Dove investire


Costruzioni

L’India sta compiendo un imponente sforzo di adeguamento infrastrutturale: nel quinquennio 2012 – 2017 (12° piano[1]), il Governo indiano ha annunciato investimenti per 750 miliardi di Euro. Con la conclusione del 12’ Piano, l’attuale Governo ha impostato una serie di azioni ed attivita’ in un periodo piu’ breve, denominato Piano d'azione triennale.  

In termini di volume ed una crescita del 8,5%, si prevede che il Paese raggiungera’ la terza posizione entro il 2030 e contribuirà al 15% del PIL. Sempre nel 2030 India, Cina India e Stati Uniti rappresenteranno il 57% sul totale del settore infrastrutture a livello mondiale

 

Tra le principali opere in programma figurano:

 

Strade e autostrade:

Il National Highways Development Programme (NHDP), affidato per la sua attuazione ad un’agenzia ad hoc (la National Highway Authority of India - NHAI), con l’ambizioso obiettivo di costruire, ampliare o ammodernare circa 54 mila km di autostrade, con un investimento stimato in 60 miliardi di dollari, ovvero  20 km di strada al giorno, pari a circa 7.300 km all’anno. Tra i progetti piu’ significativi si segnala il cosidetto “Quadrilatero d’Oro”, che dovrebbe collegare le metropoli di Delhi, Mumbai, Kolkata, Chennai e Bangalore con una strada ad alto scorrimento a sei corsie. Ciononostante, sinora, i risultati in termini di progetti assegnati sono stati piuttosto deludenti, se confrontati agli obiettivi (nell'anno fiscale in corso sarebbero stati assegnati poco piu' di 700 km di autostrade, contro un target di dieci volte maggiore). L’attuale Piano triennale ha allocato circa 1,1 miliardi di Euro per costruire nuove strade.

 

Ferrovie:

Il governo ha stanziato 128 miliardi di dollari per i prossimi 5 anni per progetti di linee ad alta velocità, modernizzazione di stazioni e centri logistici, miglioramento della sicurezza dei trasporti, facilitazione dell'integrazione tra trasporto urbano e suburbano e automazione del traffico. Sono in programma anche diversi progetti per la rete metropolitana nelle città indiane. Sono previsti interventi tra cui l’ammodernamento di 236 stazioni, la costruzione di nuovi terminal, lo sviluppo di una rete di alta velocità e la realizzazione di 25 mila km di ferrovie entro il 2020, per una spesa totale di oltre 70 miliardi di $ e 18 miliardi di € in stanziamenti pubblici. Forte enfasi sul rinnovamento delle grandi stazioni ferroviarie. Il nuovo Piano triennale prevede una spesa di 1,46 miliardi di Euro entro il 2019-20.

 

Aeroporti:

La Airport Authority prevede la modernizzazione di 35 aeroporti e 15 nuovi aeroporti. Un investimento complessivo di 57 milioni di € e’ inoltre programmato per tre aeroporti del Nord Est.

 

Porti:

Nel quadro del National Maritime Development Program (NMDP) e’ prevista la realizzazione di 254 progetti miranti a potenziare le capacità portuali attraverso una maggiore dotazione di macchinari ed equipaggiamenti per la gestione dei cargo, delle connessioni con le vie di trasporto terrestre e dell’informatizzazione delle operazioni.

 

[1] I piani quinquennali sono programmi economici nazionali centralizzati e integrati. Il primo piano quinquennale Indiano, che durò dal 1951 al 1956, fu uno dei più importanti perché ebbe un grande ruolo nel lancio dello sviluppo indiano dopo l'indipendenza

 


Principali aziende del settore

Suzlon Energy Ltd
Sito Internet: www.suzlon.com
Contatti: Suzlon, Shrimali Society
Near Shri
5,Navrangpura
380009 Ahmedabad
Tata Power Company Ltd
Sito Internet: www.tatapower.com
Contatti: Bombay House
24, Homi Mody Street
400 001 Mumbai
Mahrashtra State Electricity Distribution Co Ltd
Sito Internet: www.mahadiscom.in
Contatti: Prakashdad, Plot No. G-9
Anant Kanekar Marg
Bandra (E)
400051 Maharastra
Gail (India) Limited
Sito Internet: www.gail.nic.in
Contatti: 16,Bhikaiji Cama Place
R K Puram
110066 New Delhi
NTPC Limited
Sito Internet: www.ntpc.co.in
Contatti: NTPC Bhavan, Scope Complex Institutional Area, Lodi Road
11003 New Delhi


Prodotti alimentari

Il settore agricolo indiano e' uno dei piu' grandi al mondo in termini di produzione e consumo: l'India e' il secondo produttore di frutta e verdura al mondo e la sua produzione agricola costuituisce l'8% di quella mondiale. L'agricoltura contribuisce al PIL indiano solo per il 16% (pur impiegando oltre la meta' della forza lavoro indiana).

