Accesso al credito - Osservazioni (CROAZIA)

Non esistono restrizioni generali o settoriali per gli operatori stranieri.

La Banca Nazionale croata è responsabile della supervisione del settore finanziario e la sua politica monetaria viene assecondata dalla politica economica del Governo. Negli ultimi anni la Banca Centrale ha ripetutamente esortato il Governo a diminuire la spesa pubblica con riforme strutturali. Ha inoltre contribuito a mantenere stabile il tasso di cambio della kuna, preservando in tal modo la stabilità dell’intero settore finanziario. Le politiche monetarie restrittive attuate sin dal 2008 hanno contribuito alla stabilità del sistema, consentendo di affrontare la crisi finanziaria internazionale con maggiore solidità.

Il settore bancario croato è ben capitalizzato e la sua redditività ha segnato una ripresa nell’ultimo triennio, dopo il calo accentuato del 2015 a seguito della legge di conversione forzosa in euro dei prestiti detenuti in Franchi svizzeri. Il processo di privatizzazione è stato sostanzialmente completato.

Sono presenti in Croazia 31  istituzioni creditizie, di cui 26 banche commerciali (15 a capitale straniero; 11 nazionali di cui 3 di proprietà statale: Hrvatska Postanska Banka HPB, Croatia Banka e Jadranska Banka, la prima, maggiore per dimensione, in corso di privatizzazione) e 5 casse di risparmio e di credito cooperativo.

Il sistema bancario croato è sostanzialmente in mano a banche estere (gestiscono circa il 90% degli attivi bancari/finanziamenti).  Delle 15 banche straniere, 11 sono di provenienza europea (prevalentemente italiane, austriache e ungheresi). Per quanto riguarda la componente italiana, il Gruppo  Unicredit controlla la Zagrebačka banka d.d. (ZABA) ed il Gruppo Intesa San Paolo controlla la Privredna banka Zagreb (PBZ).  ZABA e PBZ gestiscono insieme circa 45% degli attivi bancari e circa il 47% dei finanziamenti complessivi. 

Il rapporto tra crediti deteriorati e crediti lordi rimane elevato, in particolare tra le imprese non finanziarie, nonostante una recente flessione che sembra riconducibile alle vendite e agli obblighi di accantonamento graduale e automatico introdotti da recenti disposizioni normative.

Nel rispetto delle norme emanate dalla Banca Nazionale croata, l'offerta di credito è in grado di far fronte ad ogni esigenza di carattere commerciale di privati ed imprese. I tassi applicati sono piuttosto alti. Il trend dei tassi di interesse risulta tuttavia in convergenza verso quello dell’area euro.

Il settore finanziario non bancario è meno sviluppato e rappresenta il 10% circa delle attività totali.

La Borsa di Zagabria è di proprietà diffusa, con 51 azionisti, prevalentemente società finanziare e banche.

Il governo croato ha presentato un piano per aderire alla moneta unica europea che prevede preliminarmente l'ingresso della Croazia nel sistema degli Accordi europei di cambio (ERM II- European Exchange Rate Mechanism). L’adesione agli  Accordi europei di cambio determinerebbe per la moneta nazionale croata, la Kuna, un meccanismo di cambio stabile con l’Euro.

 

Ultimo aggiornamento: 31/05/2019^Top^
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