Accesso al credito - Osservazioni (UNGHERIA)

L’Ungheria è caratterizzata da una certa apertura del settore finanziario alle società straniere, favorita dalle riforme attuate in concomitanza con l’ingresso del Paese nell’UE nel 2004. In Ungheria sono presenti 69 Istituti di credito.Grazie al consolidamento delle finanze pubbliche, il rendimento sui titoli di Stato è diminuito e la Banca Centrale è stata in grado di perseguire una politica monetaria non rigorosa. Nel corso della riunione del consiglio monetario di marzo 2019, è stato alzato il tasso sui depositi overnight da -0,15% a -0,5%, mantenendo il tasso di sconto allo 0,9%. MNB ha così ristretto il cosiddetto corridoio di interesse tra i tassi overnight di prestito e di deposito. Il Governatore ha annunciato la riduzione di  liquidità che la Banca Centrale fornisce al sistema bancario di 100 miliardi di Ft (322 milioni di euro) a partire dal secondo trimestre. Questa serie di misure è stata completata dall'annuncio del programma "obbligazioni per la crescita" del valore di 300 miliardi di fiorini (oltre 967 milioni di euro) che prevede l’acquisto da parte della Banca Centrale di obbligazioni di società che ottengono almeno il rating B o superiore.  La Banca Centrale ha adottato alcune misure per spingere le banche nazionali ad aumentare il volume di credito all’economia reale (Funding for Growth, 2013) che è stato rifinanziatocon la nuova denominazione FGS Fix. Il nuovo schema prevede che alle banche che erogheranno prestiti alle PMI verranno assegnati fino ad un trilione di fiorini (3,2 miliardi di euro circa) a costi zero per la banca. I prestiti alle imprese potranno essere erogati solo per scopi di investimento per un valore massimo pari a un miliardo di fiorini (3,2 milioni di euro circa) e al tasso di interesse del 2,5% ed una scadenza da tre a dieci anni. Nonostante la liquidità offerta attraverso tale schema, si è registrata una contrazione nel volume dei prestiti alle PMI. La Banca Centrale spera di invertire tale trend e far muovere il credito prima che la crescita rallenti il prossimo anno per minori finanziamenti ai progetti realizzati con i contributi UE e la contrazione ciclica delle esportazioni e dei consumi. Saranno anche terminati i depositi a tre mesi. La banca offrirà liquidità in fiorini attraverso swaps in valuta. Il debito pubblico sovrano in valuta estera è inferiore al 20% del totale, il debito privato in valuta straniera è nullo.

György Matolcsy è stato riconfermato come Governatore della Banca Centrale per un termine di altri sei anni. Il Governatore auspica una riduzione nel numero delle banche attraverso fusioni in quanto rileva che la struttura del loro portafoglio prestiti è inappropriata e che il sistema bancario opera con costi eccessivi. Secondo il governatore, i bisogni finanziari del mercato ungherese potrebbero essere sostenuti da cinque o sei grandi banche create appunto attraverso mergers di banche locali più piccole.

Le agenzie di rating hanno rivisto in termini positivi il rating di K+H Bank, di Erste Bank Ungheria, della Banca di Sviluppo Ungherese (MFB) e di Magyar Eximbank.  OTP Bank, principale banca ungherese,  ha realizzato elevati profitti nel 2018 pari a circa 1 miliardo di euro. Tra gli istituti esteri è significativa la presenza di due importanti banche italiane: Banca Intesa Sanpaolo con la controllata CIB Bank e Unicredit. 

La Banca Centrale stima un’inflazione al 3,3% per il 2019 e al 3,4% nel 2020.

Ultimo aggiornamento: 07/10/2019^Top^
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