Le opportunita' sono considerevoli sia nel settore dei macchinari agricoli (forte apprezzamento dei marchi italiani che ben rispondono alla domanda locale di attrezzature di piccole dimensioni e adattabilita' alle necessita' locali) che in quello dei processi di conservazione e trasformazione agro-alimentare. Circa il 40% della produzione agricola indiana deperisce prima di arrivare al consumatore, proprio a causa delle mancanze ed inefficienze nella supply chain, nelle tecnologie di conservazione (la catena del freddo e' praticamente inesistente) e trasformazione alimentare.

Nel settore del food processing gli Investimenti Diretti Esteri sono ammessi al 100% con approvazione automatica. Il Governo indiano sta inoltre cercando di sviluppare un progetto di Food Mega Parks, zone speciali caratterizzate da incentivi ed agevolazioni amministrative, per attirare investitori stranieri. (Red. Ambasciata d'Italia, Ufficio Commerciale)


Principali aziende del settore

Kwality Dairy (India) Ltd
Sito Internet: www.kwalitydairyindia.com
Contatti: Tehsil Palwal Village
Softa District, Faridabad
121004 Haryana
Shakti Bhog Foods Ltd
Sito Internet: www.shaktibhog.com
Contatti: 404-405, 4th Floor, Krishna Apra
Business Square, Netaji Subhash Place,
Pitampura
110034 New Delhi
Allanasons Ltd
Sito Internet: www.allana.com
Contatti: Allana House, Allana Road, Colaba
400001 Maharashtra
Britannia Industries Ltd
Sito Internet: www.britannia.com
Contatti: 5/1A, Hungerford Street
700 017 Calcutta
Nestle India Ltd
Sito Internet: www.nestle.in
Contatti: M-5A, Connaught Circus
110 001 New Delhi


Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi


• Automotive:
Il Governo indiano incoraggia gli investimenti esteri nel settore automobilistico e consente acquisizioni e controllo di aziende fino al 100%, senza una preventiva autorizzazione da parte dello Stato. Le accise sulle piccole auto, scooter, moto e veicoli commerciali sono state ridotte nel febbraio 2014 (dal 12% al 8%) nel quadro dell'iniziativa 'Make in India' del governo indiano .
I dazi ancora relativamente alti, uniti al basso costo del lavoro, sono alla base degli ingenti investimenti produttivi in India da parte di tutte le case automobilistiche mondiali.
Negli ultimi anni tutti i principali gruppi stranieri (Toyota, Ford, General Motors, Nissan-Renault, Volkswagen, Honda, Hyundai e Fiat) hanno avviato significative espansioni della loro capicita’ produttiva in India, in particolare nei segmenti delle automobili di piccola dimensione, che incidono per quasi i tre quarti della domanda interna. Nonstante un recente declino della domanda nazionale nell’ultimo anno, dovuto anche alla politica della Banca Centrale Indiana che ha mantenuto relativamente alti i tassi di interesse in funzione anti-inflattiva, il tasso di penetrazione delle automobili e’ ancora talmente basso che le prospettive di crescita del mercato sono enormi.
Inoltre, anche in virtu’ dei sempre piu’ numerosi accordi commerciali regionali e con i paesi limitrofi, l’India si sta sempre piu' posizionando   come un “hub” globale per la produzione dei mezzi di trasporto, con particolare attenzione al mercato asiatico (l’export di veicoli dall’India e’ aumentato del 25% negli ultimi 5 anni).
Secondo un recente studio di Ernst&Young la produzione crescera’ a ritmi sostenuti fino al 2020 in tutti i segmenti: veicoli per passeggeri, veicoli commerciali, due e tre ruote, trattori.
L'industria automobilistica indiana è una delle più grandi al mondo; esso rappresenta il 7,1% del Prodotto interno lordo (PIL) del Paese. Il segmento delle due ruote con una quota di mercato dell'80% è leader del mercato indiano grazie ad una classe media in crescita e una popolazione giovane. Inoltre, il crescente interesse delle aziende nell'esplorazione di mercati interni al Paese ha ulteriormente sviluppato ed accresciuto il settore. Il segmento complessivo dei veicoli passeggeri ha una quota di mercato del 14%.
Nel 2017, le esportazioni di auto e veicoli commerciali,  hanno registrato una crescita rispettivamente del 6,6% e del 8,2%. L'India è anche un importante esportatore di auto e ha forti aspettative di crescita delle esportazioni nel settore per il futuro
L'industria automobilistica e dei componenti auto indiana e’ composta sia da grossi produttori organizzati che da piccoli produttori non organizzati. Le grandi aziende del settore sono attive nella produzione di apparecchiature originali (Original Equipment Manufacturers) e si compone di strumenti di precisione ad alto valore aggiunto, mentre le piccole aziende producono prodotti a basso valore e sono presenti nel post-vendita (ricambi non ufficiali). Le previsioni indicano il raggugimento di quota 115 miliardi di USD entro l’anno fiscale 2020-21 se le attuali favorevoli condizioni dovessero mantenersi , con le esportazioni che dovrebbero raggiungere i 30 miliardi di USD (sempre nell’anno-fiscale 2020-21).
Il settore automobilistico indiano ha il potenziale per generare ricavi fino a 300 miliardi di dollari entro il 2026, creando 65 milioni di posti di lavoro in piu’ e contribuendo per oltre il 12% al GDP del Paese.
Altre inizitive adottate dal governo indiano sono quella di promuovere le auto eco-compatibili nel paese (a metano, ibride ed elettriche), lanciando il Progetto denominato National electrical mobility Mission 2020.



Energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata (anche da fonti rinnovabili)

Il settore energetico in India e’ stato quello che, a partire dal 2000, ha attratto maggiori volumi di investimenti diretti esteri. Gli investimenti esteri sono ammessi fino al 100%. 

Numerosi sono le politiche di incentivo che mirano a promuovere questo settore  nel tentativo di ridurre il deficit energetico del Paese. Il consumo pro-capite in India è ancora estremamente basso, pari a 13,2 KW al giorno, contro 234,6 KW negli Stati Uniti e 58,8 KW della Cina. La sola domanda di energia elettrica cresce annualmente dell’8%; al contempo il deficit del fabbisogno elettrico e’ stimato attorno al 10%-15%, con buona parte della popolazione rurale priva di accesso alla corrente elettrica e frequenti black out persino nella capitale. L'obiettivo immediato infatti del Governo è quello di produrre due miliardi di unità (chilowattora) di energia entro il 2019. Ciò significa raddoppiare la capacità produttiva attuale al fine di poter fornire energia elettrica per uso residenziale, industriale, commerciale e agricolo 24 ore al giorno sette giorni a settimana.

Il Paese ha impostato un ambizioso obiettivo per il raggioungimento di 175 GW di energia rinnovabile entro il 2022 che include:
1) 100 GW di energia solare, 
2) 60 GW da energia eolica
3) 10 GW dalla potenza della biomassa 
4) 5 GW da piccola energia idroelettrica 

Questo è il più grande piano di espansione del mondo nelle energie rinnovabili. Nel 2016-17, l'India ha aggiunto un record di 11 GW di capacità combinata di energia eolica e solare.

Con una capacità attuale di circa 22 GW (su un totale di capacita’ elettrica del Paese pari a quasi 160 GW), ma un potenziale stimato in 88 GW entro il 2032, le energie rinnovabili sono la chiave per soddisfare i bisogni energetici attuali e futuri dell’India. Gli investimenti da qui al 2030 sono stimati in 800 miliardi di dollari, affiancati da un articolato piano di incentivi fiscali e finanziari messo a punto dal Governo Indiano. L’eolico contribuisce con una quota pari al 71%, seguono i piccoli impianti idroelettrici (15%), le biomasse (13%) e appena lo 0,2%, il solare/fotovoltaico. Eppure proprio il solare e’ considerato il settore piu’ promettente e certamente quello su cui il governo indiano concentra maggiormente le sue attenzioni: l’attuale capacita’ installata e’ di soli 38MW; nel 2010 il Governo indiano ha lanciato la "Jawaharlal Nehru National Solar Mission" (www.mnre.gov.in/solar-mission/jnnsm/introduction-2), con l'ambizioso obiettivo di raggiungere il target di 20 GW di energia solare entro il 2020 (a tal fine E&Y ha stimato necessari investimenti cumulativi superiori ai 50 miliardi di dollari,  che il Governo indiano intende sostenere con un programma mirato di incentivi ed agevolazioni fiscali e doganali). L’eolico si e’ sviluppato enormemente in India a partire dagli anni ‘90, soprattutto nella produzione di turbine, attirando colossi internazionali del settore specialmente negli Stati del Tamil Nadu (di gran lunga il più attivo), del Maharashtra e del Gujarat. Al marzo 2011 la capacita’ installata nel Paese era di 14.156 MW, il che fa dell’India il quinto maggiore produttore al mondo dopo Stati Unti, Germania, Cina e Spagna. Il potenziale tuttavia e’ stimato attorno ai 48GW, che potrebbero diventare 70-100 GW in considerazione dei recenti sviluppi tecnologici. Si tratta dunque di un settore sufficientemente maturo in India, che gode gia’ della fiducia del sistema bancario e riesce ad attirare buoni finanziamenti. Anche nel settore delle biomasse le potenzialita’ sono enormi: la capacita’ installata non raggiunge i 2 GW, mentre il potenziale sarebbe di quasi 20 GW. In India non esistono, invece, centrali geotermiche, tuttavia sarebbero state identificate piu’ di 300 sorgenti, pari a una capacita’ stimata in oltre 10 GW.



