Accesso al credito - Osservazioni (MALTA)

Il sistema bancario maltese è supervisionato dalla Banca Centrale di Malta e dalla Malta Financial Service Authority (MFSA), che hanno il compito di monitorare le attività degli Istituti di Credito registrati a Malta, la cui attività è regolata dal Banking Act del 1994 e successive modificazioni. Quasi la totalità degli istituti di credito sono associati alla "Malta Bankers’ Association". Il mercato finanziario maltese ha destato l’interesse di banche straniere. Oltre alle locali Bank of Valletta, APS Bank, FIMBank ltd, FCM Bank ltd., Lombard Bank P.L.C., Nemea Bank e Pilatus Bank, ci sono le le austriache Bawag Bank, ECCM Bank, Sparkasse Bank, la belga Izola Bank, le inglesi HSBC, Agribank e Mediterranean Bank, Mediterranean Corporate Bank Ltd, le tedesche Deutsche Bank e Novum Bank, le turche Akbank, Turkiye Garanti Bankasi AS, Yapi Kredi Bank, la lussemburghese Satabank, la finlandese Ferratum Bank P.L.C., la portoghese Banif Bank, la greca NBG Bank, l'olandese Credit Europe Bank, la australiana CommBank, e le statunitensi IIG Bank e Crodorax Bank Ltd. Contrasta con questo quadro la totale assenza di banche italiane (a parte la quota del 20% della Bank of Valletta detenuta dal Gruppo Unicredit). Le potenzialità offerte dal mercato maltese andrebbero valutate anche in un’ottica regionale e tenendo presente il ruolo di Malta quale possibile ponte per la penetrazione economica e finanziaria nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo. Il sistema finanziario maltese rimane piutttosto solido: il livello di capitale delle principali banche maltesi risulta essere in salute e i loro livelli di liquidità ampi. Inoltre il rapporto prestiti-depositi è tra i più bassi nell'area euro. Nel secondo quadrimestre  del 2015 il credito ai residenti maltesi è aumentato, così come il tasso annuale di crescita del credito coerentemente con l'andamento europeo. Si registra un forte aumento del credito verso le famiglie (che costituisce una delle voci maggiori nel credito al settore privato) e un calo nei prestiti agli enti non finanziari. In relazione ai tassi di interesse attivi i dati di giugno 2015 mostrano una diminuzione rispetto al periodo precedente di 8 punti percentuali.

Dallo scenario appena descritto si evince una discreta apertura nell'accesso al credito, con ricadute positive anche sull'economia reale.

 

 

Scheda SACE:

  • Categoria di rischio Paese dell'OCSE: 0/7 
  • Rischio di credito sovrano: 32/100
  • Rischio di esproprazione e violazione contrattuale: 23/100
  • Rischio di credito bancario: 60/100
  • Rischio di guerre e disordini sociali: 21/100
  • Rischio di credito delle imprese: 60/100
  • Rischio di trasferimento e convertibilità:10/100

 

Ultimo aggiornamento: 21/10/2015^Top^
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