Aspetti Normativi (CILE)

 

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi[1]

Non si riscontrano particolari difficoltà d’accesso al mercato locale da parte di merci o aziende straniere.

Il Paese ha un sistema di imposte doganali basso e uniforme. Il Diritto Doganale ammonta al 6% ad valorem e si applica a tutti i beni classificati nel dazio. Tale imposta è dovuta per ogni prodotto importato, in aggiunta all’IVA del 19%.

I numerosi accordi commerciali stipulati hanno favorito la riduzione dei dazi doganali rendendoli in alcuni casi nulli. A seguito dell’entrata in vigore dell’Accordo di Associazione UE-Cile sono state introdotte nuove facilitazioni al commercio di vino, prodotti animali, piante e vegetali, in materia di dogane, norme tecniche, standard di qualità e conformità. In forza di tale Accordo, i dazi doganali applicati alle merci provenienti dall’Europa sono nulli.

Sdoganamento e documenti di importazione: per tutte le importazioni il cui valore FOB superi USD 1.000, sussiste l’obbligo di presentare il DUS, Documento Unico de Salida, cioè la Dichiarazione di Importazione (bolla di imbarco, modulo informativo per il Banco Central, fattura commerciale, certificato di assicurazione, nota di spesa, elenco prodotti contenuti nell’imballaggio, certificato di origine) presso il Servizio della Dogana.

Classificazione doganale delle merci: sistema armonizzato.

Restrizionialle importazioni: alcune difformità di trattamento sussistono solo per grano, farina e zucchero, ai quali si applicano dazi più elevati. Per l’importazione di prodotti alimentari (soprattutto carne, prodotti caseari, animali vivi e prodotti di origine vegetale) è presente una normativa fitosanitaria rigorosa, la cui applicazione è affidata al SAG (Servicio Agricola y Ganadero– Servizio per l’agricoltura e l’allevamento).

Per quanto riguarda l’importazione di bevande alcoliche, medicinali, tabacchi, armi ed esplosivi, è necessaria, ai fini dello sdoganamento, una certificazione ad hoc.

Importazioni temporanee[2]: il regime di importazione temporanea è autorizzato (o prorogato) dal Direttore Regionale o dall’Amministratore di Dogana. I documenti di base necessari per la Dichiarazione di Ammissione Temporanea sono gli stessi che si rendono necessari per una comune Dichiarazione di Ingresso, e sono disponibili in versione cartacea o elettronica. Le importazioni temporanee non possono essere commercializzate, cedute, trasformate o utilizzate senza aver prima risposto agli obblighi doganali. L’introduzione temporanea di merce è gravata da una tassa il cui importo è una percentuale variabile sul totale delle imposte doganali e di importazione, in funzione del periodo di stazionamento della merce (dal 2,5% al 20% per periodi non superiori ai 120 giorni; Del 100% oltre i 120). I Direttori Regionali e gli Amministratori di Dogana potranno prorogare la scadenza.

 

Attività di investimento ed insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri: gli investimenti diretti esteri sono regolati da due strumenti legali: il primo è il Capitolo XIV del Compendio per le regolazioni degli scambi esteri della Banca Centrale Cilena. Il secondo è il DL. No. 600 (Estatuto de Inversión Extranjera) oggi rinnovato quasi totalmente dalla legge No. 20.848  promulgata il 16 Giugno 2015.

Il Capitolo XIV del Compendio della Banca Centrale rigurda principalmente prestiti, depositi, investimenti effettuati da Paesi esteri per un minino di US$ 10.000. Nel caso in cui gli investitori decidano di apportare capitale sotto la copertura di questo strumento,  non sono costretti a firmare alcun contratto d’investimento con il Governo Cileno non ricevendo tuttavia una serie d’importanti agevolazioni fiscali.

La legge No. 20.848 ha sostituito quasi totalmente il DL. No.600. Secondo la nuova normativa, il Presidente della Repubblica Cilena potrà determinare la strategia d’investimento, la loro promozione grazie anche al supporto della Commissione dei Ministri per la promozione degli Investimenti esteri. È stata poi istituita una nuova Agenzia per la promozione degli Investimenti Esteri.

La nuova legge garantisce il libero accesso ai mercati di scambio stranieri, la possibilità di ritiro immediato dei capitali nel momento in cui si generino profitti e, nel caso in cui si rispettino specifici parametri, esenzione fiscale.

