Aspetti Normativi (ARGENTINA)

Con l’insediamento del nuovo Governo, l’”Administración Federal de Ingresos Públicos” (AFIP – la locale Agenzia delle Entrate, alla quale fa capo la dogana locale) ha pubblicato la Risoluzione n. 3823 del 21/12/2015, che stabilisce la sopressione dell’anteriore Regime di “Dichiarazione Giurata Anticipata d’Importazione” e l’entrata in vigore del S.I.M.I. – Sistema Integrale di Monitoraggio alle Importazioni.

Questa nuova operatoria è stata concepita al fine di snellire tutte le pratiche di commercio estero e soprattutto di modificare la politica generale di restrizione alle importazioni attraverso vari meccanismi protezionistici applicati dal 2012. In pratica, con il S.I.M.I. si ritorna al sistema precedente e cioè al provvedimento che prevede “licenze automatiche” e “licenze non automatiche” previsto dalla O.M.C.

L’importatore dovrà realizzare le dichiarazioni di importazione tramite il cosidetto S.I.M.I. Queste dichiarazioni avranno una validità di 180 giorni a partire dell'approvazione. Dette dichiarazioni saranno messe a disposizione degli organismi di “intervento previo”, a seconda della merce in questione (per ulteriori approvazioni). Detti organismi dovranno dare un parere in un periodo di non più di 10 giorni (che eventualmente si può ampliare a seconda dell’adempimento o meno dei requisiti richiesti).

Il 22/12/2015 inoltre il Ministero della Produzione ha pubblicato la Risoluzione 5/2015 riguardante le Pratiche delle Licenze Automatiche e Non Automatiche. Secondo quanto previsto, delle 19.000 voci doganali presenti in Argentina, sono adesso circa 1.400 le voci doganali che dovranno tramitare le Licenze Non Automatiche di Importazione.

Altre decisioni importanti che sono state prese dalla nuova amministrazione comprendono la soppressione dei divieti di pagamento all’estero delle royalties, il divieto di rimpatrio dei redditi delle imprese di origine straniera e le limitazioni all’acquisto di valuta.

Dal 16/12/2015 non é più in vigore l’autorizzazione preventiva della locale Agenzia delle Entrate (AFIP) e del Banco Central per tutti gli acquisti di valuta effettuati nel Paese (Comunicación “A” 5850 del Banco Central e Ris. N. 3 del Ministero alle Finanze, entrambe del 16/12/2015).

Per i pagamenti di debiti per importazioni di beni si potrà acquistare valuta d’accordo con il seguente cronogramma:

-Da gennaio a maggio 2016 la cifra che ogni importatore potrà trasferire non potrà essere superiore ai 4,5 mln di U$S per ogni mese calendario.

-A partire da giugno 2016 non ci sarà nessuna limitazione per i trasferimenti all’estero.

Per i pagamenti di debiti per importazioni di servizi si potrà acquistare valuta d’accordo con il seguente cronogramma:

-Da febbraio 2016 la cifra che ogni importatore potrà trasferire non potrà essere superiore ai 2 mln di U$S per ogni mese calendario.

-Da marzo a maggio 2016 la cifra che ogni importatore potrà trasferire non potrà essere superiore ai 4 mln di U$S per ogni mese calendario.

-A partire da giugno 2016 non ci sarà nessuna limitazione per i trasferimenti all’estero.

 

ASPETTI  NORMATIVI  E  LEGISLATIVI (BUSINESS ATLAS 2018) 

Regolamentazione degli scambi[1]

Sdoganamento e documenti di importazione: lo sdoganamento della merce è disciplinato dal Codice Doganale con legge 22415 del 2.03.1981, modificata con leggi 23353, 23664, 23860 e 23968 e completata dai rispettivi decreti di attuazione.

Tutti i prodotti importati devono avere autorizzazione ai fini dell’ingresso nel Paese dal Governo, tranne quelli con valore compressivo (FOB+NOLO+ASSIC) inferiori a 100 USD (90€).

