Aspetti Normativi (PARAGUAY)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi

Tutte le merci importate sono soggette a dazi sino al 24%, secondo la tariffa armonizzata comune del Mercosur, a eccezione di 100 articoli basici, 150 addizionali e 399 che fanno parte di una lista specifica convertita in tariffa comune nel 2006.

Per quanto riguarda gli scambi commerciali, con l’UE, il Paraguay è stato ammesso al Sistema di Preferenze Generalizzato Plus (SPG+), regime speciale di incentivi per promuovere lo sviluppo sostenibile e il buon Governo, in base al quale vengono concesse tariffe agevolate supplementari per circa 6.500 prodotti. Gli esportatori europei non sono destinatari di tariffe preferenziali sulle importazioni in Paraguay. È applicata la clausola della nazione più favorita.

Sdoganamento e documenti di importazione: l'importazione si effettua mediante la presentazione di un formulario per lo sdoganamento (entro 15 giorni dall'entrata della merce nel Paese), presentato dallo spedizioniere autorizzato presso la Dogana e accompagnato dai seguenti documenti: riconoscimento di imbarco o guida aerea, fattura commerciale, fattura consolare. Se richiesti: certificato di origine, dichiarazione del valore della dogana, documenti bancari. Sono richieste licenze di importazione per armi e munizioni.

Classificazione doganale delle merci: Nomenclatura doganale del Paraguay.

Restrizioni alle importazioni: non presenti. Il Paese aderisce al WTO e all'ALADI (Associazione per l'integrazione Latino-Americana) che prevede l'adozione di tariffe bilaterali preferenziali tra i 10 Paesi membri.

Importazioni temporanee: il regime consente l'introduzione nel territorio del Paese, in esenzione doganale, di materie prime o semilavorati destinati a essere sottoposti a trasformazione, con l'obbligo di successiva esportazione entro un tempo stabilito (12 mesi, limite che può essere prorogato una sola volta).

 

Attività di investimento e insediamenti produttivi nel Paese

Qualsiasi merce importata è commercializzabile mediante importatori, distributori, agenti e/o venditori. È in vigore una normativa che disciplina gli accordi di rappresentanza, con particolare riferimento alle relazioni commerciali di agenti e distributori con imprese straniere. La concessione di licenze per l'utilizzo nella produzione locale di marchi internazionali è molto diffusa.

Normativa per gli investimenti stranieri: gli investimenti stranieri non soggiacciono a una licenza governativa. La L.60/90 (modificata con Decreto 22.031/2003) ha concesso nuove agevolazioni ai capitali stranieri: esonero totale dalle imposte doganali, abbattimento di tasse interne sulle importazioni di beni di capitale, materie prime e IVA per i macchinari e capitali importati, esenzione del 95% delle imposte sul reddito per un periodo di 5 anni per le imprese ammesse ai benefici della legge e altre facilitazioni. Nessuna attività è preclusa agli investitori esteri, anche se viene accordata la preferenza per iniziative che valorizzino le materie prime e diano occupazione. La L.1064/97 (De Maquila) permette la creazione di imprese di assemblaggio, denominate maquiladoras, fino al 100% di capitale straniero che, a fronte di garanzie e libere da dazi doganali, hanno licenza di importare temporaneamente beni capitale, equipaggiamenti, materie prime, beni di consumo, etc. da utilizzare in processi industriali o di servizio destinati all’assemblaggio per la successiva riesportazione nel Paese di origine o in qualsiasi parte del mondo. La L. 5012/13 (Alleanza Pubblico Privata - APP) prevede che i contratti di partecipazione Pubblico-Privato che si applichino a progetti per la realizzazione di infrastrutture e per la gestione di servizi. Stimolando l’afflusso di risorse private, con la stipula di Power Purchase Agreement. Altre leggi sugli investimenti stranieri sono: L. 434/94 sulle obbligazioni in moneta straniera e la L. 1045/83 che stabilisce il regime di opere pubbliche. La L. 117/91 riserva pari trattamento tra investimenti locali e stranieri, estendendone uguali garanzie (diritti e doveri) senza altre limitazioni che quelle stabilite dalla legge.

Legislazione societaria: le società più diffuse sono la Società Anonima (SA), la Società a Responsabilità Limitata (SRL) e la Società Cooperativa (COOP). Le società estere che intendano operare in Paraguay devono espletare le seguenti fasi: il consiglio di amministrazione deve deliberare l'apertura della succursale, agenzia o ufficio di rappresentanza nel Paese; dimostrare che la società sia stata costituita secondo le leggi del Paese di origine e fornire un capitale di ca. 8.342€; nominare un rappresentante legale.

Per quanto riguarda la costituzione di joint venture, il codice civile del Paraguay non ne disciplina in modo specifico il funzionamento, ma stabilisce che gli interessati possano disporre liberamente dei loro diritti mediante la stipula di contratti con la sola osservanza delle norme imperative della legge. La legge 117/91 sugli investimenti (cap. contratti società miste), regola la costituzione di società a capitale locale e straniero. È concessa facoltà alle persone fisiche, paraguaiane o straniere e alle persone giuridiche domiciliate e con rappresentanza in Paraguay, di costituire fra loro una società a capitale misto per lo svolgimento delle attività consentite dalla legge. Le persone fisiche o giuridiche straniere che stipulano contratti di società mista devono attenersi alle leggi locali, fissando il proprio domicilio in Paraguay e adempiendo alle altre disposizioni stabilite dalla legislazione nazionale.

 

Brevetti e proprietà intellettuale

I principali benefici derivanti dalla registrazione dei brevetti sono: la protezione giuridica del titolare, il diritto esclusivo allo sfruttamento e alla commercializzazione, la tutela giudiziaria contro la concorrenza sleale. La validità di un brevetto è ventennale, non rinnovabile, a decorrere dalla data di presentazione della richiesta. I brevetti registrati in Paraguay hanno valore solo sul territorio nazionale. Il Paese aderisce della Convenzione di Parigi.

 

Sistema fiscale

Anno fiscale: 1 gennaio - 31 dicembre.

Imposta sul reddito delle persone fisiche: 10%

Tassazione sulla attività delle imprese: 10%; sui dividendi, royalties e interessi corrisposti ai non residenti si applica una tassa addizionale del 5% sull’importo netto pagato. Per le imprese domiciliate all’estero, gli azionisti dovranno pagare il 15% sull’importo netto.

Imposta sul valore aggiunto (VAT): dal 5% al 10%.

Imposta selettiva al consumo (ISC): dal 5% al 12% questa imposta si applica ai prodotti il cui consumo si considera socialmente indesiderabile e ai beni considerati di lusso.

 

“Business Atlas 2018: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 02/08/2018^Top^
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