Barriere tariffarie e non tariffarie (SUDAN)

Market Access Database della Commissione Europea

Le barriere non tariffarie che condizionano i rapporti economici del Sudan con i mercati esteri sono principalmente dovute alla ridotta trasparenza del sistema bancario, alle difficolta' nell’effettuare e ricevere pagamenti internazionali e al ridotto accesso alle informazioni, nonche’ alle rigidita' del mercato in termini di capacita' di pagamento in valuta straniera.

Quindi, le sanzioni unilaterali statunitensi, le quali venivano spesso dipinte, soprattutto nella retorica delle autorita’, come uno dei principali fattori alla base delle difficolta' sudanesi in campo commerciale, hanno indubbiamente avuto (e continueranno ad avere nel breve-medio periodo) un impatto, da associare tuttavia a una ampia gamma di altri elementi che pure andrebbero affrontati nell’ottica di incentivare lo sviluppo economico.

In proposito si ricorda che il 13 Gennaio 2017 il presidente statunitense Barack Obama ha emanato l`Ordine Esecutivo n.13761, che sanciva la sospensione delle sanzioni contro il Sudan, precedentemente istituite con gli Ordini Esecutivi n.13067 del Novembre del 1997 e n.13412 dell`Ottobre del 2006. Parallelamente e’ stato avviato un processo negoziale bilaterale nel contesto del quale gli Stati Uniti hanno condizionato la conferma defintiva della sospensione sopra menzionata a una serie di condizioni (cd. cinque pilastri). Solo a condizione che il governo sudanese si mantenesse collaborativo, in particolare nel campo del contrasto al terrorismo, nel favorire l`accesso umanitario nelle zone belliche, nei negoziati di pace con il Darfur, le sanzioni sarebbero state definitivamente rimosse. La decisione in tal senso, inizialmente prevista dopo un periodo di 180 giorni, in data 12 Luglio 2017, e `stata rimandata. Il 6 Ottobre un nuovo Executive Order presidenziale ha stabilito l`abolizione definitiva di parte del regime sanzionatorio. Rimangono, infatti, ad oggi in vigore restrizioni in materia di esportazione di commodities agricole, medicine, e medical devices, le sanzioni relative alla guerra in Durfur come da O.E.13400 e le restrizioni a carattere individuale.

Le barriere tariffarie in entrata sono principalmente barriere doganali. Qualsiasi prodotto importato in Sudan, sia proveniente dall’Italia, sia da qualsiasi altro Paese straniero, è soggetto a una serie di dazi e contingentamenti di carattere tariffario che incidono per un ammontare che va dal 20 al 100% del prezzo del bene. Per evitare il pagamento di queste tariffe poste all’entrata dei prodotti nel Paese, l’alternativa è costituire una società in Sudan, al fine di usufruire dell’esenzione dal pagamento delle tariffe doganali sui beni importati per la realizzazione dell’investimento. Attualmente risulta che piu' del 54% delle importazioni sia tax free.

Per i settori che maggiormente interessano l’ interscambio commerciale con l’Italia (macchinari agricoli, edili ed elettrici; ferro-acciaio e lavorazione del metallo; veicoli; settore chimico, farmaceutico e tecnologico), non risulta che siano in vigore barriere doganali non tariffarie specifiche.

 

Ultimo aggiornamento: 01/11/2017^Top^
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