Barriere tariffarie e non tariffarie (COLOMBIA)

Market Access Database della Commissione Europea

Dal 1° agosto 2013 è entrato in vigore l’Accordo commerciale tra Unione Europea e Colombia (esteso poi anche a Perù e Ecuador). Nonostante l’Art. 17 dell’Accordo citi specificatamente la liberalizzazione progressiva dello scambio di merci, permangono ancora ostacoli non tariffari per alcune categorie di prodotti, riconducibili essenzialmente ai controlli e registri sanitari dell'Instituto Nacional de Vigilancia de Medicamentos y Alimentos (INVIMA) e dell'Instituto Colombiano Agropecuario (ICA), organi di controllo del Ministero della Salute colombiano.

Le tariffe doganali per l’importazione in Colombia di qualsiasi prodotto (e il valore attualizzato dell'IVA) possono essere consultate sul sito www.dian.gov.co della Dirección de Aduanas y Impuestos (DIAN),  l’equivalente delle nostre Autorità Doganali e Fiscali, seguendo il percorso: Otros servicios/Consulta de arancel/Por código de nomenclatura ed inserendo nello spazio dedicato il codice merceologico. E' inoltre possibile consultare il sito dell’Unione Europea “Taxation and Customs Union” (http://ec.europa.eu/taxation_customs).

Si riportano di seguito, a grandi linee, le attuali tariffe doganali:

Dazi Doganali:
Materie Prime e Beni Strumentali non prodotti localmente (tra il 3 e il 5%)
Materie Prime e Beni Strumentali prodotti nel Paese (10%)
Beni di Consumo e Prodotti Alimentari (15-20%)
Autovetture (35%)
IVA 19%

Restrizioni alle Importazioni:

NON ESISTONO RESTRIZIONI PER IL 96% DEI PRODOTTI, fatta eccezione per:

- Latte in polvere, soggetto a licenze discrezionali all’importazione
- Imposta sulle bevande alcoliche (tassazione a seconda della gradazione alcolica)
- Divieto d’importazione per prodotti specifici usati, quali: abbigliamento usato; attrezzature mediche usate di più di 5 anni; vetture usate
- Salumi e prosciutti: alcuni produttori italiani sono stati autorizzati dall'INVIMA ad esportare verso la Colombia prosciutti crudi stagionati oltre 400 giorni. Gli stabilimenti interessati ad esportazioni verso il Paese devono ottenere analoga autorizzazione, che consente l'iscrizione in un elenco dell'INVIMA. A tale scopo, deve essere richiesta formalmente al Ministero della Salute italiano un'ispezione da parte dei tecnici di INVIMA presso i loro siti di produzione. Una procedura piu' snella di approvazione, per via documentale, è attualmente allo studio.

 

IMPORTAZIONI TEMPORANEE

Seguono la stessa procedura applicata all’importazione definitiva, con distinta modulistica. I prodotti importati godono di un periodo di permanenza nel Paese di 6 mesi, rinnovabile per ulteriori 6 mesi.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 03/02/2020^Top^
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