Aspetti Normativi (RUSSIA)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi

Sdoganamento e documenti di importazione:il sistema di certificazione e standardizzazione delle regole doganali, dei controlli fitosanitari, delle procedure di registrazione e rilascio di licenze è costoso e poco trasparente. L’1.01.2010 è nata formalmente l’Unione Doganale fra Russia, Bielorussia e Kazakhstan alla quale si sono aggiunte successivamente Armenia e Kirghizistan; è questa il primo nucleo della successiva Unione Economica Eurasiatica. Gli obiettivi dell’Unione sono i seguenti: adozione di tariffe esterne comuni e di un sistema comune di regolazioni non tariffarie; adozione di regole comuni in materia di determinazione del Paese d’origine delle merci, dei controlli doganali, della raccolta dei dati commerciali e dei procedimenti doganali. L’eliminazione dei controlli doganali interni all’Unione è stata avviata a partire dall’1.07.2011. La creazione dello spazio economico unico è avviata dall’1.01.2012.

La non omogeneità dei sistemi di certificazione (CE per l’Italia, Certificato di Conformità Gost-R, Gost-K etc.) ha costituito in passato una barriera alla circolazione delle merci. Dal 01.07.2013 tuttavia sono entrati in vigore i nuovi regolamenti tecnici dell’Unione Economica Eurasiatica (TRCU – Technical RegolamentationCustoms Union), che prevedono l'adozione della normativa unica in materia di normazione tecnica e valutazione della conformità dei prodotti. Le attestazioni di conformità di prodotto, rilasciate nell'ambito di questa Unione, sono valide su tutto il territorio dell'Unione doganale ed accettate da tutte le autorità degli Stati membri.

Restrizione alle importazioni[1]: in seguito alla situazione di crisi che si è creata in Ucraina nel corso del 2014, USA, Unione Europa, Canada, Australia e Norvegia hanno applicato una serie di misure restrittive volte a colpire l’economia russa attraverso i settori high‐tech dell’Oil& Gas e della finanza. Nello specifico, sono stati colpiti esponenti politici russi attraverso il travelban, è stato introdotto il divieto di condurre attività commerciali e finanziarie con determinati soggetti russi (settore energetico e bancario) e, successivamente, sono state introdotte sanzioni dirette ai settori economici chiave – export tecnologia dual use e settore Oil& Gas.

La reazione del Governo della Federazione Russa è stata quella di emanare il giorno 7 agosto 2014 il Decreto attuativo “Sui provvedimenti di attuazione del Decreto del Presidente della Federazione Russa del 6 agosto 2014 n. 560”, con il quale è stata formalizzata l'introduzione del divieto di importare nella Federazione Russa, per un anno, determinati prodotti agricoli, materie prime e prodotti alimentari, tra i quali figurano carni bovine e suine, pollame, pesce, formaggi e latticini, frutta e verdura prodotte negli USA, nei paesi dell’Unione Europa, in Canada, Australia e Norvegia. Sono esclusi dal campo di applicazione delle misure in questione alcolici, bevande, pasta e prodotti da forno, prodotti per l'infanzia e merci acquistate all’estero per consumo privato.

Importazioni temporanee: il regime consente un’esenzione totale o parziale dalle imposte e tasse doganali a condizione che le merci vengano poi riesportate entro il termine stabilito dalle autorità doganali, non superiore ai due anni. Non possono essere introdotti temporaneamente materiali e campioni di consumo, prodotti alimentari, bevande (inclusi gli alcolici), tabacco (a eccezione dei singoli campioni aventi finalità pubblicitarie o per esibizione in fiera).

 

Attività di investimento ed insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: nonostante la difficoltà di realizzare investimenti nel Paese, il Ministero dello Sviluppo Economico segnala miglioramenti nella protezione della proprietà terriera, nelle formalità doganali e nel diritto di ricorrere al tribunale arbitrale. L’atteggiamento delle autorità verso l’ingresso di capitali è positivo. Con l’introduzione della legge per proteggere alcuni settori strategici nel 2008, in particolare quello energetico e minerario, sono stati individuati 42 ambiti in cui la partecipazione delle imprese straniere è soggetta a limitazioni. Vi sono alcuni settori che beneficiano degli aiuti di stato: nanotecnologia, agricoltura, agroindustria, aerospaziale, trasporto aereo e navale, farmaceutico. Molte Regioni hanno approvato leggi e programmi specifici per attrarre un flusso maggiore di investimenti.

In un tentativo di snellimento burocratico, dall’1.07.2006, le autorità russe hanno abolito tutte le limitazioni, licenze e permessi necessari all’esportazione o all’importazione di capitali.

Nel 2015 è entrata in vigore la legge federale N 488 "Sulla politica industriale nella Federazione Russa" del 31 dicembre 2014 che determina il quadro giuridico della nuova politica industriale nazionale e presenta nuove misure di sostegno agli investitori nei settori industriali quali ad esempio metallurgia, elettronica, macchinari, industria leggera, prodotti chimici, prodotti farmaceutici, assistenza sanitaria ecc. Nel contesto della transizione dell'economia russa al modello di sostituzione delle importazioni, la legge introduce diversi strumenti e misure a sostegno degli investitori russi e stranieri, i quali agiscono tramite persone giuridiche registrate in Russia, tra cui si distingue il Contratto Speciale di Investimento (“CSI”).