Dal dicembre 2015 è in vigore il Sistema Integrale di Monitoraggio delle Importazioni (SIMI),

con la soppressione dell’anteriore Regime di “Dichiarazione Giurata Anticipata d’Importazione”. Questa nuova operatoria è stata concepita al fine di snellire tutte le pratiche di commercio estero, e soprattutto di modificare la politica generale di restrizione alle importazioni attraverso vari meccanismi protezionistici applicati dal 2012. In pratica, con il S.I.M.I si torna al sistema precedente, e cioè al provvedimento che prevede “licenze automatiche” e “licenze non automatiche” previsto dalla O.M.C. delle 19.000 voci doganali presenti in Argentina. Le licenze automatiche vengono rilasciate entro due o tre giorni lavorativi. Le licenze non automatiche saranno messe a disposizione degli organismi di “intervento previo”, a seconda della merce in questione (per ulteriori approvazioni). Detti organismi dovranno dare un parere in un periodo di non più di 10 giorni (che eventualmente si può ampliare a seconda dell’adempimento o meno dei requisiti richiesti). Queste dichiarazioni avranno una validità di 180 giorni a partire dell'approvazione. Dopo il pagamento dei dazi, delle tasse e delle imposte pertinenti, l’Autorità doganale, costatato che nulla osta allo sdoganamento diretto, verifica la documentazione di accompagnamento presentata dallo spedizioniere, in particolare: a) certificazione delle firme

sulla polizza di carico, con la rispettiva girata per lo sdoganamento; b) Certificato di origine, ove richiesto; c) Packing list; d) Fattura commerciale originale e 3 copie, con il visto consolare, ove richiesto; e) Fattura relativa al nolo marittimo o al trasporto aereo; f) Eventuali certificati richiesti dalla natura della merce; g) Eventuali certificati di licenze non automatiche.

Classificazione doganale delle merci:[2] Le autorità doganali argentine hanno incorporato il sistema Harmonized System Codes (HS codes) al fine di classificare i beni e assegnare le tariffe. Tale codice è la base per la nomenclatura comune del Mercosur (NCM) che si applica ai Paesi membri.  I tassi ad valorem sono calcolati sulla base del valore CIF (cost, insurance and freight). Le tariffe variano in base al tipo di bene, dallo 0 al 35%. Dipendendo dalla classificazione dei beni, le importazioni possono anche essere soggette al pagamento di una tariffa di statistica dello 0,5% che non può eccedere l’ammontare di 500/USD. Regole speciali si applicano al commercio intra-Mercosur.  Il 2.08.2010 è stato approvato il nuovo codice doganale del Mercosur, il quale prevede l’eliminazione della doppia imposizione fiscale esterna e la definizione dei diritti d’importazione. Tale legge 26.795 è stata aggiornata il 10.12.2012.

Oltre ai dazi ad valorem, esistono, per alcune merci, diritti d’importazione minimi specifici (DIEM), fissati periodicamente dal Ministero dell’Economia. Le merci all’importazione per consumo, sono soggette (oltre al dazio) a: a) la già citata tassa di statistica (0,5%); b) IVA (21%); c) IVA complementare (20%); d) anticipo dell’imposta sui redditi (3%); e) imposte interne, ove presenti. Sono esenti da dazio e tassa statistica e godono di IVA ridotta al 10,5% le importazioni di beni strumentali (Decreto 8.2001), f) Risoluzione 11.2013 toglie il 95% delle Licenze, l’unico certificato in vigore è il Régimen de Certificación Obligatoria de requisitos de Seguridad para Bicicletas (Resolución Nº 220/2003 (SICyPME) - Legge N° 24.449, del Tipo Licencia para la Configuración de Modelo (L.C.M.)), che fu incorporato nel “Sistema Integrado de Comercio Exterior” (SISCO) tramite la Risoluzione N° 496/2011 (SIC); g) A gennaio 2013 il Governo argentino ha disposto l’aumento del dazio di importazione per un centinaio di prodotti al 35% (limite consentito dall’OMC). Le aliquote dei dazi sono soggette a frequenti modifiche per cui si suggerisce agli operatori di consultare, via e-mail, le CCIE in Argentina.

A partire da Dicembre 2015, l’Argentina ha eliminato le tariffe all’esportazione, a eccezione di alcuni prodotti (soia e prodotti contenenti soia, olio di soia, biodiesel, certi tipi di pelli, certi tipi di sughero e alcuni scarti in ferro e acciaio).

