Barriere tariffarie e non tariffarie (COSTA RICA)

Market Access Database della Commissione Europea

Barriere tariffarie: sebbene la banca dati dell’Unione Europea sull’accesso al mercato non  registri alcuna barriera tariffaria ai prodotti europei nel mercato costaricense, si segnala che le tariffe doganali di alcuni prodotti si mantengono ancora a livelli elevati,  vuoi  perche’  dichiarati  “sensibili”  per  la  produzione  locale, vuoi perche’ costituiscono una importante fonte di gettito fiscale indiretto (per citarne alcuni: selezionati prodotti alimentari, tessili, autoveicoli).

Barriere non tariffarie: sono presenti ostacoli alla penetrazione commerciale (monopoli di Stato ed una marcata protezione delle imprese costaricensi a danno di quelle straniere). Monopoli: sfruttamento e distribuzione delle acque, delle miniere, raffinazione e vendita di petrolio, energia elettrica, produzione ed utilizzazione di alcool etilico. In altri settori produttivi vengono invece privilegiate ditte costaricensi: trasporti, servizi medico-sanitari, pubblicità. Sussidi vengono concessi a quasi tutti i servizi pubblici, in particolare: elettricità ed acqua, combustibile, trasporti, servizi postali (mentre le telecomunicazioni ed i servizi assicurativi sono stati liberalizzati). Le attività economiche degli operatori stranieri sono altresì frenate dalla presenza di numerose leggi e regolamenti che impongono onerosi procedimenti amministrativi sia per svolgere le attività d’investimento che per quelle propriamente legate alle importazioni, aggravati dalla lentezza e complessità dell’iter burocratico (alla cui semplificazione si sta ancora lavorando). Recentemente si sono regístrate maggiori difficolta nell’importazione dei formaggi proveniente dall’Italia a causa della diversa codifica dello stabilimento produttore e di quello che ha curato la stagionatura. Questa Sede sta laborando con la SENASA al fine di giungere ad una soluzione concordata.

Violazioni delle norme sulla tutela dei diritti di proprietà intellettuale: pur avendo il Costa Rica previsto nella sua Costituzione del 1949 un articolo  in materia di protezione sui diritti della proprietà intellettuale ed avendo approvato un buon numero di trattati dell’OMPI (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale), tra cui la Convenzione di Berna per la tutela delle opere letterarie ed artistiche (1977), la Convenzione di Roma per la protezione degli artisti e la Convenzione di Parigi sulla proprietà industriale, la legislazione interna, fino a prima degli adeguamenti connessi con l’accordo DR-CAFTA con gli Stati Uniti (1999),  risultava insufficiente, soprattutto in materia di predisposizione degli strumenti di verifica e controllo per l’esecuzione dei principi. Nel 2000 era stata introdotta una più completa normativa in materia di diritti d’autore, marche e segni distintivi - compresi denominazione d’origine - e brevetti (la cui validità viene estesa uniformemente a 20 anni) coerente con quanto previsto, in ambito OMC, con l’accordo TRIPs - Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (o ADPIC - Aspetti dei Diritti di Proprietà Intellettuale attinenti al Commercio). 

Problematiche relative agli investimenti esteri nel Paese: a partire dagli anni ’90 i flussi di investimenti esteri verso il Costa Rica sono cresciuti sensibilmente come conseguenza dell’adozione di politiche economiche non più rivolte alla “import-substitution” ma alla stabilità monetaria e finanziaria, alla promozione del libero commercio, alla “deregulation” dei mercati e ad una minor partecipazione statale nell’attività economica. Ciò ha prodotto un importante incremento di investimenti esteri da parte di imprese multinazionali, prevalentemente statunitensi ed operanti nei settori elettronico, medico, dei servizi e del turismo. Se quindi da un lato il Costa Rica ha dato prova di voler non solo ridurre le barriere all’entrata di capitali esteri, ma di volerli anzi promuovere con decisione, come dimostrato con la politica d’incentivazione delle zone franche, dall’altro bisogna segnalare che, soprattutto nel settore delle gare pubbliche,  la legislazione  è stata lacunosa ed ha originato non poche controversie tra investitori esteri ed enti statali. 

 

 

Ultimo aggiornamento: 24/05/2019^Top^
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