Macchinari e apparecchiature

Food Processing 

L'industria indiana di trasformazione alimentare, valutata in 170 miliardi di euro, cresce dell'11%. Il consumatore indiano medio spende quasi il 31% dei suoi guadagni sui prodotti alimentari trasformati. L'industria alimentare trasformata indiana rappresenta il 32% del mercato alimentare totale del paese, il 14% del PIL manifatturiero, il 13% delle esportazioni indiane e il 6% degli investimenti industriali totali. L’India e’ uno dei maggiori produttori mondiali di frutta, verdure, legumi, carne bovina e latte. Attualmente il settore e’ stimato a 39 miliardi dollari con un tasso di crescita annuo composto dell’11%. Nonostante i margini di crescita elevati, il settore mostra potenzialita’ enormi ancora da sviluppare, dato che la quota attuale rel raccolto trasformato e’ appena del 10%, mentre quella del raccolto perso per difficolta’ di distribuzione arriva al 40% per circa 10 miliardi di dollari. La ragione va ricercata soprattutto nella drammatica inadeguatezza delle strutture di immagazzinamento e trasporto (soprattutto “cold storage” e “cold chain”) oltre che nel sistema stradale inadeguato e nella inclemenza stagionale del tempo. A questo si aggiunga che il settore del food processing, che potrebbe in parte essere una soluzione, se in stretta connessione con  il produttore, e’  assolutamente sottodimensionato, lavorando solo il 2% della produzione agricola (per il 90% destinata all’esportazione); una quota minima se confrontata con i paesi dell’area: 40% in Cina, 30% in Thailandia, 70% in Brasile, 78% nelle Filippine e 80% in Malesia. Lo sviluppo dell’industria del Food Processing e’ diventata una priorita’ in India che, con una popolazione di  un miliardo e duecentocinquanta milioni, in crescita dell’1,2% all’anno, per poterla sfamare  non puo piu’ contare sull’aumento delle aree coltivabili.
Il Ministro per il Food Processing ha piu’ volte pubblicizzato l’ambiziosissimo piano di fare dell’India il piu’ importante hub mondiale per il Food Processing, settore che negli ultimi cinque anni e’ cresciuto dell’8,8% all’anno, contro il 3,3% dell’agricoltura e il 6,6% dell’Industria. Le potenzialita’ di sviluppo del settore sono molto alte anche se va ricordato esso  rappresenta il  13% delle esportazioni ed il 14% della produzione industriale del Paese.
Nel suo piano 2012-2017, l’India ha previsto ingenti finanziamenti e misure di sostegno alla crescita e alla modernizzazione del settore, soprattutto attraverso  il programma “National Mission on Food Processing” che comprende la creazione di 42 “Mega Food Parks” ognuno dei quali dovrebbe avere 20 unita’ di Food processing, servite da infrastrutture dove sara’ presente tutta la filiera incluso il controllo qualita’ sui prodotti. Il programma e’ sostanzialmente la ripetizione di uno schema lanciato nel 2008 dal Governo centrale, che ha avuto difficolta’ di attuazione; si pensa che con la delega ai singoli stati delle attivita’ di sviluppo e con la messa a disposizioni di contributi a fondo perduto esso possa avere nuova vita .
Si stima  che gli investimenti per i 42 parchi ammonteranno a 902 milioni di USD; il governo centrale contribuira’ con circa 127 milioni di USD; il resto dovra’ provenire dai governi nazionali e dagli investitori privati. La National Mission comprende anche la “Integrated Cold Chain (ICC) Scheme for Cold Chain, Value Addition & Preservation Infrastructure”, il grande piano per realizzare la catena del freddo (che e’ in India ai minimi termini e che e’ la condizione imprescindibile per diminuire le quote di prodotto destinate alla discarica) e lo specifico Programma per la modernizzazione dei mattatoi. Come si diceva, il governo centrale ha delegato largamente agli stati la messa in atto delle misure necessarie; questi stanno provvedendo con tempistiche differenti che vanno monitorate. Secondo le statistiche indiane l’Italia e’ il primo fornitore di macchine per il food processing. 



Ultimo aggiornamento: 29/03/2018^Top^

 

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