Tutti i contratti sottoscritti con il DL. No. 600 saranno rispettati e, per un periodo massimo di quattro anni, sarà possibile utilizzare ancora questo strumento con la clausola di una tassazione del 44,55%.

Lo Statuto di Investimento Estero (D.L. 600, Estatuto de Inversión Extranjera), stabiliva un quadro normativo estremamente favorevole caratterizzato da importanti agevolazioni fiscali tra cui il libero rimpatrio dei profitti. Altre importanti misure da segnalare sono: l’investitore straniero può capitalizzare gli utili in imprese terze, e non solo nella stessa che ha ricevuto l’investimento iniziale, o in un’altra società nella quale mantenga investimenti sotto questo meccanismo di trasferimento di capitali; L’investitore è autorizzato a capitalizzare o reinvestire il 100% degli utili difesi dal D.L. 600 senza che questi vengano nuovamente computati a livello di imposta sui redditi. Il Decreto Legge 600 regolamenta gli investimenti con un capitale sino a USD 10.000; per gli investimenti superiori a questa quantità, si fa riferimento al Capitolo XIV del Compendio de Normas de Cambio Internacionales.

Legislazione societaria: il diritto in materia è regolamentato dal Codice di Commercio e da diverse altre fonti normative, tra cui leggi, decreti e regolamenti.

Il primo tramite, che ogni persona fisica o giuridica che voglia avviare un’attività economica in Cile, deve ottenere, è il Ruolo Unico Tributario (RUT), documento rilasciato in qualunque ufficio del paese dal Servicio de Impuestos Internos. In seguito, è necessario definire la tipologia societaria più adatta. L’ordinamento giuridico cileno prevede: Società Individuale a Responsabilitá Limitata (EIRL); Società a Responsabilità Limitata; Società Anonima (aperta o chiusa). L’investitore straniero dovrà poidichiarare l’inizio dell’attività (Iniciación de Actividades) presso il Servicio de Impuestos Internos.

 

Brevetti e proprietà intellettuale

Inizialmente brevetti e proprietà intellettuale (industriale e non) erano regolati dalla legge            N° 19.039. Dopo la sottoscrizione di una serie di trattati internazionali sono state applicate una serie di modifiche: Legge N° 19.996 (2005); Legge N° 20.160 (2007); Legge N° 20.569 (2012)

La Legge 20.569, stabilisce che il Dipartimento di Proprietà Industriale (DPI), organismo statale dipendente dal Ministero dell’Economia, è l’ente incaricato del trattamento delle richieste, il rilascio dei titoli e la fornitura dei servizi relativi alla Proprietà Industriale.

Dopo la sottoscrizione del Trans Pacific Partnership, avvenuta nel febbraio 2016, sono in fase di revisione alcuni ambiti specifici di brevetti e proprietà intellettuale (come ad esempio quello sulla protezione dei prodotti farmaceutici e di organismi geneticamente modificati).

 

Sistema fiscale

L’attuale sistema fiscale è il risultato di una serie di riforme profonde che hanno riguardato l’interosistema tributario negli ultimi due decenni. Questo processo ha dato origine a un sistema fiscale che, in termini di comparazione sul piano internazionale, soddisfa mediamente gli obiettivi economici e amministrativi propri di un sistema tributario. Il valore del carico fiscale è di circa il 20% del PIL, nella media dei parametri internazionali.

 

Anno fiscale: 1 gennaio - 31 dicembre.

 

IMPOSTA SUI REDDITI DELLE PERSONE FISICHE

reddito imponibile netto mensile

Valori in pesos[3]

DA

A

Fattore

0 - 583.173,00

Esente

583.173,01 - 1.295.940,00

2,20%

1.295.940,01 - 2.159.900,00

4,52%

2.159.900,01 - 3.023.860,00

7,09%

3.023.860,01 - 3.887.820,00

10,62%

3.887.820,01 - 5.183.760,00

15,57%

5.183.760,01 - 6.479.700,00

19,55%

Oltre 6.479.700,01

Oltre 19,55%

 

Tassazione sulle attività di impresa: 20%. A seguito dell’entrata in vigore della legge 1739 del 2014, c.d. riforma tributaria, a partire dal 2018 la tassazione salirà al 27%.

Imposta sul valore aggiunto (VAT): 19%.

 

 


[1] Fonte: Aduana de Chile; Infomercati.it

[2] Fonte: Dirección Nacional de Aduanas, www.aduana.cl

[3] Servicio Impuestos Internos de Chile

 

 

“Business Atlas 2017: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 28/11/2017^Top^
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