marchi più acquistati sono Santista (3,2%), Itatiaia (3%), Tok&Stock (2,6%) e Bertolini (2,4%). Per quanto riguarda i marchi leader nel settore dell’illuminazione sono la Philips con il 27% di mercato, seguita da Osram con il 20,2%, Taschibra con il 16,3% e FLC con il 15,1%. La vendita al dettaglio nei negozi rimane, nel 2017, la preferita dai consumatori (98,8%) seguita dalla vendiata on-line(1,1%). Tra il 2018 e il 2022 per il settore dell’arredamento è previsto un aumento del 30,4%, +24,14% solo nel settore dell’arredamento di interni, passando da un totale di R$ 44.743,5 milioni a R$ 55.547,2 milioni. Per l’arredamento da esterni Euromonitor prevede un aumento del 17,18% (da R$ 271,1 milioni a R$ 317,7 milioni). Infine nel settore dell’illuminazione si prevede un aumento del 72,04% nelle vendite di lampade al LED e una diminuzione del 89,41% nella vendita delle lampade ad incandescenza.

Fonte Euromonitor

COSMETICI E PRODOTTI PER L’IGIENE PERSONALE

Un fattore fondamentale, che durante la crisi ha incentivato la richiesta ed ha mantenuto l’interesse del consumatore, è l’innovazione. Il 2017 ha registrato un evidente aumento nei progetti innovativi, e i consumatori sono interessati nei trend globali e nei nuovi lanci di prodotti sul mercato. I dati mostrano che le vendite nel settore cosmesi dal 2012 al 2017 sono aumentate del 30,8% passando da 78.316,5 milioni a 102.472,4 milioni di reais. Nel 2017 il paese ha importato $507,6 milioni in prodotti cosmetici e per l’igiene personale, cifra al 19% superiore a quella verificata nell’anno precedente. Argentina (23,2%), Francia (19,5%) e Stati Uniti (15,4%) sono stati  i principali paesi fornitori. L’Italia appare alla terza posizione tra i paesi europei e settima nel mondo, con una quota del 3,3% sull’import settoriale brasiliano. Il 35% dell’import generale Brasiliano è composto da prodotti di bellezza o di cosmetici, quota che nel caso dei prodotti provenienti dall’Italia arriva al 51,6%. L’incremento negli acquisti brasiliani all’estero di prodotti cosmetici e per l’igiene continua nel primo semestre del 2018, registrando +6,5% rispetto allo stesso periodo nell’anno precedente.    

Fonte: Euromonitor

IL MERCATO DEL LUSSO IN BRASILE

Tra il 2012 e il 2015 il mercato del lusso ha registrato una crescita del 79,13% (passando da R$16.108,1 milioni a R$28.854,9 milioni). La crisi politica ed economica che ha colpito il Brasile negli ultimi due anni, oltre oltre al forte deprezzamento del Real Brasiliano nei confronti del Dollaro Americano, ha inciso sui consumi nel paese, soprattutto nel mercato del lusso, portandolo cosí a contrarsi del 21,86% tra il 2015 e il 2017.I beni di lusso con il costo maggiore sono stati i più colpiti dalla contrazione dei consumi. Questo è stato evidente soprattutto per le auto di lusso che hanno ridotto le vendite del 33,26%, passando da R$16.589,5 milioni nel 2015 a R$ 11.071,2 nel 2017. Altri due settori che hanno subito un calo di vendite negli stessi anni sono l’abbigliamento (-13%) e il vino e lo champagne (-28,2%). Nel 2017 i negozi sono rimasti i principali punti di riferimento per gli acquisti di beni di lusso (con una media del 99,2%), anche se alcuni marchi stanno analizzando la vendita on line poiché consapevoli dell’aumento dell’e-commerce. Nonostante i due anni di declino delle vendite, le previsioni per il futuro sono positive. Ci si aspetta un aumento dell’11,23% dal 2018 al 2022. Secondo l’Euromonitor, l’incremento maggiore si verificherà negli acquisti di stanze in hotel 5 stelle lusso con un aumento di vendite da R$780,5 milioni a R$1.098,4 milioni (+40,73%), seguite dal settore del vino con un aumento del 19,5%, delle macchine di lusso con il 12,42% e dell’abbigliamento del 6,4%.

Fonte: Euromonitor



Altri mezzi di trasporto (navi e imbarcazioni, locomotive e materiale rotabile, aeromobili e veicoli spaziali, mezzi militari)

 

NAUTICA

BRASILE: SETTORE NAVALE DI RIO DE JANEIRO CRESCE DEL 55% NEL 2017 - Fonte: O Globo - Data: 27/11/2018

 Il rapporto “Panorama navale a Rio de Janeiro 2018”, elaborato dalla Federazione delle Industrie dello Stato di Rio de Janeiro (Firjan) mostra segnali di miglioramento nel settore, con una crescita del 55% nel fatturato dichiarato nel 2017 rispetto all’anno precedente, passando da 301,8 milioni di reais nel 2016 a 467,2 milioni di reais lo scorso anno.  Il valore tuttavia è ancora inferiore a quanto dichiarato nel 2013, quando il fatturato era stato pari a 526,7 milioni di reais, anno in cui i riflessi della crisi economica sono aumentati, provocando il blocco dei contratti e la chiusura de i cantieri navali. Il periodo di contrazione iniziato quell’anno si è interrotto solo nel 2017. Secondo il presidente della Firjan Leste Fluminense, Luiz Cesio Caetano, la performance del settore navale carioca potrebbe mantenersi stabile se l’industria si concentrerà maggiormente sul settore Oil & Gas. L’analisi della Firjan sottolinea come vi sia un potenziale di sviluppo per i prossimi anni a Niteroi, in previsione dei nuovi round di aste di concessione dei pozzi petroliferi sottomarini ultraprofondi del pré-sal, che potrebbero portare alla ripresa di un ciclo di produzione e sviluppo che influenzerà direttamente l’industria locale.