Il governo russo, a sua volta, garantisce all’investitore un’imposizione fiscale agevolata e invariabile durante tutta la durata del contratto.

Questa politica russa continuerà a servire come un incentivo per gli investitori esteri al fine di rivedere i loro modelli di business, basati principalmente sulla produzione industriale all'estero. Tuttavia, considerato il potenziale livello di prestazioni nel settore, in Russia vi è una chiara necessità di modernizzare e migliorare l'efficienza e l'indipendenza degli impianti di produzione: in questo modo per le imprese impegnate nella produzione in Russia si apre un'interessante opportunità per lo sviluppo, tenendo conto dei cambiamenti nella legislazione.

 

Legislazione societaria: i due tipi più comuni di società del diritto societario russo sono la società per azioni, che può essere “pubblica” o “privata” e la società a responsabilità limitata. Queste sono regolate dalla Legge sulle società per azioni e dalla Legge sulle società a responsabilità limitata, rispettivamente. Solo le società per azioni sono in grado di emettere titoli, il che le assoggetta al diritto russo dei valori mobiliari e alle regole imposte dal Servizio federale per i mercati finanziari (FSFM). Nessuno degli azionisti di una S.p.a. o dei partecipanti a una S.r.l. sono responsabili per le obbligazioni della società, e sostengono il rischio di perdite solo nella misura del valore dei loro contributi.

 

Brevetti e proprietà intellettuale[2]

Nonostante gli indubbi miglioramenti normativi apportati, sono ancora frequenti le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale, di marchi e brevetti, di denominazioni d’origine e indicazioni geografiche.

La tutela della proprietà intellettuale nella Federazione Russa è un tema relativamente recente perché, pur avendo ratificato le più importanti Convenzioni internazionali in materia, il regime sovietico – a cui in sostanza ancora faceva riferimento - impediva in pratica lo sviluppo di una sistema di regole in linea con gli standard internazionali.

Il 1° gennaio 2008 è entrata in vigore la Parte IV del Codice Civile russo, che unifica e sistematizza la legislazione della Russia in tema di protezione della proprietà intellettuale; a queste norme sono seguite diverse modifiche ed integrazioni. Oltre a questa normativa, punto di riferimento in materia di proprietà intellettuale è la legge federale sulla tutela della concorrenza (ove la fattispecie rientri nella sfera d’applicazione).

È opportuno ricordare che in materia di proprietà intellettuale la Russia aderisce ai seguenti accordi internazionali: convenzione di Parigi del 1883; Accordo di Madrid del 1891, relativo alla registrazione internazionale dei marchi presso l’Organizzazione Mondiale per la Protezione della Proprietà Intellettuale (OMPI) con sede a Ginevra; Convenzione di Washington del 1970 sulla cooperazione in materia di brevetti (PatentCooperationTreaty - PCT); WCT - WIPO (Ompi) Copyright Treaty (Ginevra, 20 dicembre 1996); WPPT - WIPO (Ompi) “Performance and PhonogramsTreaty” (Ginevra, 20 dicembre 1996); Trattato di Singapore sul Diritto dei Marchi (Singapore 27 marzo 2006).

Per quanto riguarda gli organi competenti per la tutela della proprietà intellettuale, essi sono: RosPatent – l’Agenzia per i brevetti e i marchi di fabbrica; Fips – l’Istituto proprietà industriale c/o RosPatent; Rosapo – l’Agenzia per la tutela giuridica dei programmi software, delle banche dati e delle tecnologie dei microsistemi integrati.

Negli ultimi anni, esattamente dal 1° febbraio 2013 è stata rafforzata la tutela in tema di proprietà intellettuale con l’istituzione della corte specializzata in proprietà intellettuale disposta con legge n. 4-FKZ del 6 dicembre 2011. Le controversie in materia di proprietà industriale pendenti innanzi a tribunali ordinari alla data in cui la corte è diventata operativa, continueranno ad essere di competenza di tali tribunali.

 

Sistema fiscale

Anno fiscale: 1 gennaio – 31 dicembre.

Imposta sui redditi delle persone fisiche: 13% per residenti e 30% per non residenti. Vige il World Wide Principlein base al quale i residenti sono soggetti a imposizione sul reddito ovunque prodotto mentre per i non residenti l’imposizione è limitata ai redditi prodotti nel Paese. Si considera fiscalmente residente il soggetto che ha soggiornato nella Federazione per almeno 183 giorni, anche non consecutivi, nell’anno fiscale o è di nazionalità russa.

Tassazione sulle attività di impresa: 20%

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 20% 

 


[1] Fonte: http://www.ccir.it/ccir/speciale-sanzioni/

[2]Fonte: L. Brevetti della FR 1317-1 del 23.09.1926; L. marchi, marchi di servizio e nominativi dell'origine di merci 3520-1 del 23.09.1924

 

“Business Atlas 2019: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 19/10/2019^Top^
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