 

Restrizione alle importazioni [3]

La risoluzione 909 del 29.07.1994 è stata modificata con Decreto Presidenziale 1205/2016 (Regime di importazione definitiva per consumo di beni usati), al fine di flessibilizzare l’importazione di tali merci che, come manifestato dal potere esecutivo, costituiscono un’alternativa valida, soprattutto per le piccole e medie imprese, per incorporare macchinari, tecnologia più avanzata e migliorare la produttività. Pertanto, è stato istituito il certificato di Importazione di Beni Usati (CIBU), che dovrà essere presentato alla Direzione Doganale Generale, dipendente dall’AFIP, per l’importazione definitiva di beni usati compresi nei capitoli dall’84 al 90 della nomenclatura comune del Mercosur, così come delle parti o componenti da incorporare agli stessi. Eccezionalmente, in caso di merci non incluse nelle categorie tariffarie di cui sopra, l’Autorità Doganale potrà autorizzare comunque l’ingresso di tali merci in base al presente regime. I beni usati saranno soggetti a un diritto di importazione del 14% e un diritto d’importazione pari al 7% se compresi nelle categorie tariffarie della Nomenclatura Comune del Mercosur.  I CIBU avranno una vigenza di 120 giorni lavorativi a partire dalla data di emissione. Rimangono comunque esclusi i container del tipo utilizzato nel trasporto marittimo di merci.

Importazioni temporanee: il regime di ammissione temporanea (RAT) è disciplinato dalla Risoluzione ministeriale (M.Ec. y O. y S. P.) 72 del 20.01.1992. Il RAT può essere impiegato per l’importazione di prodotti primari ed intermedi utilizzati per produrre merce destinata all’esportazione. Tali beni devono essere riesportati entro 180 giorni, salvo ottenimento di proroghe.

 

Attività di investimento ed insediamenti produttivi nel Paese[4]

Normativa per gli investimenti stranieri: disciplinati dalla Legge 21.382 del 1980 e successive modifiche, il cui testo, ordinato nel 1993, è stato approvato con Decreto 1853/93. Agli investimenti esteri è assicurata la parità giuridica con le imprese locali e non vi sono restrizioni al rimpatrio di capitale e profitti. Le procedure di approvazione dei progetti sono automatiche e nessuna attività produttiva è preclusa all’investimento straniero, ad eccezione di quelle strategiche. Parimenti non esiste restrizione alcuna all’acquisto da parte di persone giuridiche e di persone fisiche di partecipazioni di minoranza o di azioni alle Borse valori, siano esse residenti o non residenti in Argentina. L’amministrazione del Presidente Macri è sensibilmente più orientata verso l’apertura agli investimenti stranieri, d’accordo con gli obiettivi stabiliti nel decreto 411/2016. In base al suddetto, il Sottosegretariato per la Promozione Commerciale e lo Sviluppo degli Investimenti, promuoverà azioni nei seguenti ambiti: Formulazione di strategie e politiche per incentivare gli investimenti di imprese straniere nel Paese che complementino gli investimenti domestici, tanto per lo sviluppo nazionale come per l’internazionalizzazione delle imprese locali; Fomentare associazioni strategiche tra compagnie locali e straniere; Elaborazione di piani di azione per la promozione delle esportazioni e definizioni di strategie di promozione e partecipazione a fiere, concorsi e missioni all’estero di carattere economico e commerciale.[5]         Come detto sopra, non esistono restrizioni agli investimenti stranieri, fatta eccezione per alcuni settori strategici come le telecomunicazioni, la difesa e il gas. Inoltre, la nuova amministrazione ha determinato che i profitti potranno essere liberamente trasferiti, e la Banca Centrale ha eliminato le restrizioni precedentemente esistenti in tal senso ( escluse le restrizioni previste dalla legislazione in materia di riciclaggio di denaro). La Banca Centrale ha anche modificato il regolamento riguardante l’acquisizione estera di entità argentine, che ha ovviamente delle ripercussioni importanti sul flusso di capitali in ingresso e in uscita dal Paese. Attualmente, gli investitori esteri possono acquisire una compagnia e operare nei mercati finanziari senza alcuna forma di approvazione previa da parte del Governo. L’Argentina sta dunque reintegrandosi all’economia mondiale sul piano dei flussi di capitale e investimenti.

Legislazione societaria:[6] per costituire in Argentina una rappresentanza o filiale di società italiana è prevista una specifica procedura; in Italia è richiesta la redazione di un verbale con il quale il Consiglio di Amministrazione decide di aprire un proprio ufficio di rappresentanza o filiale in Argentina, e, presso un notaio, di una procura a favore della persona incaricata di sbrigare le pratiche in Argentina, nonché una copia della scheda anagrafica della società presso il Registro delle Imprese e la presentazione presso la Procura del Tribunale della giurisdizione, della documentazione suddetta, accompagnata da una copia degli Statuti della società, del verbale dell’ultima Assemblea che nomina i Consiglieri di Amministrazione e del verbale della successiva riunione del Consiglio di Amministrazione sulle cariche sociali. In Argentina occorre procedere alla traduzione della documentazione suddetta da parte di un traduttore giurato iscritto nell’apposito Albo e presentazione di tutta la documentazione presso il Registro Pubblico di Commercio.

