Aspetti Normativi (EMIRATI ARABI UNITI)

ASPETTI NORMATIVI E LEGISLATIVI

Regolamentazione degli scambi[1]

Sdoganamento e documenti di importazione: ispezioni efficienti e pratiche doganali puntuali e celeri. La tassa di importazione è pari mediamente al 5% su tutte le merci, escluse quelle sottoposte a regime di restrizione, come il tabacco (100%) e vini ed alcolici (50%). Ai fini dello sdoganamento sono necessari i seguenti documenti: documento di trasporto (Cargo Bill), buono di consegna (Delivery Order), distinta dei colli (Packing List), certificato di origine dei prodotti (Certificate of Origin), lettera di autorizzazione (AuthorizationLetter), Customs Card.

Classificazione doganale delle merci: Sistema Armonizzato (Harmonized Commodity Description and Coding System, anche conosciuto come Harmonized System - HS).

Restrizione alle importazioni: alcune voci sono regolate da regime monopolistico come gli alcolici (incluso il vino) e i tabacchi. La carne deve essere macellata secondo il metodo Halal. E’ permessa l’importazione di carne suina.

Importazioni temporanee: è consentita la pratica di esportazione temporanea. Dall’Aprile 2011, gli EAU sono entrati a far parte del Sistema Carnet ATA (69° Stato ad aggiungersi), pertanto in uso il Carnet ATA.

 

Attività di investimento e insediamenti produttivi nel Paese

Normativa per gli investimenti stranieri[2]: il sistema fiscale è caratterizzato dalla presenza di numerosi regimi speciali e di favore, volti a incentivare gli investimenti nel Paese. Tuttavia, dall’Aprile del 2015, l’Agenzia delle Entrate italiana ha ridefinito i Paesi classificati nelle tre black list, eliminando gli Emirati Arabi dalla black list sulla “indeducibilità dei costi”. La locale legge societaria prevede delle restrizioni alla possibilità, accordata ai soggetti che non hanno cittadinanza emiratina, di stabilire attività produttive nel Paese, o comunque di acquisire quote di società locali.

Legislazione societaria[3]: il requisito principale per stabilire una società negli EAU è la presenza al 51% di uno sponsor con passaporto emiratino. Questa regola ha però le seguenti eccezioni: i casi in cui la legge preveda il 100% di proprietà locale, le oltre 30 zone franche che permettono il 100% di proprietà straniera, filiali e uffici rappresentativi di aziende estere riconosciuti a Dubai, aziende professionali o artigiane a cui la legge consente l’intera proprietà del capitale.

 

Brevetti e proprietà intellettuale[4]

La tutela brevettuale e della proprietà intellettuale negli EAU è regolata dalle seguenti leggi nazionali: Legge Federale (L.F.) N. 37 del 1992 sui Marchi Registrati, come emendata dalle LL.FF. 19/2000 e 8/2002, L.F. 40/1992 sulla Protezione delle Opere d’Ingegno e dei Diritti di Proprietà Intellettuale; L.F. 7/2002 riguardante i Diritti d’Autore e Diritti connessi; L.F. 44/1992 sulla Protezione della Proprietà Industriale come emendata dalla L.F. 17/2002 e dalla L.F. 31 per l’anno 2006 riguardante le Normative Industriali e la Protezione dei Brevetti, dei Disegni Industriali e del Design (2002). Occorre rilevare che negli EAU possono dirsi esistenti almeno due sistemi di protezione brevettuale: uno nazionale ed uno regionale. Quest’ultimo sistema presuppone la richiesta di tutela alla competente istituzione del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG).  Inoltre, gli EAU sono membri non solo dei trattati regionali del CCG preposti alla tutela della proprietà intellettuale e dei brevetti, ma anche e soprattutto di rilevanti trattati internazionali e relativi organismi. In particolare, si segnalano i più importanti: la Convenzione istitutiva dell’Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale (OMPI, in inglese World IntellectualProperty Organization – WIPO), il Trattato di Cooperazione in materia di Brevetti (in inglese PatentCooperationTreaty - PCT), la Convenzione di Parigi per la Protezione della Proprietà Industriale, l’Accordo sugli aspetti commerciali dei Diritti di Proprietà Intellettuale (meglio noto come TRIPS, Agreement on Trade RelatedAspects of IntellectualPropertyRights), e il CCG. Dunque per chi operasse sul suolo emiratino, si rende possibile servirsi della tutela fornita da tali trattati e convenzioni sul sistema dei brevetti e della proprietà intellettuale.

 

Sistema fiscale[5]

Il Consiglio Federale mantiene il potere legislativo su difesa, affari esteri, educazione e salute, mentre ogni singolo Emirato mantiene il potere legislativo su altri settori pubblici, compreso quello fiscale.

Anno fiscale: 1 gennaio-31 dicembre.

Imposta sui redditi delle persone fisiche: assente, nemmeno a titolo di ritenuta alla fonte. Le imprese che impiegano cittadini con passaporto emiratino sono obbligate a versare agli stessi una quota del salario, corrisposto in appositi fondi pensione.  Questa quota ha diverse percentuali e sono basate sui salari ricevuti: per i datori di lavoro pubblici è del 15%, per i datori di lavoro privati è del 12,5%, per i dipendenti è del 5%.

Tassazione sulle attività di impresa: l’imposta viene regolata localmente dai diversi Emirati. I decreti fiscali adottati dai sette Emirati, tuttavia, sono improntati ai medesimi principi e criteri generali. L'imposta è tendenzialmente applicabile all'utile netto prodotto da tutti gli enti e le società - con o senza personalità giuridica - che svolgono attività commerciali o industriali negli EAU. Sono soggetti a imposta anche gli utili prodotti da filiali e sedi secondarie (stabili organizzazioni) di società estere.

Imposta sul Valore Aggiunto (VAT): a partire dall’1 gennaio 2018 gli Emirati Arabi Uniti hanno introdotto l’imposta sul valore aggiunto (Value AddedTax o VAT) ad un tasso del 5% sul valore della merce. Dalla tassazione sono esentati 100 beni di prima necessità, nel settore alimentare, della salute, dei trasporti e dei servizi sociali. Tutti gli Stati Membri del GCC (EAU, Arabia Saudita, Qatar, Bahrein, Kuwait ed Oman) hanno introdotto la VAT al tasso del 5% dall’1 gennaio 2018, basandosi su uno schema di applicazione comune della nuova imposta, concordando sulla necessità di introdurre la tassa per sopperire al calo delle entrate statali legate all’abbassamento del costo del petrolio ed all’innalzamento dei servizi forniti alla collettività. 

 


[1]Fonte: Dubai Customs; Abu Dhabi Customs; Abu Dhabi Investment Authority; ICE; ISTAT; SACE; rielaborazioni Camera di Commercio Italiana negli EAU

[2]Fonte: Agenzia delle Entrate; Fisco Oggi; Ministero dell’Economia e delle Finanze

[3]Fonte: a-z Consultancy

[4] Fonte: Organizzazione mondiale per la proprietà intellettuale (OMPI); Al Tamimi& Co.

[5] Fonte: Diacron; Agenzia delle Entrate

 

 

“Business Atlas 2019: guida agli affari in 55 mercati per il business italiano” a cura delle Camere di Commercio italiane all’estero.
Ultimo aggiornamento: 19/10/2019^Top^
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