Aspetti Normativi (CINA)

Importazione

Diritti di confine: Le merci importate in Cina sono soggette al pagamento del dazio, l’imposta sul valore aggiunto e l’imposta di consumo. Il dazio è calcolato sulla base di aliquote differenziate per tipologia ed origine del  prodotto. Per l’Italia, quale paese appartenente al WTO, l’applicazione del GATT (GeneralAgreement on Tariffs and Trade) comporta aliquote di calcolo del dazio all’importazione ridotte rispetto a quella generale (aliquota prevista per le Most Favourite Nations MFN). Ulteriori riduzioni tariffarie sono previste in via generale sulla base di quote tariffarie per un numero limitato di prodotti tra cui farina, mais, riso, zucchero, lana, cotone e fertilizzanti.  Ulteriori riduzioni ed esenzioni daziarie sono applicate in Zone Economiche Speciali , alle Zone di Sviluppo Economico e tecnico, ai Parchi per i Progetti di Sviluppo ad Alta tecnologia (vedi il Catalogue of Industries for Guiding Foreign Investment).  Una specifica esenzione è infine prevista per le importazioni dei materiali necessari per la realizzazione dello stadio  e per le donazioni effettuate da associazioni e governi in occasione delle olimpiadi invernali del 2022.

La determinazione del valore imponibile ai fini daziari non ha in Cina alcuna particolarità  rispetto alle regole stabilite internazionalmente e recepite dal WTO (generalmente il valore di transazione calcolato  delle merci franco confine cinese). In linea con gli standard  internazionali vi è inoltre la possibilità di chiedere alle dogane un parere vincolante sulla classifica della merce che determina l’aliquota daziaria applicabile al prodotto,  e che in Cina ha validità a livello di distretto doganale e non nazionale.   E’ inoltre prevista la possibilità di richiedere alle dogane un valutazione preventiva di congruità del valore della merce per spedizioni multiple di prodotti identici importati sulla base di un unico contratto.   

Oltre al dazio per le merci importate si applica il Value Added Tax – VAT  (IVA) calcolata secondo tre aliquote  a seconda del prodotto. Per la maggior parte dei prodotti e’ pari al 17% del valore della merce e dazio.

Per le importazioni di alcol, fuochi d’artificio, cosmetici, gioielli, pneumatici, motociclette e motoveicoli, petrolio, yachts, prodotti da golf, olio per motore, orologi di lusso, bacchette di legno usa e getta e tabacco si applica inoltre la Consumption Tax (imposta sul consumo) corrispondente ad un diritto di accisa gravante sia sui beni importati che quelli venduti sul territorio nazionale.  Il calcolo della ConsumptionTax si basa su un sistema misto valore – quantità e aliquote che variano a secondo del tipo di prodotto. Le aliquote  variano dal  1% al 40%  (calcolo  basato sul valore). 

Le esportazioni sono esenti dal pagamento di dazi, con l’eccezione di alcuni prodotti tra cui le materie prime rare (rare-earth), ed IVA. Sempre all’esportazione è previsto per alcuni prodotti un meccanismo di rimborso forfettario, il tax rebate, che sostanzialmente costituisce  la detraibilità dell’IVA per le merci destinate all’esportazione. L’aliquota varia a secondo del tipo di prodotto, con un massimo del 17%.  Le condizioni per la concessione del tax rebate (rimborso da parte del tax authority) è che la società abbia pagato l’IVA all’atto dell’acquisto, che sia considerata un esportatore abituale sulla base del volume di vendite all’estero e che effettui una operazione di esportazione in dogana.

Certificazione di qualita’. Dal 2003 la Cina ha istituito il sistema di Certificazione CCC (China Compulsory Certification) un marchio obbligatorio relativo alla sicurezza e alla qualità dei prodotti venduti sul mercato cinese, assimilabile al marchio CE in ambito comunitario. Il marchio è previsto per poter importare, vendere o usare commercialmente prodotti in Cina.  La lista dei prodotti che devono ottenere la certificazione CCC, le categorie rilevanti e le specifiche tecniche sono contenute nel Catalogue of the Products under Compulsive Certification of the State pubblicato e costantemente aggiornato sul sito del China Quality Certification Centre.

Tassazione applicabile al cross border e-commerce

La normativa cinese prevede delle particolari esenzioni per gli acquisti di modico valore effettuati su internet di prodotti esteri, che fa eccezione alla regola generale di esenzione per  prodotti i cui diritti di importazione non superano i 50 RMB (circa 6 euro). Una prima  disposizione è infatti applicata  alle spedizioni postali ed è valida per acquisti individuali fino a 1000 RMB (circa 128 euro  e con un limite di 500 RMB di diritti applicabili all’importazione). Per queste spedizioni si applicano  tariffe del 15% (es. prodotti dell’editoria, materiale informatico, prodotti alimentari e bevande non alcoliche, mobilio etc.) , 30% (materiale sportivo, tessili , biciclette etc.)  e 60% (sigarette, gioielleria, alcolici, cosmetici etc.)  che comprendono dazio , IVA ed imposta sul consumo.

Ulteriori agevolazioni sono state introdotte per gli acquisti on line effettuati su alcune piattaforme internet che rispondano ad alcune particolari regole (tra cui fornire direttamente alla dogana i dati relativi agli acquisti). Le agevolazioni di carattere fiscale riguardano gli acquisti a titolo personale di articoli il cui valore non supera 2.000 RMB  (circa 256 EURO) con un limite annuo di 20.000 RMB (circa 2564 euro). La disposizione prevede  che in questi casi i prodotti siano esenti da dazio e che il pagamento di IVA e imposta sul consumo si applichi per il 70% dell’importo previsto per le importazioni ordinarie.