 


Principali aziende del settore

AZIMUT DO BRASIL FABRICAÇÃO DE IATES LTDA
Sito Internet: http://azimutyachts.com.br/
FINCANTIERI DO BRASIL PARTICIPAÇÕES S.A.
Sito Internet: https://www.fincantieri.com/en/
INTECH BOATING INDUSTRIA E COMERCIO DE EMBARCAÇÕES LTDA
Sito Internet: http://www.intechboating.com/sessa-marine/
FRATELLI COSULICH COMÉRCIO E SERVIÇOS LTDA.
Sito Internet: https://fratellicosulich.com.br/
RINA BRASIL SERVIÇOS TÉCNICOS LTDA
Sito Internet: www.rinabrasil.com.br


Macchinari e apparecchiature

MACCHINE E ATTREZZATURE

Nonostante la crisi, riconosciuta da molti come la più preoccupante e lunga della storia brasiliana, che ha fatto dimezzare le importazioni di prodotti appartenenti al cosiddetto settore Machines Italia (conceria; ceramica e laterizi; legno; macchine agricole; movimento terra; estrazione e lavorazione della pietra naturale; lavorazione metallo; confezionamento ed imballaggio; fonderia; attrezzature idrauliche e pneumatiche; lavorazione vetro; macchine grafiche; gomma e materie plastiche; prodotti alimentari; prodotti tessili), queste sono state pari a 12,6 mld di euro nel 2017, facendo del Brasile un mercato di destinazione per l’export italiano da non trascurare. Infatti l’analisi delle importazioni brasiliane degli ultimi 20 anni, adeguate all’inflazione del periodo, nonostante le perdite accumulate negli ultimi quattro anni, mostra una tendenza di crescita di lungo termine iniziata nel 2017 e che si farà sentire ancor più nei prossimi anni con la ripresa economica che si diffonderà più marcatamente in vari settori dal 2018 in poi.

È il caso della componentistica auto, settore in cui sono stati annunciati investimenti per il 2018 dell’ordine di 2,47 mld di reais (circa 550 mln di euro), cifra pari al 33,5% superiore a quella verificata nell’anno scorso. Secondo la CNI – Confederazione Nazionale delle Industrie, 8 su 10 grossi gruppi industriali attivi in Brasile intendono investire nel 2018. Il  39% afferma di voler destinare le risorse accantonate al finanziamento di nuovi progetti che, per il 60% dei casi comprende l’acquisto di nuove macchine ed attrezzature.Sebbene anche le importazioni provenienti dall’Italia abbiano subito una contrazione di circa il 50% nel quinquennio 2013-2017, la quota italiana è variata molto meno rispetto ai principali concorrenti (Stati Uniti, Cina e Germania). Infatti, mentre la quota italiana è passata dall’8,3% nel 2013 al 7,8% nel 2017, quella statunitense è passata dal 21,9% dal 10,9% e quella tedesca del 12,3% all’8%. Tale risultato è indubbiamente dovuto alla capacità degli italiani di inserirsi nelle fasce di mercato composte da macchine con alta tecnologia, customizzate, in grado di sviluppare prodotti non stardardizzati e di migliori qualità e che quindi, richiedono un particolare know-how di cui gli italiani decisamente possono vantarsi

Per quanto concerne le macchine agricole, le prospettive di una crescita più lenta della domanda internazionale accompagnata dalla svalutazione dei prezzi in US$ per la maggior parte delle commodities, le prospettive di sviluppo per il settore agricolo e dell’allevamento del bestiame sono di crescita del 2,3% l’anno. L’uso della terra per le principali colture nel 2024 (oleaginose, riso, grano, canna da zucchero e cotone) dovrà raggiungere i 69,4 milioni di ettari, con una crescita del 20%, con un tasso dell’1,5% all’anno. Di conseguenza nei prossimi dieci anni dovranno necessariamente aumentare gli investimenti in piantagioni meccanizzate portando a miglioramenti marginali di rendimento. Le importazioni di macchine agricole nel 2017, è stato di 187.845 mln di Euro: Gli Stati Uniti continuano ad essere il principale fornitore con il 50,65 % (95.140 mln di Euro), seguito della Germania con il 14,45% (27.152 mln di Euro). L’Italia appare al terzo posto con il 6,75% (12.673 mln di Euro) prima del Canada. Dall’Italia vengono importate prevalentemente attrezzature agricole, loro parti e componenti, piuttosto che macchine agricole finite a causa del permanere degli elevati dazi doganali e dell’eccessivo costo del trasporto, elementi questi che rendono poco competitivi i macchinari stranieri rispetto a quelli prodotti localmente.

 


Principali aziende del settore

SALVAGNINI DO BRASIL LTDA
Sito Internet: www.salvagnini.com.br/
SOILMEC DO BRASIL
Sito Internet: - www.soilmec.com.br
SAVELLI DO BRASIL EQUIPAMENTOS E TECNOLOGIAS PARA FUNDIÇÕES LTDA
Sito Internet: www.savelli.com.br
BUCCI INDUSTRIES BRASIL
Sito Internet: www.buccibrasil.com.br
KUHN DO BRASIL S.A - Implementos Agrícolas
Sito Internet: www.kuhndobrasil.com.br


Ultimo aggiornamento: 18/01/2019^Top^

 

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