Accesso al credito - Osservazioni (TURCHIA)

A dicembre 2019 l’industria bancaria turca comprendeva 51 intermediari, di cui 32 banche commerciali (16 private a controllo straniero più 5 succursali di banche estere, 8 banche private turche e 3 statali), 13 banche di sviluppo e investimento (5 private turche, 4 private a controllo straniero e 4 pubbliche), 6 banche di partecipazione (cioè specializzate in operazioni coerenti con alcuni principi coranici; 3 private a controllo straniero e 3 statali); altre 2 banche sono amministrate dal Savings Deposit Insurance Fund (SDIF). Il sistema bancario contava 11.300 sportelli sul territorio nazionale e impiegava quasi 204.000 dipendenti. Erano inoltre insediati 43 uffici di rappresentanza di banche estere.

Gli intermediari bancari italiani presenti in Turchia sono tre: (a) Intesa San Paolo, la cui succursale è attiva nel Corporate and Investment Banking; (b) UniCredit, che detiene una partecipazione del 20% circa nella banca retail Yapı Kredi, sesta nel paese per totale attivo; (c) Monte dei Paschi di Siena, che ha un ufficio di rappresentanza per svolgere attività di advisory.

Nel 2019, la crescita del credito bancario è proseguita a ritmi elevati da parte delle banche statali, registrando un aumento di oltre il 27% per la componente in lire turche rispetto alla fine del 2018 mentre nello stesso periodo le banche private e quelle estere hanno ridotto i loro portafogli finanziamenti in termini reali (+6,5% nominali).  Il sistema turco rimane dipendente dalla raccolta in valuta estera, che rappresenta poco meno del 50% del totale delle passività, ed è quindi esposto alle mutevoli condizioni finanziarie dei mercati internazionali.

Per gli effetti differiti della recessione verificatasi per tre trimestri fra fine 2018 e inizio 2019 stanno degradandosi sia la qualità del credito (il rapporto dei crediti deteriorati rispetto al totale era salito al 5,7% a dicembre 2019 contro il 4,1% di un anno prima) sia la redditività (il ROE, dal 16,5% di fine 2017, è diminuito al 15% nel 2018 e all’11,1% nel 2019). Il sistema continua a essere adeguatamente patrimonializzato, con un Tier 1 ratio pari al 13,8% a fine 2019. Sulle prospettive del settore incide negativamente l’elevata incertezza associata alla solidità della ripresa economica dopo la crisi del 2018/19, alla stabilità delle imprese affidate e all’evoluzione del quadro geopolitico mondiale e regionale; tutti questi fattori hanno contribuito nel 2019 a determinare l’abbassamento del rating sovrano turco al livello “altamente speculativo” B1 da parte di Moody’s mentre Fitch ha confermato il livello “speculativo” BB-. Sulle valutazioni delle società di rating ha pesato anche l’inversione, da parte della banca centrale, dell’orientamento della politica monetaria: nel luglio 2019 è infatti iniziato un ciclo di riduzioni decise e rapide dei tassi ufficiali per effetto del quale, dal 24%, sono stati ridotti nel gennaio 2020 all’11,25%.

Ultimo aggiornamento: 10/02/2020^Top^
Scheda di Sintesi   Scheda di Sintesi in PDF   Rapporto in PDF   Stampa PDF personalizzato   Rapporto sul turismo in PDF

 

Perché TURCHIA Outlook politico Outlook economico Competitività e Business Environment Accesso al credito Rischi Rapporti con l'Italia Turismo Strumenti utili per le imprese Link utili

 

Tutti gli Highlights Tutti gli approfondimenti Tutte le attivita promozionali Tutte le opportunità d'affari

 

Ambasciata d'Italia

Contatta la rete diplomatica in TURCHIA

AMBASCIATA ANKARACONSOLATO GENERALE ISTANBULCONSOLATO IZMIR (Smirne)