Spedizioni superiori ai detti limiti sono soggette alla tassazione prevista per le spedizioni ordinarie.  

Restrizioni alle importazioni. Il settore che riscontra maggiori difficoltà è quello agroalimentare; restrizioni sanitarie soprattutto per carni e latticini, divieti assoluti, procedure amministrative onerose ed incerte, certificazioni complesse, sistema di autorizzazioni frammentario e stratificato, ecc. sono tutti elementi che limitano l’importazione e la distribuzione dei prodotti agroalimentari esteri incidendo significativamente sui costi. Si evidenzia inoltre che un gran numero di prodotti in Cina è soggetto a standard cinesi (GB standard) che non necessariamente coincidono con quelli previsti in Europa. La non conformità a questi standard comporta un divieto di importazione applicato dalle autorità di AQSIQ.

Importazioni temporanee:   la normativa doganale cinese prevede un limite temporale di sei mesi  per le merci temporaneamente importate. Il termine può essere prorogato  su richiesta alle autorità doganali (con un limite di 18 mesi). Al termine del periodo le merci devono essere quindi riesportate o su autorizzazione delle dogane possono essere importate (diversamente da quanto avviene nelle FTZ dove l’autorizzazione non è prevista). Nel periodo autorizzato il pagamento dei diritti di importazione non dovranno essere garantiti ( non pagati).

Dette disposizioni si applicano anche alla temporanea importazione ai beni destinati ad esposizioni, fiere, manifestazioni culturali  etc. Per questi eventi e nel caso di utilizzo di Carnet ATA, ferme le regole generali ed i limiti di applicazione previsti internazionalmente, si evidenzia che in Cina l’uso  è limitato ad eventi in aree per le quali gli organizzatori abbiano preventivamente ottenuto una autorizzatone da parte delle autorità doganali.  

Spedizioni gratuite, materiale pubblicitario e campioni. i campioni commerciali i cui diritti di importazione non superano i 50 RMB ( 6 euro circa) sono esenti dal pagamento di diritti. Fanno eccezione a questo principio gli invii di alcune categorie di prodotti, soprattutto elettronici.  

Modifiche procedurali 2017. Negli ultimi anni la dogane cinesi hanno intrapreso una serie di progetti sperimentali per il miglioramento dell’efficienza delle procedure doganali, nel tentativo di ridurre tempi e  relativi costi. Analogamente  a quanto avviene nei magazzini doganali con l’istituzione nel 2013 delle Free Trade Zone si sono create aree in cui  le merci introdotte sul territorio beneficiano della sospensione dalle tasse di importazione fino al momento del trasferimento fuori da dette aree a destinazione mercato domestico. Nelle FTZ e’ inoltre possibile effettuare lavorazioni sui prodotti importati.

Le FTZ sono state anche le aree di sperimentazione di nuove procedure.   Tra quest’ultime si può citare lo sportello unico (single window)  e il differimento degli accertamenti relativi a valore e classifica della merce ad una fase successiva a quella delle operazioni di importazione (post clearance audit).  Nel corso del 2017 lo State Council ha annunciato che entro la fine del 2017 il progetto Single Window (sportello unico) sarà esteso a tutto il territorio nazionale. Sviluppato in via sperimentale dal 2013 presso la dogana di Shanghai lo sportello unico dovrebbe introdurre considerevoli esemplificazioni  procedurali nelle formalità di importazione ed esportazione.  Basato sulla creazione di una unica piattaforma elettronica per la gestione di dati e documenti (non solo doganali)  richiesti alle operazioni di importazione e sul coordinamento dei controlli da parte di dogana e AQSIQ (one-stop-shop) , lo sportello unico rappresenterà l’hub di raccolta di dati ed informazioni di varie amministrazioni e agirà da interfaccia per le comunicazioni tra amministrazioni ed utenza. L’operatore economico potrà infatti utilizzare la piattaforma per  presentare la documentazione inerente ad operazioni di importazione / esportazione, per ricevere autorizzazioni  e certificazioni (es. AQSIQ, Food and Drugs Adminsitration), per effettuare pagamenti connessi alle operazioni di importazione e di diritti e spese di competenza di vari enti (es. vessel tonnage tariff, spese per le ispezioni  AQSIQ fetc.)   ricevere i rimborsi per l’export  (tax rebate). L’informatizzazione dei certificati  sulla piattaforma consentiranno il loro utilizzo in molteplici operazioni e in qualsiasi ufficio sul territorio nazionale  riducendo duplicazioni e documenti cartacei.  Sarà inoltre possibile consultare on-line lo stato di completamento delle formalità di confine.

Ulteriore novità annunciate dalle dogane in concomitanza con la dichiarazione dello State Council si riferiscono alla possibilità di effettuare le operazioni doganali in un qualsiasi ufficio doganale oltre ad incrementare il numero di controlli su valore e classifica effettuati a seguito del rilascio della merce. Annunciati infine l’introduzione di un tariffario (catalogue of fee) che assicuri la certezza dei costi amministrativi legati alle operazioni di importazione/esportazione  sostenuti dagli operatori economici.

 

Elaborazione dell'Addetto doganale dell'Ambasciata d'Italia.
Ultimo aggiornamento: 11/12/2017^Top^
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