Bilancia commerciale (FRANCIA)

 

Osservazioni

Secondo le Dogane transalpine, il deficit commerciale ha raggiunto lo scorso anno la quota di 62,3 miliardi di euro (era stato di 48,3 nel 2016): il disavanzo è, pertanto, aumentato del 28,9% rispetto all’anno precedente - era dal 2011 che non si registrava un deterioramento analogo.

E’ la stessa ripresa economica a contribuire in senso negativo al saldo commerciale. Le famiglie e le imprese francesi hanno aumentato i consumi e gli investimenti, che hanno determinato nel 2017 un’accentuata crescita delle importazioni (+6,8%, dopo un +0,1% del 2016), superiore alla pur incoraggiante performance delle esportazioni francesi (+4,5%, dopo un -0,6% dell’anno precedente). Secondo le autorità francesi è la deindustrializzazione - che ha caratterizzato il tessuto produttivo francese degli ultimi 20 anni - una delle cause maggiori dell’approfondirsi del disavanzo commerciale.

Le aziende transalpine si troverebbero in difficoltà, da un lato, nel soddisfare la domanda interna ulteriormente in espansione nel 2017 e, dall’altro, nell’imporsi sul mercato mondiale (la quota delle esportazioni francesi su scala mondiale è scesa dal 4,7% al 3% in quindici anni e, nell’area euro, dal 17% al 12,9%). Una difficoltà, questa, che si evince dal nuovo picco del deficit manifatturiero (-40,6 miliardi di euro nel 2017 contro i -35,3 miliardi del 2016). Parimenti negativa la “fattura energetica (passata da -31,5 mld di euro del 2016 a -39,0 mld nel 2017).

Fanno eccezione pochi comparti industriali (lusso, aeronautica, Difesa, farmaceutica) in cui operano, spesso con posizione di leadership, i grandi gruppi francesi (LVMH, Kering, Sanofi, Airbus, Thales, etc.). Un dato incoraggiante riguarda la marcata ripresa delle esportazioni di beni intermedi (+12,7%), prodotti agroalimentari (+6,2%), veicoli (con le vendite all’estero che hanno raggiunto il valore complessivo di 32,9 mld di euro), prodotti cosmetici (+11,0%) e prodotti petroliferi raffinati (+23,0%).

In tale quadro, secondo i dati francesi, l’Esagono subisce la dinamicità delle potenze esportatrici europee: si approfondisce infatti sia il deficit con Berlino (-17,3 mld di euro, da -14,2 del 2016) sia con Roma. L’export francese verso la Penisola è invero aumentato lo scorso anno (da 32,6 mld di euro a 35,2 mld) in maniera tuttavia insufficiente a compensare la crescita delle importazioni dall’Italia (passate da 38,5 mld di euro a 41,9 mld, con performance particolarmente accentuate per i beni intermedi, il comparto automobilistico e il settore tessile/abbigliamento): il deficit transalpino nei nostri confronti si è, dunque, assestato lo scorso anno a 6,7 miliardi di euro. Nel complesso, le esportazioni francesi verso l’UE sono aumentate del 3,4% e le importazioni dell’8,1%. Germania (con 155 mld di euro d’interscambio), Italia - con 77,1 mld di euro - e Cina (74,9 mld di euro ed un avanzo per Pechino di 24,7 mld) sono i tre primi partner commerciali di Parigi nel 2017.

 

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