Lo strumento più utilizzato in Argentina è la Unión Transitoria de Empresas (UTE) o Joint Venture, promossa generalmente per eseguire grandi lavori o prestare determinati servizi, come, ad esempio, l’esplorazione e perforazione di giacimenti di gas o petroliferi e l’esecuzione di grandi lavori pubblici. La UTE è disciplinata dalla Legge 19.550 sulle società (Artt. 377 e seguenti).

 

 

Brevetti e proprietà intellettuale

I brevetti e i modelli di utilità sono disciplinati dalla Legge 24.481, modificata dalla Legge 24.572 e modificata dalla Legge 25.859. L’organismo competente è l’INPI - Instituto Nacional de Propiedad Industrial che protegge il Diritto degli Inventori concedendo due possibili tipi di Titoli di Proprietà Industriale: i brevetti e i modelli di utilità. Il brevetto permette all’autore di un prodotto il suo sfruttamento per 20 anni improrogabili a partire dalla data di presentazione della richiesta, mentre il modello di utilità permette lo sfruttamento esclusivo del prodotto per una durata di 10 anni improrogabile a partire dalla data di presentazione della richiesta

La registrazione di un marchio concede al suo titolare l’esclusività d’uso per 10 anni, essendo il titolo di proprietà prorogabile ogni 10 anni. La proprietà intellettuale è regolata dalla Legge 11.723 e successive modifiche.

 

Sistema fiscale[7]

Anno fiscale: 1 gennaio-31 dicembre.

L’importo delle spese fiscali stimato per il 2017 è pari a 3,23% del PIL. L’imposta sul valore aggiunto sosterrà il 43% delle spese fiscali, per un valore del PIL pari all’ 1,39%. I costi fiscali che gravano sull’imposta sui redditi, pari al 27% del totale, raggiungeranno un valore pari allo 0,87% del PIL. I maggiori benefici previsti per questo tributo corrispondono alle esenzioni degli interessi attivi finanziari (titoli di Stato, depositi bancari e obbligazioni negoziabili) e delle entità no-profit. Nei contributi previsti per la sicurezza sociale, la spesa fiscale più importante corrisponde alla riduzione delle tasse che gravano sul datore di lavoro, che variano in base all’area geografica, beneficio che avendo la forma di un credito fiscale sull’IVA, colpisce la riscossione della stessa. Per quanto riguarda l’Imposta sui Carburanti, la maggior parte di tali spese dipende dalle differenze delle aliquote che si applicano alla benzina, al gasolio (considerando solo l’uso di automobili) e al gas naturale compresso e all’attuale esenzione per i combustibili usati nel sud del paese.

 

Imposta sui redditi delle persone fisiche (valore in pesos argentino)[8].

 

Imposta sui redditi delle persone fisiche (ARS)

Reddito

Valore:

0 - 20.000

5 %

20.000 – 40.000

1.000 + 9% oltre 40.000

40.000 - 60.000

2.800 + 12% oltre 60.000

60.000 - 80.000

3.200 + 15% oltre 80.000

80.000 - 120.000

8.200 + 19% oltre 80.000

120.000 - 160.000

15.800 + 23% oltre 120.000

160.00 -240.000

25.000 + 27% oltre 160.000

240.000 – 320.000

46.600 +31% oltre 240.000

320.000 – in avanti

71.400 + 35% oltre 320.000

 

Tassazione sulle attività di impresa: 35%

Imposta del valore aggiunto: 21%

 

 

 


[1] Fonti: Doing Business in Argentina e AFIP 

[2] Fonte: Doing Business in Argentina

[3] Fonte: Informacion Legislativa y Documental

[4] Fonte: Ministerio de Relaciones Exteriores y Culto de la República Argentina

[5] Fonte: Doing Business in Argentina

[6] Fonte: Información legislativa y Documental (www.infoleg.gob.ar)

[7] Fonte: Miniserio de Hacienda y Finanzas Públicas

[8] Fonte: Miniserio de Hacienda y Finanzas Públicas

 

Informazioni ICE e Camere di Commercio italiane in Argentina. Aggiornamenti a cura dell'Ambasciata d'Italia. Aspetti normativi e legislativi: “Business Atlas 2018: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 01/08/2018^Top^
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